Con le trattative tra Iran e Stati Uniti ferme al palo, una risoluzione per la guerra in Medio Oriente sembra essere tutt’altro che vicina. Dopo che il Vicepresidente statunitense J.D. Vance ha lasciato i negoziati di Islamabad (Pakistan), senza aver trovato un accordo sullo stop al programma nucleare iraniano, il Presidente Trump ha fatto sapere che attuerà un blocco navale della Marina USA nello stretto di Hormuz, che sarà operativo da lunedì 13 aprile 2026 quando in Italia saranno le ore 16.
Ci si muove sul filo del rasoio insomma, anche se la spinta a raggiungere una pace definitiva arriva da più fronti, dato che in gioco ci sono le sorti dell’economia energetica globale. Dall’inizio del conflitto a oggi, infatti, l’attenzione su cosa sta accadendo nello stretto di Hormuz è massima, considerando che è proprio da lì che transitano le navi che trasportano petrolio e altri combustibili dirette in Europa e nel resto del mondo.
Putin: “Pronti a facilitare gli sforzi di pace”
La diplomazia internazionale è quindi costantemente al lavoro, cercando di fare la sua parte come può. Ma in queste ore di tensione alle stelle, nell’ottica di un cessate il fuoco definitivo si è mosso anche un player alquanto inaspettato.
Tramite una nota stampa ufficiale, infatti, il Cremlino ha fatto sapere che il Presidente Vladimir Putin ha telefonato al suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian. Qui di seguito, ecco quanto è stato riferito nel comunicato di Mosca:
“Vladimir Putin ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica al conflitto e a mediare gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente”.
Descalzi propone di guardare al gas russo
Nel frattempo, complici tentennamenti e blocchi sullo stretto di Hormuz, il sistema energetico europeo è sempre più a forte rischio.
Per questo motivo, durante il suo intervento alla Scuola di formazione della Lega, l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi si è espresso favorevolmente circa il fatto di guardare di nuovo alla Russia come fornitore di GNL (Gas Naturale Liquefatto).
Descalzi non propone un ritorno al passato, ma una fase di sospensione e riequilibrio delle regole europee. L’obiettivo dichiarato è evitare che il settore industriale europeo, già sotto pressione, perda competitività a causa di una combinazione di prezzi elevati e vincoli normativi rigidi.
“Sospendiamo un attimo di darci martellate in testa? – ha dichiarato l’AD di Eni – Riprendiamo dopo, quando abbiamo l’elmetto! Però per il momento, non continuiamo a farci buchi in testa. Però l’Europa dice no, tanto la testa è vostra”.