Sulla guerra in Medio Oriente tra Iran e Stati Uniti torna un minimo di speranza per la pace dopo la recente indiscrezione, lanciata da Axios, secondo cui le parti hanno deciso di interrompere gli attacchi, pianificando un incontro per martedì 30 giugno 2026 a Doha, in Qatar. A confermarlo è stato anche il Presidente USA Donald Trump, che sul suo social Truth ha scritto:
“L’Iran ha richiesto un incontro: si terrà domani a Doha!”.
L’occasione, riferisce la testata statunitense che cita come fonte un alto funzionario USA, servirà per trovare la quadra innanzitutto sullo stretto di Hormuz, il crocevia marittimo fondamentale per i traffici commerciali energetici di petrolio in tutto il mondo.
“Abbiamo deciso di sospendere ogni attività cinetica” ha dichiarato il funzionario statunitense ad Axios, sottolineando che le ultime ostilità nell’area mediorientale saranno sospese “per il momento” e che “le imbarcazioni potranno muoversi liberamente” mentre proseguiranno i colloqui tecnici.
Faccia a faccia in Qatar
Il nuovo faccia a faccia tra USA e Iran, come anticipato, si terrà questa volta in Qatar e non più in Svizzera come avvenuto la settimana scorsa. In realtà, i negoziati di martedì 30 giugno 2026 erano inizialmente previsti proprio nel Paese elvetico e si sarebbero dovuti concentrare sul programma nucleare iraniano.
Ma la recente escalation di attacchi avvenuti tra Hormuz e i Paesi del Golfo ha spinto le parti a rivedere sia la location, sia l’argomento attorno cui sarebbero ruotati i colloqui: l’attenzione, infatti, sarà spostata proprio sulle condizioni per la riapertura dello stretto.
Ultime 48 ore di attacchi reciprochi
Nelle ultime 48 ore, infatti, si è riacceso il botta e risposta sul campo di battaglia. In sostanza, l’Iran ha lanciato missili e droni contro Kuwait e Bahrein in risposta ai raid statunitensi su obiettivi militari nell’area dello stretto di Hormuz.
“Qualunque azione il nemico intraprenda a questo proposito, noi abbiamo reagito e continueremo a farlo. Ribadiamo: se il nemico non rispetterà i propri impegni e violerà il cessate il fuoco, risponderemo con maggiore forza rispetto al passato, e sottolineiamo che la nostra risposta sarà ancora più decisa. Consideriamo tali mosse da parte del nemico come naturali, poiché ne conosciamo la natura” ha dichiarato alla rete televisiva statale SNN Hossein Mohebi, portavoce dell’IRGC (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche o conosciuti come Pasdaran).
Dal canto suo, invece, il Presidente USA Donald Trump ha informato sul suo social Truth riguardo all’ultima offensiva statunitense:
“Aerei statunitensi hanno appena colpito depositi di missili e droni iraniani, nonché siti radar costieri, per aver violato l’accordo di cessate il fuoco, DI NUOVO! È molto probabile che non impareranno mai! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di essere ragionevoli e saremo costretti a portare a termine militarmente il lavoro che abbiamo iniziato con grande successo. Se ciò accadesse, la Repubblica Islamica dell’Iran cesserebbe di esistere“.
Hormuz, incontro tra Iran e Oman
Tra le altre cose, la situazione di Hormuz è stata al centro della prima riunione di una commissione congiunta tra Iran e Oman che si è tenuta a Muscat (Oman).

A darne notizia è stato Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano: le parti hanno scambiato opinioni sui diritti sovrani degli Stati costieri del Golfo, nonché sulla futura gestione dello stretto sulla base dell’accordo provvisorio firmato da Teheran e Washington.