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Rubio: “Trump disposto a comprare la Groenlandia”

"Priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica"

Rubio: “Trump disposto a comprare la Groenlandia”

Donald Trump non avrebbe intenzione di invadere la Groenlandia. La sua ambizione, piuttosto, sarebbe quella di comprarla, come se fosse una proprietà immobiliare.

È quanto avrebbe spiegato il Segretario di Stato americano Marco Rubio durante una serie di colloqui a porte chiuse con parlamentari statunitensi.

Rubio: “Trump vuole comprare la Groenlandia”

Con queste affermazioni, Rubio conferma che la Casa Bianca guarda all’isola autonoma danese come a una priorità di sicurezza nazionale e al tempo stesso ridimensiona il rischio di un intervento militare contro un Paese alleato e membro della Nato.

Il segretario di Stato Marco Rubio

Per Washington, mettere le mani sulla più grande isola del mondo – punto strategico dell’Artico e scrigno di minerali critici – significherebbe rafforzare la propria posizione geopolitica e scoraggiare avversari come Russia e Cina.

Ma come ottenerla senza usare la forza? L’idea di Trump sarebbe quella di convincere (o costringere) la Danimarca a vendere l’isola tramite un’operazione economica e finanziaria.

Per Trump è una priorità

Gli Usa la pretendono a tutti i costi, senza curarsi del fatto che un’ampia maggioranza dei cittadini groenlandesi respinge l’ipotesi di un passaggio sotto sovranità statunitense.

Anche la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito la necessità dell’acquisizione.

“Il presidente Trump ha chiarito che l’acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica. Lui e il suo team stanno discutendo diverse opzioni”.

Il senatore repubblicano Lindsey Graham, vicino al presidente, ha spiegato invece che le minacce di Trump sarebbero funzionali al negoziato.

“Per gli Stati Uniti – ha dichiarato – annettere l’isola è fondamentale per avere il controllo del quadro legale e realizzare appieno i propri piani, rafforzare il territorio e stazionare personale e aziende”.

Ci provò anche Truman

Trump non sarebbe il primo presidente a provarci. Già Harry Truman, nel dopoguerra, offrì 100 milioni di dollari alla Danimarca, ottenendo un secco rifiuto.

E lo stesso Trump rilanciò l’ipotesi nel 2019, ipotesi definita subito come assurda dalla premier danese Mette

La premier danese Mette Frederiksen

Nel frattempo, però, il valore strategico dell’isola è cresciuto: rotte artiche sempre più praticabili, terre rare, giacimenti minerari e la competizione aperta di Russia e Cina.

La proposta del trattato di libera associazione

Secondo quanto riportato dal The Economist, Washington starebbe valutando di proporre a Nuuk un trattato di libera associazione, sul modello dei Compact of Free Association già in vigore con alcuni Stati del Pacifico.

In questo schema, la Groenlandia manterrebbe il controllo degli affari interni, mentre gli Stati Uniti garantirebbero difesa, sicurezza ed assistenza economica, ottenendo in cambio prerogative strategiche e la possibilità di installare infrastrutture militari.

Ma la Casa Bianca non esclude alternative: se la via dei soldi dovesse fallire, l’utilizzo delle forze armate resterebbe sempre un’opzione.

I leader europei dalla parte della Danimarca

Sul dossier groenlandese, i principali leader europei hanno firmato una dichiarazione congiunta a difesa dell’autonomia dell’isola, territorio Nato ma legato politicamente alla Danimarca.

Nella nota si sottolinea che spetta “alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia”.

Il documento porta le firme, tra gli altri, di Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Giorgia Meloni, Donald Tusk, Pedro Sánchez, Keir Starmer e la stessa Mette Frederiksen.