fuori dalla guerra

Merz e Starmer rispondono “no” alla richiesta di Trump di mobilitare la Nato sullo Stretto di Hormuz

Il tycoon furioso per il rifiuto degli alleati: 'Ci siamo sempre per loro, ma loro non ci saranno per noi'"

Merz e Starmer rispondono “no” alla richiesta di Trump di mobilitare la Nato sullo Stretto di Hormuz

In un’intervista rilasciata nelle scorse ora, al Financial Times, Donald Trump ha avvertito che una mancata collaborazione al conflitto in Medio Oriente, da parte di Europa e Cina, potrebbe avere “conseguenze molto negative per il futuro della Nato se gli alleati non contribuiranno a garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz.”

Il tycoon ha sottolineato come gli Stati Uniti abbiano già sostenuto l’Ucraina, e ora sia il momento che gli altri paesi si mobilitino per assistere gli Usa in Iran.

“È assolutamente opportuno che coloro che traggono beneficio dallo Stretto contribuiscano a garantire che lì non accada nulla di male”, ha tuonato l’inquilino della Casa Bianca, sostenendo che Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio proveniente dal Golfo, a differenza degli Usa Uniti.

E ancora:

“Abbiamo un’organizzazione chiamata Nato. Siamo stati molto generosi. Non eravamo tenuti ad aiutarli per la questione dell’Ucraina. L’Ucraina dista migliaia di chilometri da noi, eppure li abbiamo aiutati. Ora vedremo se saranno loro ad aiutare noi. Perché sostengo da tempo che noi ci saremo per loro, ma loro non ci saranno per noi. E non sono affatto sicuro che, alla prova dei fatti, ci saranno”.

Il presidente Usa ha richiesto agli alleati di inviare dragamine e personale capace di neutralizzare minacce lungo la costa iraniana, facendo intendere l’impiego di team di commando per contrastare droni e mine navali.

“Serve molta gente per tenere d’occhio pochi individui. Li stiamo colpendo molto duramente. Non gli resta altro che creare qualche piccolo problema nello Stretto”.

Berlino: nessun coinvolgimento della Germania nella guerra in Iran

Le risposte europee sono state immediate e chiare. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha affermato che “non risulta alcuna decisione della Nato in tal senso”, mentre il portavoce del governo Stefan Kornelius ha chiarito che la Germania non parteciperà né contribuirà a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz con mezzi militari.

E’ evidente che il primo cancelliere tedesco, Friedrich Merz, sia allineato alla posizione della Gran Bretagna.

Merz e Starmer rispondono "no" alla richiesta di Trump di mobilitare la Nato sullo Stretto di Hormuz
Merz e Trump

Kornelius ha inoltre ricordato che Washington non ha mai chiesto ufficialmente assistenza europea all’inizio del conflitto e che la Germania non intende inserirsi in una guerra che non riguarda direttamente l’Alleanza.

Londra: Starmer punta a un piano collettivo, non a una missione Nato

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha confermato che il Regno Unito non si lascerà “trascinare in una guerra più ampia” in Iran. Allo stesso tempo, ha aperto a un “piano collettivo fattibile” per riaprire lo Stretto di Hormuz, precisando che si tratterebbe di una collaborazione tra partner internazionali e non di un’operazione Nato.

Merz e Starmer rispondono "no" alla richiesta di Trump di mobilitare la Nato sullo Stretto di Hormuz
Keir Starmer con Donald Trump

“Stiamo collaborando con i nostri alleati per sviluppare un piano che ripristini la libertà di navigazione e attenui l’impatto economico”, ha spiegato Starmer, aggiungendo che la comunicazione con Trump è stata diretta e rispettosa, come ci si aspetta tra alleati.

Trump non ha nascosto la frustrazione per la risposta della Gran Bretagna alla sua richiesta di mobilitazione in Iran.

Il tycoon, che domenica ha parlato col premier Keir Starmer, ha detto che “il Regno Unito potrebbe essere considerato l’alleato numero uno, quello con la storia più lunga e così via: eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati. E non appena abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell’Iran, loro hanno detto: ‘Beh, allora invieremo due navi’. E io ho risposto: ‘Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo aver vinto’”.

L’Europa chiarisce la propria posizione

Anche l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha sottolineato:

Non ci sono paesi Nato nello Stretto di Hormuz. Qualsiasi intervento dovrà essere deciso dai singoli stati partner, non dall’Alleanza.”

Il Giappone ha già escluso qualsiasi coinvolgimento in operazioni di sicurezza marittima, mentre Trump ha confermato di aver contattato circa sette Paesi, ricevendo risposte contrastanti e senza voler rivelare le posizioni di Cina e altri grandi partner asiatici.

Trump resta isolato (al momento)

Il quadro appare chiaro (ma gli equilibri sono volatili): Trump cerca un impegno diretto degli alleati occidentali, ma Merz e Starmer hanno detto un netto “no” ad un coinvolgimento militare diretto. La Nato non sarà mobilitata e gli alleati europei parteciperanno, al massimo, a iniziative civili o a coordinamenti non militari, confermando una linea di prudenza e indipendenza rispetto agli Stati Uniti in questo delicato scenario internazionale.

Il presidente Usa ha affermato di aver contattato “circa sette Paesi” per avere un aiuto sull’Iran, ma che era troppo presto per dire chi si sarebbe fatto avanti, rifiutandosi inoltre di rivelare per quale posizione propendesse la Cina.

Abbiamo ricevuto alcune risposte positive, ma anche alcune persone che preferirebbero non essere coinvolte”, ha aggiunto.