Missione finita

Spari con proiettili di gomma contro le barche della Flotilla (29 gli italiani a bordo)

In totale 430 attivisti portati in Israele: "Rispetto del diritto internazionale", ma parte una denuncia

Spari con proiettili di gomma contro le barche della Flotilla (29 gli italiani a bordo)

Tutte le barche della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza sono state intercettate dalla Marina Militare di Israele. L’abbordaggio è partito lunedì 18 maggio 2026 al largo di Cipro e si è concluso il giorno successivo, martedì 18 maggio 2026, con il blocco delle dieci imbarcazioni che erano scampate al precedente ancoraggio.

Questa volta, dato che la Flotilla si trovava a un centinaio di miglia nautiche dalla Palestina, l’IDF si sarebbe servito nell’attacco anche di proiettili di gomma: come riporta l’Ansa, sarebbero stati sparati contro sei barche, tra cui una italiana.

“L’aggressività è aumentata e ci sono stati degli spari di cui ancora non conosciamo la natura. Israele viola ancora e ancora il diritto internazionale e i governi chiudono un occhio. Non lasciatevi desensibilizzare.
Questa è pirateria. Questa è l’impunità sempre crescente di un’entità genocida.
E dovrebbe spaventarci tutti” scrive la pagina italiana della Global Sumud Flotilla.

In base alle ultime informazioni emerse sull’abbordaggio della Flotilla, 430 sarebbero gli attivisti bloccati (87 dei quali hanno deciso di attuare uno sciopero della fame), che ora saranno portati nel porto israeliano di Ashdod, da dove saranno rimpatriati.

Così si è espresso il ministero degli Esteri di Israele dopo il blocco di tutte le barche della Global Sumud Flotilla:

“Un’altra flottiglia di Pr è giunta al termine. Tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su imbarcazioni israeliane e stanno facendo rotta verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari. Questa flottiglia si è dimostrata ancora una volta nient’altro che una mossa di Pr al servizio di Hamas. Israele continuerà ad agire in piena conformità con il diritto internazionale e non consentirà alcuna violazione del legittimo blocco navale su Gaza”.

Tra di loro ci sono 29 italiani, compreso il deputato di M5S Dario Carotenuto. Una situazione che ha fatto subito insorgere anche l’opposizione:

Tra le figure istituzionali italiane che si sono espresse in queste ore c’è il ministro degli Esteri Antoni Tajani:

“Ho chiesto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane”.

Il capo della Farnesina ha chiesto poi all’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv, Luca Ferrari, di fare un passo formale per chiedere che a tutti siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia dell’incolumità.

Di fronte all’accusa di aver usato proiettili di gomma, Israele si difende smentendo l’uso di colpi d’arma da fuoco, ma evidenziando l’impiego di “mezzi non letali contro l’imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento” e sottolineando che “nessuno è rimasto ferito“.

La seconda grande missione umanitaria della Global Sumud Flotilla si è caratterizzata per due fasi critiche:

  • La prima con l’abbordaggio a Creta nella notte tra il 29 e 30 aprile 2026: in quel caso sono stati fermati in 175, tra cui due attivisti, Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, portati in carcere in Israele e poi liberati il 10 maggio 2026
  • La seconda, ripartita il 14 maggio 2026 dalla Turchia, si è conclusa dopo cinque giorni di viaggio con l’abbordaggio al largo di Cipro: in questa caso, come anticipato, gli attivisti fermati sono 426, tra cui 29 italiani, tutti portati ad Ashdod.

L’Ansa aggiunge che ora per loro si aprono due vie: l’espulsione immediata per chi acconsente o entro 24 ore per gli altri, salvo i casi di attivisti, come Avila e Keshek, che possono essere interrogati e trattenuti per indagini. La Flotilla sarà assistita in questa fase dal team legale della ong Adalah.

Gli attivisti italiani, intanto, proprio come accaduto a seguito dell’abbordaggio a Creta, hanno richiesto un “preciso obbligo di protezione” da parte del nostro governo. In particolare, si chiede di intervenire subito per proteggere gli equipaggi, di condannare l’apertura del fuoco e avviare l’accertamento delle responsabilità penali. Per questo motivo la Global Sumud Flotilla ha formalmente già depositato un esposto-denuncia per il reato di “sequestro di persona”.

Questo era già accaduto anche per i due precedenti attacchi della Marina Militare Israeliana: nell’autunno 2025 la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine contro ignoti per sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio, mentre dopo i fatti del 29 e 30 aprile 2026, lo stesso ufficio ha fatto partire degli accertamenti ufficiali con l’ipotesi di reato di sequestro di persona.