Esteri
L'orrore degli attacchi missilistici

Mariupol: si stimano 20mila morti. Escono vivi in 130 dal teatro distrutto (che l'Italia ricostruirà)

Il bombardamento indiscriminato dei russi ha raso al suolo il 90% degli edifici della città a sud dell'Ucraina. Dentro il teatro si trovavano 500 sfollati: si scava tra le macerie per recuperare i superstiti.

Mariupol: si stimano 20mila morti. Escono vivi in 130 dal teatro distrutto (che l'Italia ricostruirà)
Esteri 18 Marzo 2022 ore 10:04

Dopo ventidue giorni dall'inizio del conflitto bellico, in Ucraina stanno proseguendo imperterriti i bombardamenti sulle città da parte dell'esercito russo. Le truppe di Mosca hanno intensificato gli attacchi missilistici, compensando così la difficile avanzata via terra, o quantomeno per agevolarla il più possibile. Ma dai continui bombardamenti ciò che ne esce è solo dolore e devastazione: lo dimostra la città di Mariupol, a sud dell'Ucraina, un centro urbano praticamente raso al suolo dalla disumanità dei missili. A Mariupol si stimano almeno fino a 20mila morti, con il 90% degli edifici che è stato completamente distrutto.

Tra questi c'è anche il Teatro Drammatico, nel cuore della città ucraina. Le bombe russe l'hanno ridotto ad un cumulo di macerie. Il risvolto più tragico della vicenda, tuttavia, riguarda il fatto che al suo interno erano rifugiati circa 500 sfollati. Tra le rovine del teatro di Mariupol si scava nella speranza di trovare qualche sopravvissuto: nella giornata di ieri, giovedì 17 marzo 2022, ne sono stati estratti vivi ben 130. Le operazioni di soccorso sono ancora in atto.

Tra le varie iniziative di solidarietà verso il popolo ucraino, alla luce di quanto accaduto nel teatro di arte drammatica di Mariupol, il Governo italiano, tramite la voce del Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha reso nota la sua volontà di agire in prima linea per ricostruirlo.

Mariupol: si stimano 20mila morti

Fin da quando è cominciata la guerra tra Russia e Ucraina, i bombardamenti indiscriminati da parte delle truppe di Mosca sono stati l'arma principale per incutere timore nel popolo ucraino, creare devastazione e aprire strada libera per l'arrivo dei soldati a terra. Gli attacchi missilistici hanno proseguito senza possibilità di tregua, diventando addirittura più incessanti nel corso di questi ultimi giorni. A pagarne il prezzo più alto, come sempre, sono i civili e la gente comune, costretta a trovarsi un nascondiglio sicuro o a scappare a gambe levate dalla propria terra d'origine per aver salva la pelle.

La città di Mariupol rappresenta forse la testimonianza più recente della devastazione dei bombardamenti: il centro urbano a sud dell'Ucraina è stato preso di mira dai missili russi, i quali, ne hanno distrutto completamente circa il 90% degli edifici, causando, secondo le stime, addirittura fino a 20mila morti. Queste le parole di Oleksii Reznikov, Ministro della Difesa ucraina, in collegamento con le commissioni Esteri e Difesa del parlamento europeo:

"Mariupol prima era una città di 400.000 mila persone, da tre settimane è in condizioni di sopravvivenza senza acqua, corrente elettrica. Viene colpita da missili in continuazione, anche i convogli umanitari vengono bombardati. Si stima che le perdite civili siano 20 mila. Ieri è stato bombardato il teatro della città dove si rifugiavano 1200 donne e bambini. C'erano segnali che all'interno c'erano i bambini, ma il mostro ha colpito lo stesso".

Bombardato il teatro di Mariupol: c'erano 500 sfollati (130 ne sono usciti vivi)

L'indiscriminato bombardamento russo sulla città di Mariupol, nella pomeriggio di mercoledì, 16 marzo 2022, ha colpito in pieno il Teatro Drammatico, struttura architettonica nel cuore del Paese. Come è accaduto anche in altre parti dell'Ucraina, tanti civili che avevano perso casa a causa dei bombardamenti o che semplicemente avevano paura di essere attaccati stando nelle proprie abitazioni avevano trovato riparo in alcuni luoghi pubblici, riconvertiti a rifugio sicuro in occasione della guerra. Il teatro d'arte drammatica rientrava in questa categoria.

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Il Mariupol Drama Theatre è stato ridotto ad un cumulo di macerie. Al momento degli attacchi missilistici russi, al suo interno, si trovavano dai 500 agli 800 sfollati circa, quasi tutti donne, anziani e bambini. Dopo che i bombardamenti sul teatro si sono interrotti sono partite subito le operazioni di soccorso nel tentativo di trarre in salvo tutte le persone rimaste bloccate dal crollo dell'edificio. Solo nella giornata di ieri, giovedì 17 marzo 2022, nonostante i continui bombardamenti, sono stati estratti vivi dalle macerie ben 130 civili.

Queste le parole della parlamentare ucraina Olga Stefanyshyna:

"Il rifugio antiaereo vicino al Mariupol Drama Theatre ha resistito. Circa 130 persone sono già state salvate. I blocchi sono stati smantellati".

Al suo interno c'erano soprattutto bambini

Nel corso delle ore successive al drammatico bombardamento del teatro di Mariupol, l’azienda statunitense di satelliti Maxar Technologies ha distribuito delle immagini satellitari che mostrano come nel cortile del Mariupol Drama Theatre fosse stata dipinta in russo la scrittabambini. Il segnale, nel tentativo di indicare che all'interno dell'edificio fossero presenti soprattutto bambini, rappresentava un invito all'esercito russo a non prendere di mira il teatro di Mariupol con i bombardamenti. Cosa che purtroppo non è accaduta.

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L'Italia è pronta a ricostruire il teatro di Mariupol

Alla luce del dramma avvenuto al teatro di Mariupol, la nostra nazione si è subito proposta in prima linea per un'azione di solidarietà. Tramite le parole del Ministro della Cultura, Dario Franceschini, il Governo italiano ha fatto sapere di aver stanziato fondi per la sua ricostruzione:

"L'Italia pronta a ricostruire il Teatro di Mariupol. Approvata dal Consiglio dei ministri la mia proposta di offrire all'Ucraina mezzi e risorse per riedificarlo appena sarà possibile. I teatri di ogni paese appartengono a tutta l'umanità".

Il Teatro accademico di prosa della Regione del Donetsk (questa la denominazione ufficiale) fu inaugurato nel 1960, quando sostituì una precedente struttura risalente alla fine dell'Ottocento. Costruito in pietra grigia di Crimea in stile neoclassico, sulla facciata riportava una composizione scultorea che rappresentava i mestieri più diffusi nella regione: l'agricoltura e la lavorazione dei metalli. Negli anni scorsi ha ospitato rappresentazioni di Tolstoj, Pushkin, Moliere, Cechov, Shakespeare, Marshak, oltre a opere più contemporanee.

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha voluto subito ringraziare l'Italia per la decisione presa:

"Grazie Dario Franceschini. Hai dato il buon esempio da seguire. Insieme ricostruiremo il Paese fino all'ultimo mattone".

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