STRETTA SULLA DIPLOMAZIA

Putin dice no, Zelensky: “Ha scelto la guerra”, nel weekend incontri con Merz, Starmer, Macron

Il leader ucraino accusa l'avversario dopo il rifiuto al summit bilaterale: imminente un vertice a Londra con i partner occidentali per aumentare la pressione su Mosca

Putin dice no, Zelensky: “Ha scelto la guerra”, nel weekend incontri con Merz, Starmer, Macron

Putin dice no e Zelensky accusa la Russia di voler proseguire il conflitto, sostenendo che Mosca abbia scelto ancora una volta la strada della guerra.

La mano tesa, ieri venerdì 5 giugno 2026, da Kiev al Cremlino non hanno dato (per il momento) l’esito che il mondo si attendeva.

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Le parole del presidente ucraino arrivano dopo il rifiuto di Vladimir Putin di accettare un incontro diretto tra i due leader, ipotesi avanzata da Kiev nel tentativo di favorire un percorso verso la fine delle ostilità che si protraggono ormai da quattro anni.

L’intervento del presidente russo è avvenuto ieri nel tardo pomeriggio durante il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

Putin ha risposto pubblicamente alla lettera aperta inviatagli da Zelensky, ribadendo al tempo stesso alcune delle condizioni che Mosca considera fondamentali per una soluzione del conflitto, tra cui la cosiddetta “denazificazione” dell’Ucraina, concetto che il Cremlino associa alla necessità di un cambiamento dell’attuale leadership di Kiev.

I perché del “no”, la versione del Cremlino

Secondo Putin, al momento non sussistono le condizioni per un confronto diretto con il presidente ucraino.

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Vladimir Putin

A suo giudizio, un eventuale vertice servirebbe soprattutto a consentire all’Ucraina di rallentare l’avanzata delle forze russe.

Il leader del Cremlino ha affermato che i negoziati dovrebbero continuare a livello tecnico, lasciando agli esperti il compito di elaborare possibili intese prima di un eventuale incontro politico tra i capi di Stato.

Putin ha inoltre riferito di aver esaminato rapidamente la lettera ricevuta da Zelensky, criticandone però il tono e il contenuto.

A suo avviso, il documento non favorirebbe la creazione di un clima adatto al dialogo, ma rischierebbe piuttosto di rendere più difficile l’avvio di un confronto diretto.

Nel corso del suo intervento, il presidente russo ha ribadito che le operazioni militari proseguiranno fino al conseguimento degli obiettivi dichiarati da Mosca.

Tra questi figura ancora la “denazificazione” dell’Ucraina, uno dei punti centrali della narrativa russa sul conflitto.

Nonostante le dichiarazioni di Putin, il Cremlino ha precisato che l’invito rivolto a Zelensky non è stato formalmente ritirato.

Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha infatti escluso qualsiasi revoca, sostenendo che le parole del presidente russo non vadano interpretate come una chiusura definitiva.

La reazione di Zelensky, “Mosca sceglie la guerra”

La reazione di Zelensky è stata immediata.

Il presidente ucraino ha definito debole la risposta di Mosca, accusando la Russia di non avere una reale volontà di mettere fine alla guerra:

“Purtroppo, la parte russa sceglie ancora una volta la guerra – oggi tutti hanno sentito la risposta. Risposta debole. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra. Penso che molti in tutto il mondo siano rimasti delusi da questa risposta. Lui non vuole cambiare nulla, e non vuole ammettere che questa guerra riguarda solo lui – e chi ci guadagna. Oggi sorridevano tutti molto ampiamente. Ciò significa che la Russia deve avere meno soldi e che la Russia deve essere più pressata. Ringrazio tutti quelli che ci stanno aiutando. Ringrazio tutti coloro che stanno dalla parte dell’Ucraina e vogliono una pace vera”.

Le trattative diplomatiche, il vertice di domenica a Londra

Sul piano diplomatico, intanto, prosegue il coordinamento tra i principali alleati europei di Kiev.

Domenica Londra ospiterà un incontro tra il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al quale parteciperà anche Zelensky.

Secondo quanto riferito dall’Eliseo, il vertice servirà a rafforzare il coordinamento sul sostegno all’Ucraina e a discutere nuove iniziative per aumentare la pressione sulla Russia.

I leader affronteranno inoltre il tema delle prospettive di pace e delle attività della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, con l’obiettivo dichiarato di favorire una soluzione considerata equa e duratura per l’Ucraina e per la sicurezza europea.