Elon Musk torna ufficialmente a collaborare con l’amministrazione Trump, questa volta per occuparsi del futuro della guerra. Il miliardario è stato scelto dal segretario alla Difesa Pete Hegseth come uno dei tre co-leader di Project Meridian, una nuova iniziativa del Pentagono chiamata a studiare come cambieranno i campi di battaglia e quali tecnologie saranno necessarie alle forze armate statunitensi nei prossimi decenni.
BREAKING: Secretary Pete Hegseth announces that Elon Musk will co-lead a new War Department effort studying the future of warfare during his State of the Force address.
Hegseth unveils Project Meridian, naming Musk, Palmer Luckey and Newt Gingrich to co-lead the effort under the… pic.twitter.com/stxOPThY8z
— Fox News (@FoxNews) September 30, 2026
L’annuncio è arrivato il 30 settembre 2026 durante il discorso di Hegseth sullo stato delle forze armate alla base dei Marines di Quantico, in Virginia. Il progetto avrà 120 giorni per completare il lavoro e dovrà produrre un rapporto pubblico, accompagnato da una parte classificata destinata agli apparati della Difesa.
Musk, Luckey e Gingrich per progettare la guerra di domani
Musk guiderà Project Meridian insieme a Palmer Luckey, fondatore della società di tecnologia militare Anduril Industries, e all’ex speaker della Camera statunitense Newt Gingrich. Il gruppo lavorerà sotto la supervisione del responsabile tecnologico del Pentagono Emil Michael e sarà affiancato da esperti provenienti dall’industria, dall’università, dalle politiche pubbliche e dal settore della sicurezza nazionale.
L’obiettivo, secondo il Pentagono, è guardare molto avanti rispetto agli attuali programmi militari e individuare le tecnologie che potrebbero diventare decisive nei futuri conflitti. Nel progetto rientrano intelligenza artificiale, sistemi autonomi, robotica, armi a energia diretta e biotecnologie. L’analisi dovrebbe inoltre prendere in considerazione ambienti di combattimento molto diversi da quelli tradizionali, dal sottosuolo fino allo spazio cislunare, cioè l’area compresa tra la Terra e l’orbita della Luna.
Hegseth ha spiegato che il progetto dovrà individuare “i domini che dobbiamo conquistare e le capacità che dobbiamo padroneggiare”, con l’obiettivo di anticipare l’evoluzione tecnologica anziché inseguirla. Il ministro ha imposto una scadenza di 120 giorni proprio per evitare, nelle sue parole, un altro lungo studio del Pentagono destinato a essere superato dagli eventi prima di arrivare alla conclusione.
Immediately after @SECWAR State of the Force speech, Project Meridian held its inaugural meeting with @elonmusk @newtgingrich and @PalmerLuckey.
And today, the full board met at the Pentagon for the second meeting. pic.twitter.com/EApkRRsIbn
— Department of War 🇺🇸 (@DeptofWar) October 1, 2026
La guerra sempre più nelle mani di droni e intelligenza artificiale
Project Meridian arriva insieme a una più ampia riorganizzazione delle strategie tecnologiche del Pentagono. Nello stesso discorso di Quantico, Hegseth ha annunciato la creazione dell’Autonomous Warfare Command, un nuovo comando a quattro stelle dedicato allo sviluppo e alla diffusione di sistemi autonomi e robotici, compresi i droni e le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
Per il Pentagono, il cambiamento della guerra è già evidente. Il conflitto in Ucraina ha mostrato il ruolo crescente dei droni per ricognizione e attacchi, mentre gli Stati Uniti stanno cercando di accelerare lo sviluppo e l’impiego di sistemi autonomi.
La nuova struttura dovrebbe occuparsi proprio di trasformare queste tecnologie da programmi sperimentali a capacità militari operative. Project Meridian ha invece un compito più ampio: cercare di capire quali saranno le tecnologie decisive dei prossimi anni e quali capacità gli Stati Uniti dovranno sviluppare per affrontarle.
Per Musk è il ritorno alla politica dopo lo scontro con Trump
Per Musk si tratta del primo incarico ufficiale nel governo statunitense dopo la sua esperienza alla guida del Department of Government Efficiency (DOGE). Il miliardario aveva lasciato l’amministrazione alla fine di maggio 2025, dopo circa 130 giorni nel governo. Poco dopo il rapporto con Trump era precipitato in uno scontro pubblico legato soprattutto alla legge di bilancio del presidente.
A distanza di oltre un anno, Musk torna quindi a lavorare formalmente con l’amministrazione, anche se con un incarico molto diverso da quello avuto al DOGE. Non avrà la responsabilità di un’intera struttura governativa: il suo compito sarà quello di co-dirigere uno studio strategico e tecnologico del Pentagono. Il Washington Post definisce infatti il nuovo incarico un ritorno al governo in una forma più limitata rispetto alla precedente esperienza.
Il riavvicinamento con Trump era già emerso nelle ultime settimane. Musk è comparso nuovamente accanto al presidente e, il 29 settembre 2026, ha partecipato a un incontro alla Casa Bianca con altri esponenti del settore tecnologico dedicato all’intelligenza artificiale.
SpaceX, Anduril e il rapporto sempre più stretto tra tecnologia e Difesa
La scelta dei tre co-leader porta nel progetto competenze molto diverse. Musk arriva dal mondo di SpaceX e Tesla, Luckey è alla guida di Anduril, una delle aziende più importanti nel settore della tecnologia per la Difesa, mentre Gingrich porta una lunga esperienza politica e nelle questioni di sicurezza nazionale.
Il profilo di Musk è particolarmente legato alle tecnologie spaziali e ai sistemi di comunicazione satellitare. SpaceX fornisce da anni servizi e infrastrutture al governo statunitense e alle forze armate, mentre Anduril sviluppa sistemi autonomi, droni e altre tecnologie militari. La presenza di esponenti dell’industria privata dentro il processo di pianificazione della Difesa rappresenta quindi uno degli elementi distintivi della nuova iniziativa.
Il calendario fissato dal Pentagono è molto stretto: 120 giorni per analizzare le tecnologie, individuare le capacità considerate necessarie e presentare le conclusioni. Il rapporto dovrà essere reso pubblico, con una sezione classificata destinata invece alla Difesa.