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CONFLITTO AI TITOLI DI CODA?

Putin ora dice di volere la fine della guerra "prima possibile" e che Kiev rifiuta i negoziati

Il numero uno del Cremlino è sempre più isolato. Apre alla pace, ma rilancia a modo suo gli attacchi all'Ucraina. Ma anche a Mosca la pazienza nei suoi confronti è ormai finita.

Putin ora dice di volere la fine della guerra "prima possibile" e che Kiev rifiuta i negoziati
Esteri 17 Settembre 2022 ore 12:25

Fine della guerra, ora anche Putin (sollecitato nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri Lavrov e dai vertici militari) si allinea alle trattative di pace, ma secondo ormai a quanto ci ha abituato, rilancia la questione a modo suo:

"E' Kiev che rifiuta i negoziati".

Fine del conflitto, la Russia dice sì ma per Putin...

L'apertura del presidente russo che evidentemente inizia a sentire la pressione dei "suoi" per una guerra lampo che si sta invece rivalendo un clamoroso fallimento in termini di perdite di uomini, perdite e costi economici, per non parlare dell'immagine, è arrivata in queste ultime ore.

Il numero uno del Cremlino ha infatti incontrato il presidente indiano Narendra Modi, in occasione dell'incontro che si è tenuto a Samarcanda, in Uzbekistan, a margine del meeting dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.

Ecco allora che Putin ha dichiarato che la Russia vuole finire la guerra il prima possibile, ma annotando in maniera equivoca:

"L'Ucraina ha però detto di non avere intenzione di negoziare bensì di voler conquistare i loro obiettivi sul campo in modo militare".

Putin "isolato", Mosca studia come trattare la fine guerra

L'uscita del presidente russo andrebbe a confermare non solo la fase di stallo (con addirittura avanzate ucraine) del conflitto, ma il sostanziale isolamento non solo diplomatico cui è stata relegata la Russia e ancor di più proprio Putin.

Il presidente ha infatti incassato la "bacchettata" del presidente indiano Modi ("Questo non è proprio tempo di guerra") e la freddezza del presidente cinese Xi che ha lasciato aperto le porte per una collaborazione diplomatica tra grandi potenze, ma ha escluso (un po' sulla falsariga di quanto fatto finora dagli Usa verso l'Ucraina) qualsiasi tipo di intervento militare diretto.

Il malessere interno, il tempo stringe

A ciò vanno aggiunti la disamina dei giorni scorsi del Ministro degli Esteri Lavrov che ha lanciato un appello (di fatto indirizzato proprio a Putin) perché non si perda più tempo nei negoziati e il forte malessere interno dei vertici militari che non sanno più come spiegare alle stanze del potere di Mosca di come la situazione stia diventando oltremodo difficile con la Russia che sembra di fatto essersi infilata in un vicolo cieco.

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