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Soccorritori italiani arrivati in Venezuela. Vittime salite a 900, scossa di 4,9 nella notte

Morti anche tre cittadini italo-venezuelani, mentre il numero dei dispersi è ancora stimato oltre le 50mila persone

Soccorritori italiani arrivati in Venezuela. Vittime salite a 900, scossa di 4,9 nella notte

Venezuela, le ore del dramma e della speranza. E della corsa contro il tempo per cercare di salvare i feriti e trovare i dispersi.

In campo c’è anche l’Italia.

Una task force italiana (atterrata da poche ore) composta da 97 specialisti, tra Vigili del Fuoco, personale sanitario regionale e operatori della Protezione Civile, è arrivata in Venezuela per partecipare alle operazioni di soccorso dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese.

Il team italiano, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con la Farnesina, è partito a bordo di un velivolo dell’Aeronautica Militare.

Intanto nella notte una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata nel centro del Paese.

La mission italiana

La squadra di soccorritori del nostro Paese sarà a disposizione delle autorità locali per fornire sostegno e assistenza, in particolare nella ricerca e soccorso dei dispersi con il personale Usar dei vigili del fuoco, specializzato proprio nella ricerca tra le macerie.

Una missione impegnativa e di grande responsabilità come testimoniato dalle parole del capo missione, Paolo Vaccari:

“Sentiamo una grande responsabilità e un senso di apertura delle relazioni. Portiamo con noi personale sanitario, di ricerca e soccorso e beni di assistenza primari. Stanno chiedendo in particolare tende e non è escluso che le manderemo anche noi in futuro”.

Sulla stessa lunghezza il responsabile del corpo Usar dei Vigili del fuoco, Ciro Bolognese:

“La situazione è molto complessa, simile al terremoto in Turchia o quello in Nepal. La prima cosa che faremo è prendere contatti con le autorità locali per capire le esigenze operative. Sicuramente ci dedicheremo al soccorso e ricerca in maceria per tentare di salvare vite umane”.

@quotidianonazionaleMan mano che passano le ore, diventano più chiare le dimensioni del terremoto che ha devastato il Venezuela e si aggrava il bilancio di vittime e dispersi. Le ultime cifre ufficiali diffuse dal ministro della Salute Carlos Alvarado parlano di **235 morti, 4.300 feriti e quasi 40mila dispersi**, ma si tratta di numeri ancora provvisori, destinati con ogni probabilità a crescere con il proseguire delle operazioni di soccorso e verifica. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di assistenza umanitaria al Paese, duramente colpito dal sisma, mentre in diverse aree si continua a scavare tra macerie e edifici danneggiati nel tentativo di raggiungere i sopravvissuti. Tra le storie che emergono c’è anche quella di Fioravante De Simone e della madre Giovanna, originari dell’Irpinia e segnati a loro volta dal terremoto del 1980. “È stata di nuovo una brutta esperienza, un disastro”, racconta la donna. “Stavo preparando la cena quando abbiamo sentito le oscillazioni sempre più forti. Ci siamo spaventati e ci siamo rifugiati sotto l’arco di una porta, l’unico punto che sembrava più sicuro”. Quando è arrivato l’alert sul telefono, hanno avuto giusto il tempo di prendere uno zainetto con due felpe e una bottiglietta d’acqua e scendere le scale di un palazzo di undici piani insieme ai vicini. Nel loro quartiere non si registrano crolli, ma a poca distanza la situazione è molto più grave. “Il sisma è stato fortissimo”, racconta Alessandro Rosica, che da due anni fa la spola fra Caserta e Caracas. “Non avevo mai provato nulla del genere. Ho visto gli uccelli alzarsi tutti insieme, gli edifici muoversi, le auto schiacciate”. Anche Roberto Romanelli, da anni residente nella capitale venezuelana e punto di riferimento per la comunità italiana, parla di momenti di terrore: “Ho visto la morte in faccia. Sembrava di stare su una barca, tutto ondeggiava. Una cosa così non l’avevo mai vissuta”. L’articolo di Riccardo Jannello continua su quotidiano.net♬ audio originale – Quotidiano Nazionale

Un secondo volo in partenza dall’Italia

Intanto, proprio il Dipartimento della nostra Protezione civile ha reso noto che per oggi, sabato 27 giugno, partirà un’altra spedizione, come si legge dalla pagina Facebook del dipartimento:

“Stiamo coordinando l’organizzazione di un secondo volo dell’Aeronautica Militare con tende autoportanti per l’assistenza alla popolazione e il personale che completerà il modulo TAST dei Vigili del Fuoco: supporto logistico e cartografico per la base italiana operativa sul campo”.

Il dramma del Venezuela, la situazioni degli italiani expat

Il sisma, provocato da una rarissima sequenza di due forti scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, ha provocato finora oltre 920 vittime accertate, tra cui tre cittadini italo-venezuelani, mentre il numero dei dispersi è stimato intorno alle 50mila persone.

@drjigmezangpowangdiVenezuela 🇻🇪 earthquake on 24th June, local time 6pm Magnitude: 7.2 and 7.5 As of now 920 are confirmed dead , while 3,360 are injured. Rescue team are still searching missing people under the rubbles. Pray for Venezuela Oma ma ni pad mi hung Om ahung bazar guru pad ma sidhi hung♬ original sound – Jigme Zangpo Wangdi

Contemporaneamente all’arrivo della nostra task force, i funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina seguiranno i tanti italiani che vivono nel Paese sudamericano.

Nell’area del sisma, infatti, risiedono circa 65mila italiani (uno purtroppo morto, Giuseppe Colaianni), radicati da anni nel territorio, mentre sono 3mila quelli che vivono a ridosso dell’epicentro del sisma.

Intanto, una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata oggi nel centro del Venezuela.

@ripatca Señor, protege con tu manto a toda Venezuela. Pon tu mano sanadora y poderosa sobre cada persona afectada por este terremoto y devuélvenos la paz. Abrazamos a la distancia a nuestra gente. 🇻🇪✨ #creatorsearchinsights #dios #alfrip_vip #ripat #parati ♬ Epic Inspiration – DM Production