sisma

Terremoto devasta il Venezuela, due scosse di 7.5 e 7.2: palazzi crollati, si scava sotto le macerie

La presidente Rodriguez ringrazia Trump: "Gli Usa sono pronti ad aiutare"

Terremoto devasta il Venezuela, due scosse di 7.5 e 7.2: palazzi crollati, si scava sotto le macerie

Due fortissime scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela mercoledì 24 giugno 2026, poco dopo le 18 ora locale. Secondo lo U.S. Geological Survey, il primo sisma, di magnitudo 7.2, è stato registrato a circa 160 chilometri a ovest di Caracas. Meno di un minuto dopo, una seconda scossa, ancora più violenta, di magnitudo 7.5, ha colpito la stessa area.

L’epicentro del terremoto più forte è stato localizzato nei pressi di Morón, nello Stato di Carabobo, a una profondità di circa 10 chilometri. Il sisma è stato avvertito in molte zone del Paese, dalla capitale Caracas agli Stati di La Guaira, Yaracuy, Carabobo, Aragua, Miranda e Falcón.

terremoto venezuela
Epicentro Moron

Il bilancio comunicato nelle prime ore di giovedì 25 giugno è già pesante: almeno 32 morti e 700 feriti. Ma le autorità venezuelane hanno avvertito che si tratta di numeri provvisori. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha precisato che le cifre iniziali non includono ancora lo Stato di La Guaira, indicato come la zona più colpita.

Epicentro terremoto Venezuela

Crolli e soccorsi sotto le macerie

Le immagini arrivate da Caracas e La Guaira mostrano palazzi collassati, muri aperti, strade bloccate da detriti e squadre di soccorso al lavoro tra cemento, polvere e lamiere. Reuters descrive edifici crollati “in pile di cemento e acciaio frantumati” nella capitale e nelle aree vicine.

“Decine di edifici sono crollati e stiamo portando avanti operazioni di soccorso molto intense per salvare quante più vite Dio ci permetterà di salvare”, ha detto Delcy Rodriguez in un intervento alla televisione di Stato poco prima dell’una di notte ora locale.

@wmas.noticias🚨 En Playa Grande, La Guaira, al menos cuatro edificios colapsaron tras el fuerte terremoto que sacudió Venezuela. Entre las estructuras afectadas se encuentran Oasis Beach, Punta Brisas, Punta Brava y Las Palmas. #UltimaHora #Venezuela #LaGuaira #Terremoto #Rescate

♬ original sound – WMás Noticias

La presidente ha parlato di “una vera tragedia” e ha inviato “un messaggio di solidarietà” alle famiglie delle vittime. “A coloro che hanno perso i propri cari, ribadiamo le nostre condoglianze e il nostro sostegno in queste ore difficili”, ha aggiunto.

Nella zona di La Guaira, a circa 30 chilometri da Caracas, le autorità hanno parlato di “zona di disastro”. Secondo la televisione statale venezuelana, tre bambini sono stati estratti vivi dalle macerie, coperti di polvere, nelle prime ore dopo il sisma.

Terremoto devasta il Venezuela, due scosse di 7.5 e 7.2: palazzi crollati, si scava sotto le macerie
La premier Rodriguez

Aeroporto chiuso, metro sospesa, scuole ferme

Il terremoto ha colpito anche infrastrutture essenziali. L’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, il principale scalo del Paese, vicino a Caracas, è stato danneggiato e chiuso. Secondo le prime ricostruzioni, parti del soffitto dell’aeroporto avrebbero ceduto durante le scosse.

@skytg24 l Venezuela è stato colpito dal terremoto più potente degli ultimi 126 anni: una scossa di magnitudo 7.2 seguita da un'altra ancora più violenta di magnitudo 7.5 a distanza di 39 secondi. Diversi gli edifici crollati. Le immagini mostrano uno squarcio profondo che attraversa una strada a Valencia, non lontano dall'epicentro del sisma. (📹 Francesco Mendoza ) #skytg24 #news ♬ audio originale – Sky tg24

A Caracas sono stati sospesi il servizio della metropolitana e alcune forniture di gas naturale. La presidente Rodriguez ha annunciato anche la sospensione delle lezioni per diversi giorni. Alcune scuole saranno usate come centri di accoglienza e raccolta di aiuti.

