Secondo il Mossad, l’Iran ha un piano per uccidere Trump
Intanto i bombardamenti sono ricominciati e lo stretto di Hormuz è di nuovo paralizzato
10/07/2026 alle 09:32
Israele avrebbe trasmesso agli Stati Uniti nuove informazioni di intelligence che indicherebbero un presunto piano dell’Iran per assassinare Donald Trump. L’indiscrezione è stata pubblicata dal Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza del dossier.
La notizia arriva in una fase di forte deterioramento dei rapporti tra Washington e Teheran, mentre sul terreno sono ripresi gli attacchi militari e lo Stretto di Hormuz torna a essere uno dei principali fronti della crisi.
Mossad: “L’Iran ha un piano per uccidere Trump”
Secondo quanto riferito dal quotidiano statunitense, le autorità israeliane avrebbero recentemente consegnato all’amministrazione americana un nuovo rapporto d’intelligence relativo a possibili minacce contro il presidente degli Stati Uniti.
Il presunto piano sarebbe tra gli obiettivi di Teheran fin dal gennaio del 2020 in seguito all’uccisione del generale Qassem Soleimani, comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, eliminato in un raid americano ordinato da Trump nel gennaio 2020.
Da allora Teheran ha più volte promesso di vendicare la sua morte; poi si è arrivati ai primi attacchi degli Usa a Iran dello scorso febbraio e alla seconda ondata di questi giorni: i motivi per volerlo eliminare aumentano.
Trump: “Sono il primo della lista”
Durante un incontro con la stampa al vertice Nato di Ankara, mercoledì 8 luglio 2026, Donald Trump ha fatto riferimento alle minacce nei suoi confronti con parole che hanno attirato l’attenzione.
“Sono il primo della lista, finora immagino di essere stato abbastanza fortunato, ma forse la fortuna non durerà per sempre”, ha dichiarato il Tycoon.
Trump parla ad Ankara
La notizie in merito al piano è arrivata appena un giorno dopo il rientro dal vertice Nato nella capitale turca, viaggio durante il quale il presidente avrebbe cambiato aereo per ragioni legate alla sicurezza.
Colloquio tra Trump e Netanyahu
Nelle stesse ore Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno avuto un colloquio telefonico dedicato al coordinamento tra i due Paesi.
Secondo quanto riferito dall’ufficio del primo ministro israeliano e rilanciato da Axios, i due leader hanno discusso delle prossime iniziative sui diversi fronti aperti in Medio Oriente.
Non è stato chiarito se durante la conversazione siano state affrontate anche le nuove informazioni di intelligence sulle presunte minacce contro il presidente americano.
Ancora bombardamenti americani sull’Iran
Prosegue nel frattempo la nuova escalation militare. Nella serata di giovedì 9 luglio le forze armate statunitensi hanno avviato un’ondata di raid contro obiettivi iraniani.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha spiegato che le operazioni mirano a ridurre la capacità di Teheran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita una parte consistente del petrolio mondiale.
Secondo i media iraniani, esplosioni sono state registrate nelle aree di Konarak, Chabahar, Sirik e Bandar Abbas. La stampa di Teheran sostiene inoltre che un ospedale di Chabahar sia stato colpito da schegge provocate dai bombardamenti.
Un filmato che riprende uno dei nuovi attacchi:
9 luglio 2026, USA – Iran
RAID USA IN IRAN
“Su ordine del Comandante in Capo, le forze del Comando Centrale degli #Stati_Uniti hanno iniziato a condurre ulteriori attacchi contro l’Iran per indebolire ulteriormente la sua capacità di minacciare la libertà di navigazione nello… pic.twitter.com/8D61hzdaxq
Il vero nodo strategico resta lo Stretto di Hormuz. Dopo la ripresa dei raid americani e il nuovo scambio di attacchi tra Washington e Teheran, il traffico marittimo è tornato a rallentare sensibilmente.
I dati di monitoraggio mostrano che soltanto poche imbarcazioni continuano a transitare lungo la rotta più vicina alle coste iraniane, mentre gran parte del traffico commerciale resta bloccata o viene deviata.
Per gli Stati Uniti impedire che l’Iran possa condizionare la navigazione nello stretto rappresenta una priorità strategica, anche per gli effetti che eventuali interruzioni avrebbero sul mercato energetico internazionale e sul prezzo del petrolio.
Israele: pronti a colpire ancora
Trump ha rivendicato l’operazione con un messaggio pubblicato su Truth Social, spiegando che gli attacchi rappresentano una risposta alle offensive contro le navi commerciali. Ha inoltre avvertito che eventuali nuove azioni iraniane provocheranno una reazione ancora più dura da parte degli Stati Uniti.
Nel frattempo, secondo Channel 12, la Casa Bianca ha riunito i principali responsabili della sicurezza nazionale per valutare l’evoluzione del conflitto. Fonti citate dall’emittente israeliana ritengono che gli scontri possano durare da pochi giorni fino a un mese, a seconda delle prossime mosse di Teheran.
Anche Israele mantiene alta la pressione. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che lo Stato ebraico è pronto a lanciare un nuovo attacco contro l’Iran qualora fosse necessario.