Nel pomeriggio di giovedì 7 maggio 2026, la base di Shama, in Libano, sede del contingente italiano di UNIFIL Sector West (Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite), è stata improvvisamente colpita da un razzo (in copertina: immagine da Rainews).
A darne notizia è un comunicato diffuso dal Ministero della Difesa:
“Questo pomeriggio un razzo, la cui provenienza è ancora in fase di accertamento, è caduto all’interno della base di Shama, sede del contingente italiano di UNIFIL Sector West.
Non si registrano feriti tra il personale italiano, solo lievi danni a un mezzo militare.
Il Ministro Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, con il Comandante del COVI, Generale di Corpo d’Armata Iannucci, e con il Comandante del contingente italiano per seguire costantemente l’evoluzione della situazione. Sono attualmente in corso accertamenti per valutare con precisione la provenienza del razzo, nonché la dinamica dell’accaduto”.
Fortunatamente, come riferito dal ministro Crosetto, nessun membro del personale UNIFIL (che opera tra Israele e Libano, con lo scopo di cercare di ottenere una tregua stabile tra i due paesi) è rimasto ferito, anche se un mezzo militare ha riportato lievi danni.
Ancora non si sa chi sia stato a lanciare il razzo contro la base di Shama, tuttavia, come riportato dall’Ansa, che cita fonti informate, si tratterebbe di un razzo a corto raggio da 107 millimetri, generalmente utilizzato dalle milizie di Hezbollah, l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista presente in Libano.
Lo stesso quartier generale del contingente italiano era stato colpito da un razzo anche nel pomeriggio di giovedì 2 aprile 2026. Anche in quale caso non si erano registrati feriti tra i militari italiani UNIFIL, ma solo lievi danni alle infrastrutture.
I casi dei mezzi UNIFIL colpiti dall’IDF
In Libano, soprattutto nel sud del Paese dove sono in corso raid dell’esercito israeliano contro Hezbollah, è già successo che mezzi UNIFIL della missione delle Nazioni Unite venissero coinvolti in attacchi.
Il 12 aprile scorso, ad esempio, una ricostruzione diffusa dall’ONU aveva raccontato di due distinti episodi in cui sono stati protagonisti carri armati Merkava delle Forze di difesa israeliane (IDF), che avrebbero bloccato una strada utilizzata dai peacekeeper e successivamente urtato veicoli blindati UNIFIL, causando danni significativi a uno dei mezzi.

Il contingente italiano di UNIFIL ha però fornito una versione più prudente. Secondo la ricostruzione di Italbatt, un primo episodio sarebbe avvenuto poco dopo le 9 del mattino lungo la cosiddetta Zulu Road, quando un carro armato israeliano avrebbe accidentalmente urtato un veicolo del convoglio.
Il secondo episodio si sarebbe verificato poche ore dopo nello stesso tratto stradale, coinvolgendo un mezzo posto in testa a una colonna logistica. In entrambi i casi, i danni sono stati descritti come lievi e non si sono registrati feriti. I convogli hanno potuto proseguire o rientrare regolarmente alle basi operative, in particolare verso la base di Shama, nel settore ovest.