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Malati in condizioni più gravi

A un passo dal lockdown: autunno a rischio per Paesi con pochi vaccinati

Il rapporto dell'Ecdc parla chiaro: nei paesi poco vaccinati il Covid corre veloce e c'è il rischio di una terza ondata.

A un passo dal lockdown: autunno a rischio per Paesi con pochi vaccinati
Esteri 01 Ottobre 2021 ore 10:00

Il messaggio arrivato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie non suona per nulla rassicurante. Nei Paesi in cui sono stati inoculati pochi vaccini, si legge nell'ultimo rapporto sulla diffusione del Covid-19, la circolazione del virus è ancora elevata e non è escluso il rischio di una terza ondata. Da qui a novembre potrebbe esserci così un aumento significativo di casi positivi, di ospedalizzazioni e di morti.

Nei Paesi poco vaccinati il Covid circola veloce

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I numeri danno indicazioni importanti dato che fino a questo, sempre secondo i documenti pubblicati dall'ECDC, l'agenzia dell'Unione Europea che ha l'obiettivo di rafforzare le difese dell'Europa contro le malattie infettive, solo il 61% della popolazione totale del continente è stato completamente vaccinato. In Italia siamo a buon punto con oltre il 71%, ma c'è chi ha fatto di meglio. Sono tre i paesi particolarmente virtuosi in grado di immunizzare fino a questo momento più del 75% della popolazione totale: sono Malta, Islanda e Portogallo. Quest'ultimo, in particolare, è in cima alla lista dei paesi con il più alto tasso di vaccinazione al mondo, e a partire da oggi è pronto a revocare quasi tutte le restrizioni, dalle limitazioni per bar e locali notturni, al limite limite del numero di persone in eventi e matrimoni.

Romania e Bulgaria, ospedali al collasso e nuove chiusure: sono i meno vaccinati

Rispettivamente Bulgaria e Romania hanno il record negativo del 19% e del 28% di persone immunizzate con seconda dose: nel Vecchio Continente la percentuale media di popolazione vaccinata si attesta al 70%. Nei due Paesi dell'Europa orientale gli ospedali sono al collasso per l'alto numero di ricoveri e i Governi bulgari e rumeni non escludono che, se la situazione dovesse persistere, si possa ricorrere a nuove chiusure.

Sintomi più gravi

Il personale sanitario ha confermato che il 98% di tutti i pazienti affetti da virus non sono vaccinati. Preoccupano anche le condizioni degli infetti:

"Rispetto alle precedenti ondate, le persone stanno arrivando con forme più gravi, i nuovi ricoverati sono in media più giovani di quelli ospedalizzati nelle fasi precedenti della pandemia.

Si finisce più facilmente per essere intubati e la prognosi è "estremamente desolante".

In Bulgaria Angel Kunchev, ispettore capo della Sanità, ha parlato di "problemi molto seri" se il tasso di vaccinazione dovesse restare così basso. Tanto che lo Stato sta pensando a nuove restrizioni "che non devono necessariamente essere introdotte ovunque, bensì in alcune zone mirate".

Divario con il resto d'Europa

Una situazione allarmante, tanto che il commissario per la Salute dell'Unione Europea Stella Kyriakides ha posto ieri l'accento sul "preoccupante divario" che separa gli Stati meno vaccinati da quelli che si avvicinano al traguardo dell'immunità di gregge.

La panoramica europea vede brillare Spagna e Portogallo - che hanno già superato la soglia dell'80% di inoculati completi - tiene il passo anche l'Italia, dove le vaccinazioni hanno superato la soglia del 70% con le seconde dosi. In Francia si è arrivati al 74.25% di copertura sulle prime dosi, nei Paesi Bassi al 70.56%, in Svezia 70.12%, in Finlandia 74.37% e in Regno Unito 71.45%.

Arrancano invece Albania (27% di persone completamente vaccinate), Slovacchia (41.2%), Croazia (41.6%), Estonia (45.7%), Lettonia (44.8%).