NUOVO ROUND

Perché gli americani non ci saranno domenica ad Abu Dhabi al nuovo vertice fra Russia e Ucraina

Il segretario Rubio ha chiarito come i colloqui riprenderanno in un formato bilaterale. Il nodo resta la questione territoriale

Perché gli americani non ci saranno domenica ad Abu Dhabi al nuovo vertice fra Russia e Ucraina

Il prossimo round di colloqui tra Russia e Ucraina, previsto per domenica 1° febbraio ad Abu Dhabi, segna un passaggio delicato nel tentativo di arrivare a una soluzione diplomatica della guerra. A differenza dei precedenti incontri, però, questa volta gli Stati Uniti non saranno rappresentati dalle figure di primo piano che hanno accompagnato l’avvio del negoziato: né Steve Witkoff, inviato della Casa Bianca, né Jared Kushner prenderanno parte al vertice.

Il nodo resta la questione territoriale

La conferma è arrivata dal segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenuto in audizione al Senato e poi ribadita da fonti del Cremlino. Rubio ha chiarito che i colloqui riprenderanno, ma in un formato sostanzialmente bilaterale, con la possibilità di una presenza statunitense solo a livello tecnico o informale. Una scelta che ridimensiona il ruolo diretto di Washington nella fase più complessa del negoziato e che riflette le difficoltà ancora irrisolte sul tavolo.

Il segretario di Stato Marco Rubio

Il nodo centrale resta infatti la questione territoriale, in particolare la rivendicazione russa sulla regione del Donetsk. “È l’unico elemento rimasto ed è probabilmente il più difficile“, ha spiegato Rubio, sottolineando come sia ancora incerto se le posizioni di Mosca e Kiev possano essere conciliate. Da un lato, la Russia continua a chiedere il ritiro dell’esercito ucraino da tutto il Donbass, compresa quella parte che non è riuscita a occupare dopo quattro anni di guerra. Dall’altro, per l’Ucraina anche solo prendere in considerazione una modifica dei confini rappresenta un passaggio politicamente esplosivo.

Situazione drammatica a Kiev: proposta tregua energetica

Il contesto in cui si svolgono i negoziati resta drammatico. A Kiev il sindaco Vitaliy Klitschko ha lanciato un appello ai cittadini, invitandoli a fare scorte di cibo, acqua e medicinali e a valutare, se possibile, di lasciare la città. I ripetuti attacchi russi alle infrastrutture energetiche stanno infatti lasciando molte abitazioni senza riscaldamento, in pieno inverno. È proprio su questo fronte che Stati Uniti e Ucraina hanno avanzato una proposta di tregua energetica: Kiev si impegnerebbe a non colpire raffinerie e navi della “flotta ombra” russa, mentre Mosca dovrebbe cessare i bombardamenti contro le centrali elettriche ucraine. Una proposta che, però, finora non ha ottenuto un via libera dal Cremlino.

Nei primi due round di colloqui, svoltisi a porte chiuse il 23 e 24 gennaio ad Abu Dhabi, la delegazione ucraina era guidata dal ministro della Difesa Rustem Umerov, affiancato da figure chiave come il capo dell’intelligence Kyrylo Budanov e il capo di Stato maggiore Andriy Hnatov. La delegazione russa, invece, aveva un’impronta fortemente militare, a partire dalla guida affidata all’ammiraglio Igor Kostyukov, capo del Gru. Un segnale, questo, di quanto per Mosca il negoziato resti strettamente legato all’andamento del conflitto sul campo.

Decisivo il confronto diretto tra Russia e Ucraina

L’assenza di Witkoff e Kushner dal vertice di domenica va dunque letta come il segnale di una fase interlocutoria: Washington ritiene di aver già raggiunto un’intesa con Kiev sulle garanzie di sicurezza, ma sa che lo scoglio decisivo resta il confronto diretto tra Russia e Ucraina sulle questioni territoriali. “È ancora un ponte che non abbiamo attraversato“, ha ammesso Rubio.

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Volodymyr Zelensky

Intanto il dialogo continua, con cautela e senza illusioni. Come ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram al termine dell’ultimo incontro, “è ancora troppo presto per trarre conclusioni“. Perché la pace, per essere davvero duratura, richiede non solo la volontà dell’Ucraina di porre fine alla guerra, ma anche che la Russia dimostri di volere qualcosa di simile. E su questo, ad Abu Dhabi, si giocherà la partita più difficile.