Il Libano è stato travolto da una delle offensive più violente degli ultimi mesi. In pochi minuti, una massiccia ondata di raid aerei israeliani ha colpito decine di obiettivi in tutto il Paese, con un’intensità tale da far temere una nuova, pericolosa escalation nel conflitto in Medio Oriente.
Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, circa 50 caccia hanno sganciato 160 bombe su oltre 100 obiettivi in appena dieci minuti. L’operazione, denominata internamente “Oscurità eterna”, avrebbe preso di mira centri di comando e infrastrutture militari legate a Hezbollah, distribuite tra Beirut, la valle della Beqaa e il Libano meridionale.
Beirut colpita simultaneamente: panico e distruzione
A pagare il prezzo più alto è stata ancora una volta la capitale libanese. Beirut è stata colpita in più punti contemporaneamente, dal centro fino alla periferia sud di Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah.
Le testimonianze parlano di scene drammatiche: edifici crollati, strade invase dai detriti, colonne di fumo visibili in tutta la città. In pochi istanti, interi quartieri sono stati investiti dalle esplosioni, scatenando il panico tra i residenti.
Molte persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie, mentre i soccorritori lavorano senza sosta in condizioni estremamente difficili.
Apocalyptic scenes in Lebanon’s capital right now.
Israel has launched 100 airstrikes on Lebanon in 10 minutes.
Striking South Lebanon, Beirut and the Bekaa Valley simultaneously.
This isn’t a ceasefire.
It’s mass bombardment of civilian areas. pic.twitter.com/ygTf2Pscrn
— sarah (@sahouraxo) April 8, 2026
Ospedali al collasso e appello urgente alla popolazione
Il sistema sanitario è sotto pressione. Gli ospedali di Beirut, già provati da mesi di tensioni, stanno affrontando un afflusso massiccio di feriti.
Le autorità sanitarie parlano di centinaia di vittime tra morti e feriti, mentre la Croce Rossa libanese descrive la situazione come “tragica”, con numerosi civili ancora dispersi.
È stato lanciato un appello urgente alla popolazione: servono donazioni di sangue di tutti i gruppi per far fronte all’emergenza.
Apocalyptic scenes in Lebanon’s capital right now.
Israel has launched 100 airstrikes on Lebanon in 10 minutes.
Striking South Lebanon, Beirut and the Bekaa Valley simultaneously.
This isn’t a ceasefire.
It’s mass bombardment of civilian areas. pic.twitter.com/ygTf2Pscrn
— sarah (@sahouraxo) April 8, 2026
Le accuse del Libano: “colpiti civili innocenti”
Il premier libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di aver colpito aree densamente popolate, parlando apertamente di attacchi contro civili disarmati.
Una versione che contrasta con quella israeliana, secondo cui i raid avrebbero avuto come obiettivo esclusivo strutture militari di Hezbollah.
Nel frattempo, il bilancio continua a salire e il Paese si trova ad affrontare una nuova crisi umanitaria.
L’Iran alza la tensione: possibile risposta militare
A rendere ancora più instabile il quadro è la reazione dell’Iran. Teheran accusa Israele di aver violato il cessate il fuoco in Libano e lascia intendere che una risposta potrebbe essere imminente.
Fonti iraniane parlano apertamente della possibilità di riprendere operazioni militari contro Israele e di ritirarsi dagli accordi esistenti.
Secondo l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, ulteriori attacchi rischiano di avere conseguenze gravi e imprevedibili per l’intera regione.
Coinvolta anche l’Italia: colpito un mezzo Unifil
Nel caos dei bombardamenti è rimasta coinvolta anche una colonna italiana della missione ONU Unifil.
Un veicolo militare italiano, un Lince, è stato danneggiato da colpi di avvertimento dell’esercito israeliano. Fortunatamente non si registrano feriti, ma l’episodio ha provocato una dura reazione da parte del governo italiano.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto chiarimenti immediati, ribadendo che i militari italiani impegnati nella missione di pace devono essere tutelati.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito l’accaduto inaccettabile, chiedendo un intervento urgente delle Nazioni Unite per garantire la sicurezza dei peacekeeper.
Appelli ignorati e rischio escalation
Gli appelli della comunità internazionale, finora, non hanno fermato l’intensificarsi degli attacchi.
Secondo le autorità italiane, si tratterebbe del bombardamento più violento dalla ripresa del conflitto, con decine di vittime civili registrate non solo a Beirut, ma anche in città come Sidone e Tiro.
Una situazione sempre più fragile
Con il Libano nuovamente sotto le bombe, l’Iran pronto a reagire e le tensioni diplomatiche in aumento, il rischio di un allargamento del conflitto è sempre più concreto.
La crisi in Medio Oriente entra così in una fase ancora più delicata, mentre sul terreno si continua a scavare tra le macerie e a contare le vittime.