La Spagna è stata drammatico scenario di una sequenza senza precedenti di incidenti ferroviari. In appena tre giorni si sono verificati tre deragliamenti, due dei quali hanno provocato vittime, e che hanno messo in ginocchio la rete ferroviaria nazionale e acceso un durissimo scontro politico e sindacale sulla sicurezza delle infrastrutture. L’ultimo episodio, il terzo in ordine di tempo, si è verificato nella serata di martedì 20 gennaio 2026 in Catalogna, aggravando un bilancio già drammatico e alimentando l’allarme tra lavoratori e utenti.
Terzo deragliamento in tre giorni
Il terzo deragliamento ha coinvolto un treno regionale della linea R4 delle Rodalies tra Gelida e Sant Sadurní d’Anoia, a una trentina di chilometri da Barcellona. Il convoglio è uscito dai binari dopo che un muro di contenimento è crollato sulla linea ferroviaria, colpendo il primo vagone. Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento sarebbe stato causato dalle intense piogge che da giorni interessano la regione. Nell’incidente ha perso la vita il macchinista, 27 anni, un praticante che si trovava in cabina con altri tre giovani in formazione. Almeno 37 passeggeri sono rimasti feriti, cinque dei quali in gravi condizioni. Sul posto sono intervenute una quindicina di ambulanze e undici squadre dei vigili del fuoco.

Quasi in contemporanea, sempre in Catalogna, si è verificato un ulteriore deragliamento tra Blanes e Maçanet, sulla linea R1. In questo caso non si sono registrati feriti, ma l’incidente – causato dalla caduta di massi sui binari a seguito del maltempo – ha portato alla sospensione temporanea del traffico su tutta la rete Rodalies, utilizzata ogni giorno da circa 400.000 pendolari, generando nuovi disagi e caos nei trasporti.
Questi episodi arrivano a sole 48 ore dalla catastrofe ferroviaria di Adamuz, in Andalusia, dove domenica sera un treno ad alta velocità Iryo deragliato ha colpito un altro convoglio, causando almeno 42 vittime accertate e decine di feriti, nove dei quali ancora in terapia intensiva. Le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso: finora solo 25 corpi sono stati riconosciuti tramite impronte digitali, mentre per gli altri si procede con l’analisi del Dna. La Guardia Civil ha ricevuto 45 denunce di scomparsa, alcune delle quali potrebbero riferirsi alla stessa persona.
Adamuz, si rafforza l’ipotesi di cedimento dei binari
Sull’incidente di Adamuz continuano a emergere nuovi elementi. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha riferito di incisioni di circa un millimetro riscontrate sui primi vagoni dell’Iryo e segni analoghi su altri treni transitati in precedenza nello stesso punto, al chilometro 318 della linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Abrasioni che sembrano rafforzare l’ipotesi di un cedimento dei binari, anche se le cause definitive restano da chiarire. Un ulteriore dettaglio è il ritrovamento, da parte della Guardia Civil, di un carrello ferroviario parzialmente immerso in un ruscello, a circa 270 metri dalla linea.

Il governo mantiene ufficialmente tutte le ipotesi aperte. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha invitato alla prudenza, sottolineando che l’inchiesta è solo all’inizio e che sarà necessario analizzare in laboratorio le rotaie e il meccanismo di rotolamento del treno Iryo. Anche Puente ha chiesto di evitare speculazioni fino alla conclusione delle indagini tecniche. L’ente gestore delle infrastrutture ferroviarie Adif sostiene che, “a priori”, non siano stati riscontrati guasti sulla linea Madrid-Siviglia direttamente collegabili all’incidente, ricordando gli investimenti da 700 milioni di euro per l’ammodernamento della rete conclusi nel maggio 2025.
Lavoratori in protesta: proclamati tre giorni di sciopero
Intanto però cresce la protesta dei lavoratori. I sindacati dei macchinisti denunciano “il deterioramento del servizio ferroviario, che mette a rischio vite umane” e hanno proclamato tre giorni di sciopero dall’8 all’11 febbraio. Chiedono una revisione integrale delle linee, la fine dell’esternalizzazione della manutenzione, limiti di velocità nei tratti a rischio e garanzie concrete sulla sicurezza. Dopo le segnalazioni di vibrazioni anomale, Adif ha prima revocato e poi confermato un limite temporaneo di 160 km/h su un tratto della linea Madrid-Barcellona, estendendolo anche a una porzione della Madrid-Valencia.
Sul piano politico, la pressione aumenta. L’opposizione accusa il governo di non aver applicato pienamente le direttive europee sulla sicurezza ferroviaria, mentre il partito ultraconservatore Vox, unico a non aderire ai tre giorni di lutto nazionale, punta il dito contro il premier Pedro Sánchez, che ha espresso pubblicamente solidarietà alle vittime e alle loro famiglie. Una cerimonia di Stato in memoria delle vittime della sciagura di Adamuz è stata fissata per il 31 gennaio a Huelva, alla presenza del capo del governo e delle autorità regionali.