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Trump annuncia attacchi contro l’Iran, ma poi gli annulla: “Presto la firma dell’accordo”

In poche ore si è passati dalla minaccia di una grave escalation a una speranza per la fine della guerra. Il Presidente USA: "Forse nel weekend firma sulla pace in Europa"

Trump annuncia attacchi contro l’Iran, ma poi gli annulla: “Presto la firma dell’accordo”

Dalla minaccia di un attacco massiccio sull’Iran, all’annullamento dei bombardamenti nel giro di poche ore. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tramite alcuni post pubblicati sul suo social Truth, ha prima tenuto tutti col fiato sospeso in merito alla guerra in Medio Oriente, facendo però poi tirare un sospiro di sollievo:

“Considerato che le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate, io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, ho annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera – ha riferito il capo della Casa Bianca – Le discussioni e i punti finali sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei dettagli, da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri. Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore fino alla finalizzazione di questo accordo – data e luogo della firma saranno annunciati a breve”.

Oltre a ciò, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha aggiunto:

“Abbiamo raggiunto un ottimo accordo e presto ci sarà la firma, forse già nel weekend in Europa. Io non potrò partecipare ma ci sarà il mio vice JD Vance”.

Dall’altra parte, il ministero degli Esteri iraniano ha riferito che “l’intesa è quasi pronta ma non è ancora finalizzata“. Secondo quanto riporta Al Jazeera, Teheran bolla come “narrazione americana” la versione secondo cui l’Iran abbia ceduto a causa delle pressioni e delle minacce. E accusa gli Stati Uniti di “aver continuato a cambiare le proprie posizioni nonostante gran parte del testo negoziale fosse stata finalizzata“.

Il tutto è avvenuto proprio nel giorno di inizio dei Mondiali di calcio in Messico, Canada e Stati Uniti, giovedì 11 giugno 2026, data in cui il conflitto USA-Iran stava per seguire un’escalation inarrestabile.

Da una parte Teheran che ha annunciato la chiusura totale dello stretto di Hormuz, dall’altra Trump che, attraverso il suo social Truth, aveva fatto sapere di un attacco degli Stati Uniti contro l’Iran previsto per questa notte.

Iran, chiusura totale di Hormuz

In tarda mattinata, come anticipato, l’autorità militare iraniana, tramite un post pubblicato sui suoi canali social, ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz “fino a nuovo ordine”.

Una decisione che arriva “alla luce delle tensioni create dalle forze americane di invasione nella regione e dell’annuncio fatto ieri sera dalle forze armate iraniane”.

Questa decisione delle Guardie Rivoluzionarie sarebbe giunta dopo le recenti dichiarazioni di Trump, che si è vantato di aver fatto passare 22 navi piene di barili di petrolio a Hormuz all’insaputa dell’Iran.

La chiusura di Hormuz ha innescato il pressing internazionale per la riattivazione dei negoziati. In particolare Cina, Russia, Turchia e Arabia Saudita hanno esortato le parti in conflitto a dare prova di moderazione, a fermare gli attacchi reciproci e a tornare al tavolo per evitare ulteriori danni all’economia regionale e globale.

“La Cina esorta con forza le parti interessate a cessare immediatamente le operazioni militari e a tornare al dialogo e al negoziato” ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

“Esortiamo tutte le parti coinvolte in questo conflitto a esercitare moderazione e a tornare al tavolo delle trattative”, ha reagito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, avvertendo che questa ultima escalation “è ricca di nuove implicazioni negative per la situazione regionale e per l’economia globale”.

“Le parti dovrebbero evitare gli attacchi reciproci e tornare al tavolo negoziale, perché stavano finalizzando un testo, tornino al tavolo e finalizzino un accordo di pace” ha riferito il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan.

La minaccia dell’attacco all’Iran

Ma la prospettiva di un faccia a faccia per giungere alla pace per alcune ore è sembrata essere lontana, soprattutto se considerato quanto affermato dal Presidente USA Donald Trump sul proprio social Truth:

Gli Stati Uniti colpiranno duramente l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, Radar, Difesa antiaerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono state DISTRUTTE!), QUESTA NOTTE. In un futuro non troppo lontano, prenderemo l’isola di Kharg e altri punti strategici per le infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando brillantemente sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America”.

Oltre a ciò, in un’intervista a Fox News, il capo della Casa Bianca ha spiegato di essere “ora” meno interessato a raggiungere un accordo con l’Iran rispetto a tre o quattro settimane fa. Sempre all’emittente tv, Trump ha aggiunto che il governo di Teheran è “bravo solo a fare propaganda, non a combattere”.

Sempre nello stretto di Hormuz, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha aggiunto di aver fermato una petroliera, la terza in una settimana, accusata di violare il blocco USA.

La nave colpita dagli USA

A essere colpita è stata la M/T Jalveer, battente bandiera della Guinea-Bissau, “mentre tentava di trasportare petrolio dall’Iran attraverso il Golfo dell’Oman”.