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Papa Leone riporta l’attenzione su Gaza senza più aiuti umanitari (e sul Libano)

Intanto è ormai evidente che la priorità degli Usa non è più la guerra. Rubio: "Riaprire Hormuz in un modo o nell'altro"

Papa Leone riporta l’attenzione su Gaza senza più aiuti umanitari (e sul Libano)

Papa Leone XIV ha riportato l’attenzione sulla crisi umanitaria a Gaza, denunciando il mancato ingresso degli aiuti nella Striscia e chiedendo alle autorità di intervenire a sostegno della popolazione civile.

Le sue parole sono arrivate martedì 26 maggio 2026, mentre il Medio Oriente registrava nuovi sviluppi militari: Israele ha rivendicato l’uccisione di Mohammad Odeh, indicato come nuovo capo dell’ala militare di Hamas, proprio nella Striscia, e ha intensificato gli attacchi in Libano, dove il ministero della Salute ha riferito di 31 morti e 40 feriti negli ultimi raid israeliani.

Nello stesso quadro si inseriscono anche le dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio, che durante una visita in India ha detto che lo Stretto di Hormuz dovrà essere aperto “in un modo o nell’altro”, definendo le restrizioni alla navigazione “inaccettabili” e “illegali”.

Il Papa: “Aiutare il popolo di Gaza che soffre”

Leone XIV è intervenuto lasciando Villa Barberini, a Castel Gandolfo, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla Global Sumud Flotilla e sulle denunce degli attivisti fermati dall’esercito israeliano mentre cercavano di portare aiuti a Gaza. Il Papa ha chiesto il rispetto dei diritti umani e ha collegato l’iniziativa della Flotilla alla mancanza di assistenza nella Striscia.

“Purtroppo il popolo di Gaza non riceve ancora aiuti umanitari, questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla”, ha detto il Pontefice. “Rinnovo l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto”.

Il Papa ha richiamato anche il Libano, parlando degli effetti della guerra sulle popolazioni civili e del rischio che l’uso crescente della tecnologia nei conflitti faccia passare in secondo piano le vite umane. Leone XIV ha osservato che “la guerra si fa oggi con l’IA”, citando anche quanto avvenuto in Libano.

Gaza, Israele annuncia l’uccisione di Mohammad Odeh

Mercoledì 27 maggio, Israele ha annunciato di aver ucciso Mohammad Odeh in un’operazione condotta il giorno precedente a Gaza. Secondo l’esercito israeliano, Odeh era stato nominato alla guida dell’ala militare di Hamas dopo l’uccisione del predecessore, Izz al-Din al-Haddad, avvenuta il 15 maggio. Odeh era considerato capo dell’intelligence militare di Hamas e una delle figure più importanti ancora in vita nella struttura armata del movimento.

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Muhammad Odeh

Il raid ha colpito il quartiere di Rimal, a Gaza City. Un familiare ha confermato la morte di Odeh e ha riferito che nell’attacco sono morti anche la moglie e un figlio. Le autorità sanitarie locali hanno indicato un bilancio di almeno tre morti e oltre venti feriti nel raid. Hamas non aveva ancora diffuso una conferma ufficiale sulla nomina o sulla morte di Odeh.

Libano, 31 morti nei raid israeliani

Il fronte libanese resta uno dei punti più critici. Gli ultimi attacchi israeliani nel sud del Paese hanno provocato 31 morti e 40 feriti, secondo un comunicato del ministero della Salute libanese rilanciato da fonti internazionali e italiane. Fra le vittime ci sarebbero anche almeno quattro bambini e tre donne; 14 persone sarebbero state uccise a Burj al-Shamali, vicino a Tiro.

Papa Leone riporta l'attenzione su Gaza senza più aiuti umanitari (e sul Libano)
Attacchi in Libano

Israele sostiene di aver colpito obiettivi legati a Hezbollah. Gli attacchi avrebbero riguardato depositi, centri di comando e punti di osservazione. Hezbollah ha risposto con droni, razzi e artiglieria contro forze israeliane nel sud del Libano.

Rubio: Hormuz sarà aperto “in un modo o nell’altro”

Sul fronte diplomatico e strategico, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha concentrato l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, passaggio marittimo essenziale tra Golfo Persico e Golfo dell’Oman. Parlando ai giornalisti durante il trasferimento da Jaipur a New Delhi, in India, Rubio ha dichiarato che lo Stretto sarà aperto “one way or the other”.

Rubio ha definito le restrizioni alla navigazione “inaccettabile e illegale”. Il New York Post riferisce che le parole del segretario di Stato sono arrivate dopo raid americani nel sud dell’Iran contro imbarcazioni dei Guardiani della rivoluzione accusate di aver posato mine nel canale. Teheran ha condannato gli attacchi, definendoli una violazione del cessate il fuoco dell’8 aprile, e ha promesso una risposta.