Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze degli Stati Uniti siano responsabili dell’attacco alla scuola femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, nel sud dell’Iran, dove sono morte oltre 150 bambine, ma le indagini non sono ancora concluse e non è stata raggiunta una conclusione definitiva, secondo un’esclusiva di Reuters.

L’attacco è avvenuto il 28 febbraio 2026, nel primo giorno della campagna di bombardamenti congiunti degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. La scuola è stata colpita durante l’orario scolastico, causando un numero stimato tra 150 e 180 vittime, in larga parte bambine tra i sette e i dodici anni.
Secondo media iraniani e funzionari sanitari, la tragedia rappresenta l’episodio più letale della campagna militare in corso. Immagini e video dell’edificio scolastico devastato, verificati da più fonti, mostrano a pieno la devastazione. La comunità locale è sotto shock: le famiglie delle vittime, insegnanti e studenti sopravvissuti piangono la perdita di intere generazioni, mentre la città di Minab ha visto migliaia di persone partecipare alle cerimonie funebri.
La portata umana della tragedia
I funerali, trasmessi dalla televisione di Stato iraniana, hanno mostrato file di piccole bare avvolte nella bandiera nazionale, trasportate tra folle in lutto e accompagnate da preghiere e lacrime. Molti genitori hanno perso più di un figlio, e le immagini delle giovani vittime, vestite con i loro uniformi scolastiche, hanno provocato indignazione e dolore a livello internazionale. Alcuni video mostrano studenti e cittadini che intonano slogan di sostegno alla Repubblica Islamica, in un contesto di rabbia e sconforto per la violenza subita.

L’UNESCO e le organizzazioni internazionali hanno condannato l’attacco, mentre l’Alto commissariato ONU per i diritti umani ha definito l’evento potenzialmente un crimine di guerra, esortando a un’indagine trasparente.
Colpi di precisione contro la scuola e la base IRGC
Un dossier del New York Times, basato su immagini satellitari fornite da Planet Labs, mostra che la scuola è stata colpita da un missile guidato con precisione, avvenuto simultaneamente ad un attacco contro una base navale delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC), adiacente alla scuola.
Almeno sei edifici della base sono stati distrutti: quattro completamente rasi al suolo e due colpiti al centro dei tetti, tipico delle munizioni guidate di precisione. Wes J. Bryant, ex esperto di targeting dell’US Air Force, ha dichiarato che tutti gli edifici colpiti, inclusa la scuola, hanno subito colpi perfettamente mirati, suggerendo come spiegazione più probabile una errata identificazione del bersaglio, senza consapevolezza della presenza di civili.
Immagini storiche mostrano che l’edificio faceva parte della base IRGC nel 2013, ma era stato separato e trasformato in scuola entro il 2016.
Indagini in corso e responsabilità
La Casa Bianca aveva parlato inizialmente di una fase di “indagine”, ma alti funzionari hanno ammesso che le prove disponibili indicano con forza l’uso di un’arma americana proveniente dall’asse operativo meridionale.
Il Segretario alla Difesa USA Pete Hegseth ha confermato l’indagine, dichiarando:
“Naturalmente, non prendiamo mai di mira obiettivi civili. Ma stiamo esaminando e investigando”. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti non colpirebbero deliberatamente una scuola, rinviando ulteriori domande al Dipartimento della Guerra.
Colpire deliberatamente una scuola è considerato un crimine di guerra secondo il diritto internazionale.
Implicazioni internazionali
La tragedia di Minab non è solo una devastante perdita umana: potrebbe avere conseguenze legali e diplomatiche significative, aumentando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e sollevando interrogativi sul rispetto delle norme umanitarie nelle operazioni militari.
Le indagini proseguono e, sebbene non si escludano ulteriori sviluppi, l’evidenza attuale — dai percorsi di volo ai pattern di impatto — punta con forza a una responsabilità americana nell’attacco.