de-escalation

Telefonata fra Trump e Putin su Iran e Ucraina: cessate il fuoco con Kiev il 9 maggio

Il presidente americano ha dichiarato di aver sollecitato Putin a “fare una pausa”, convinto che esistano margini concreti per arrivare a un accordo

Telefonata fra Trump e Putin su Iran e Ucraina: cessate il fuoco con Kiev il 9 maggio

Nella giornata di ieri, 29 aprile 2026, si è consumata una lunga telefonata, definita dal Cremlino “cordiale, franca e concreta”, ha riportato al centro della scena internazionale il dialogo tra Vladimir Putin e Donald Trump. Oltre novanta minuti di confronto, durante i quali i due leader hanno affrontato i principali dossier aperti: la guerra in Ucraina, la crisi iraniana e, sullo sfondo, anche possibili sviluppi economici ed energetici tra i due Paesi.

Secondo quanto riferito dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, il tono della conversazione è stato costruttivo, con l’obiettivo di sondare spazi di de-escalation in scenari che restano altamente instabili.

Telefonata fra Trump e Putin su Iran e Ucraina: cessate il fuoco con Kiev il 9 maggio
Donald Trump e Vladimir Putin

Ucraina: tregua simbolica e negoziati possibili

Il punto centrale della telefonata è stato il conflitto in Ucraina. Putin ha ribadito che gli obiettivi della cosiddetta “operazione militare speciale” restano invariati, ma ha lasciato intendere una disponibilità a perseguirli attraverso il negoziato piuttosto che con un’escalation militare.

In questo contesto si inserisce l’ipotesi di una tregua temporanea in occasione del 9 maggio, giornata in cui la Russia celebra il Giorno della Vittoria. Un cessate il fuoco limitato nel tempo, ma dal forte valore simbolico, che potrebbe rappresentare un primo segnale di apertura dopo mesi di combattimenti intensi. Mosca celebrerà l’81° anniversario della vittoria sulla Germania nazista con la tradizionale parata sulla Piazza Rossa.

Quest’anno, però, l’evento si preannuncia diverso dal passato: per la prima volta da anni non sono previsti carri armati o armamenti pesanti in sfilata. Ufficialmente, la scelta è legata alla necessità di ridurre i rischi in un contesto di crescente minaccia, definita dal Cremlino come “terrorismo ucraino”.

Secondo osservatori indipendenti, dietro questa decisione vi sarebbe il timore concreto di attacchi a lungo raggio, resi possibili dall’evoluzione delle capacità militari ucraine. Alla cerimonia sono attesi diversi leader stranieri, tra cui il primo ministro slovacco Robert Fico.

Secondo quanto riferito, sarebbe stato lo stesso Trump a suggerire questa soluzione, sottolineando la necessità di fermare, anche solo temporaneamente, un conflitto che continua a produrre un numero elevatissimo di vittime. Il presidente americano ha dichiarato di aver sollecitato Putin a “fare una pausa”, convinto che esistano margini concreti per arrivare a un accordo.

Le rispettive accuse e la narrazione del conflitto

Nel corso del colloquio, Putin ha descritto una situazione sul campo favorevole alle forze russe, parlando di truppe impegnate a “mettere alle strette il nemico”. Ha inoltre accusato Kiev di ricorrere a “metodi terroristici”, in particolare per attacchi contro obiettivi civili.

Un passaggio significativo riguarda anche lo scambio delle salme dei caduti: Mosca sostiene di aver restituito oltre 20.000 corpi all’Ucraina, ricevendone poco più di 500. Un dato che, al di là della verifica indipendente, viene utilizzato dal Cremlino per rafforzare la propria narrativa del conflitto.

Dall’altra parte, secondo quanto riferito da Ushakov, sia Putin sia Trump condividerebbero una lettura critica della strategia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ritenuta orientata a prolungare la guerra anche grazie al sostegno dei Paesi europei.

Telefonata fra Trump e Putin su Iran e Ucraina: cessate il fuoco con Kiev il 9 maggio
Volodymyr Zelensky e Ursula von der Leyen

Iran: sostegno al cessate il fuoco e avvertimenti

Un altro capitolo rilevante della conversazione ha riguardato l’Iran. Putin ha espresso apprezzamento per la decisione americana di prorogare il cessate il fuoco, considerandola un passo utile per favorire il dialogo e stabilizzare la regione.

Allo stesso tempo, il presidente russo ha lanciato un chiaro avvertimento: un’eventuale operazione militare terrestre contro Teheran sarebbe “inaccettabile e pericolosa”, con conseguenze potenzialmente gravi non solo per il Medio Oriente ma per l’intera comunità internazionale.

Mosca si propone dunque come interlocutore attivo anche sul dossier iraniano, offrendo idee e contributi per una soluzione negoziale della questione nucleare.

Energia e interessi comuni

Accanto ai temi geopolitici, la telefonata ha toccato anche aspetti economici. I due leader avrebbero discusso di possibili progetti strategici nei settori energetici e industriali, già oggetto di confronto tra rappresentanti dei due Paesi.

Un segnale che, nonostante le tensioni internazionali, resta aperto uno spazio di dialogo su interessi condivisi, in particolare nel campo dell’energia.