“Abbiamo attivato tutta la rete sanitaria pubblica e privata del Paese, soprattutto nelle zone più colpite, per l’assistenza ai feriti”, ha detto Rodriguez, chiedendo al personale sanitario di raggiungere gli ospedali.

A Falcón, il governatore Víctor Clark ha riferito di almeno 32 persone ricoverate e di 15 persone intrappolate nelle ore successive al sisma.

“Sembrava un film dell’orrore”

A Caracas molti residenti sono rimasti in strada per ore, per paura delle repliche. In alcune zone sono saltati corrente e segnale telefonico. Cavi elettrici, pali caduti e macerie hanno reso difficile l’arrivo dei soccorsi.

“Quando siamo scesi, la scena sembrava un film dell’orrore”, ha raccontato a Reuters Maria Alejandra, residente vicino a uno degli edifici collassati. “Abbiamo dovuto arrampicarci sulle macerie. Il portiere con il bambino, tutti i vicini che scendevano. Ma da quel palazzo ho visto uscire solo una famiglia”.

Allerta tsunami poi revocata

Le scosse hanno fatto scattare anche un’allerta tsunami per Porto Rico e le Isole Vergini statunitensi. Il Centro tsunami degli Stati Uniti ha indicato un evento sismico vicino alla costa venezuelana, con magnitudo preliminare 7.1, profondità di circa 10 chilometri e origine alle 22.04 UTC del 24 giugno.

L’allerta è stata poi revocata quando il pericolo è rientrato. Le scosse sono state avvertite anche in Colombia e in alcune aree del Brasile amazzonico, ma non sono stati segnalati danni gravi fuori dal Venezuela.

Trump offre aiuto: “Siamo pronti, disponibili e in grado”

La catastrofe ha aperto anche un fronte diplomatico inatteso. Il presidente americano Donald Trump ha offerto aiuto al Venezuela con un messaggio pubblicato nella notte.

“I due grandi terremoti che hanno appena colpito il meraviglioso popolo del Venezuela sono entrambi enormi per scala e hanno lasciato un numero devastante di morti”, ha scritto Trump. Poi l’offerta: “Gli Stati Uniti sono pronti, disponibili e in grado di aiutare”.

"Via il blocco navale e poi parliamo di uranio": l'Iran apre ai negoziati. Trump scettico
Il presidente Usa Donald Trump

Trump ha aggiunto di aver dato istruzioni a “tutte le agenzie” del governo americano perché si preparino ad agire rapidamente.

Rodriguez ha ringraziato diversi leader internazionali per la solidarietà, incluso Trump. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha poi annunciato che gli Stati Uniti stanno inviando squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria.

Aiuti internazionali in arrivo

Oltre agli Stati Uniti, hanno offerto aiuto anche diversi Paesi latinoamericani. Tra questi Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, El Salvador, Messico, Panama e Uruguay. Anche il Qatar ha annunciato l’invio di soccorritori.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha scritto: “La nostra solidarietà al popolo del Venezuela”. Poi ha spiegato che il governo venezuelano ha chiesto personale specializzato in soccorso e sanità. “Il Messico è e sarà sempre solidale”, ha aggiunto.

Il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha inviato un messaggio di sostegno: “Vi mandiamo tutta la nostra solidarietà e le nostre preghiere. Restate forti, Venezuela”.

L’USGS: possibili migliaia di vittime

Lo scenario resta molto incerto. L’USGS ha classificato l’evento tra quelli ad alto rischio di vittime e danni diffusi. Le prime stime modellistiche indicano che il numero dei morti potrebbe salire fino a diverse migliaia, con una probabilità significativa di superare quota 10mila.

La priorità, per ora, resta la ricerca dei dispersi. Squadre di emergenza, polizia, vigili del fuoco e volontari stanno scavando negli edifici collassati, soprattutto a La Guaira e nei quartieri più colpiti di Caracas. In molte zone mancano ancora comunicazioni stabili, energia elettrica e accesso sicuro agli edifici.

Il Venezuela si trova in una zona sismicamente attiva, dove la placca caraibica incontra la placca sudamericana. Caracas era già stata colpita nel 1967 da un terremoto di magnitudo 6.3, che causò centinaia di vittime. Ma le due scosse del 24 giugno sono fra le più forti registrate nel Paese da oltre un secolo.