Vicino alla Linea Verde

Sparatorie in Israele: un morto e cinque feriti nella regione di Sharon

L'attentatore è stato ucciso dalle forze di sicurezza, Hamas definisce l'azione un “atto eroico”

Sparatorie in Israele: un morto e cinque feriti nella regione di Sharon

Una persona è morta e almeno altre cinque sono rimaste ferite in una serie di sparatorie avvenute nel centro di Israele, nella regione di Sharon. Le autorità israeliane ritengono che si sia trattato di un attacco terroristico coordinato che ha coinvolto diverse località vicine alla Linea Verde, il confine che separa Israele dalla Cisgiordania.

L’episodio ha immediatamente fatto scattare l’allarme delle forze di sicurezza e una vasta operazione di ricerca dell’aggressore.

La dinamica dell’attentato

Come riportato da Sky TG 24, secondo quanto ricostruito dalla polizia israeliana, l’attacco è iniziato presso una stazione di servizio a Kochav Yair, per poi spostarsi nelle vicine località di Tzur Yitzhak e Tzur Natan.

L’assalitore avrebbe aperto il fuoco in più punti della zona, colpendo diversi civili. La vittima mortale è stata raggiunta dai proiettili lungo la Strada 5533, nei pressi di Tzur Natan.

L’azione è stata descritta dagli investigatori come un attacco in evoluzione, caratterizzato da spostamenti rapidi tra diverse aree del territorio.

Caccia all’uomo

Dopo le sparatorie, le forze di sicurezza israeliane hanno avviato una massiccia operazione di ricerca che ha coinvolto polizia, esercito, Agenzia di sicurezza israeliana e Shin Bet.

In un primo momento erano circolate informazioni sulla presenza di due terroristi, ma successivamente la polizia ha chiarito che l’attacco sarebbe stato compiuto da un solo aggressore.

L’uomo è stato rintracciato e ucciso nei pressi della città di Tayibe, dove risiedeva. Sul luogo è stata recuperata anche l’arma utilizzata durante gli attacchi.

Allarme nelle città

A seguito della sparatoria, le Forze di difesa israeliane hanno emesso un’allerta per possibile infiltrazione terroristica nella città di Tzur Yitzhak.

Ai residenti è stato ordinato di rimanere nelle proprie abitazioni fino al termine delle operazioni di sicurezza. Le misure straordinarie sono state revocate soltanto dopo la neutralizzazione dell’attentatore.

Netanyahu segue la crisi

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha seguito direttamente gli sviluppi della situazione.

Secondo quanto riferito dal suo ufficio, il premier ha partecipato a una valutazione della sicurezza e ha monitorato costantemente l’evoluzione dell’emergenza nella zona interessata dagli attacchi.

Hamas esulta

La reazione di Hamas ha contribuito ad alimentare ulteriormente la tensione.

In un comunicato diffuso attraverso i media arabi, il movimento islamista palestinese ha definito la sparatoria un “atto eroico”, sostenendo che rappresenti una risposta alle operazioni militari israeliane a Gaza e alle attività condotte in Cisgiordania e a Gerusalemme.

Secondo Hamas, la resistenza palestinese continuerà fino al raggiungimento dei propri obiettivi politici e nazionali.

Anche la Jihad applaude

Anche la Jihad Islamica Palestinese ha espresso sostegno all’attacco, definendolo una “conseguenza naturale delle politiche criminali” attribuite a Israele.

Le dichiarazioni delle organizzazioni palestinesi hanno suscitato nuove polemiche sul ruolo dei gruppi armati nel conflitto in corso.

La condanna italiana

Dall’Italia è arrivata la ferma condanna del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Condanno con fermezza l’attacco terroristico di Hamas avvenuto oggi in Israele, nella regione di Sharon. Esprimo solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, e vicinanza al ministro Sa’ar e alle autorità israeliane”.

Tajani ha inoltre ribadito che “il terrorismo non è mai giustificato” e che nessuna motivazione politica può legittimare il massacro di civili innocenti, indicando nel dialogo l’unica strada possibile per una pace duratura in Medio Oriente.