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Maduro oggi a processo: quali sono le accuse e chi è imputato con lui

Il ruolo del supertestimone "el Pollo"

Maduro oggi a processo: quali sono le accuse e chi è imputato con lui

Nicolás Maduro, presidente deposto del Venezuela, è atteso davanti a un giudice federale di New York a mezzogiorno di oggi, lunedì 5 gennaio 2026 (le 18 in Italia), per la formalizzazione ufficiale delle accuse a suo carico. A confermarlo è il tribunale federale di Manhattan, dove si aprirà uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni sul piano geopolitico e giudiziario.

Maduro è stato arrestato all’alba di sabato a Caracas, nel corso di un’operazione condotta dalle forze statunitensi, e immediatamente trasferito negli Stati Uniti. Insieme a lui è stata fermata anche la moglie, Cilia Adela Flores. Entrambi dovranno rispondere di gravi accuse legate al “narcoterrorismo”, termine che indica il finanziamento di attività terroristiche attraverso il traffico internazionale di droga.

Un’imputazione imponente: 25 pagine di accuse

L’atto di incriminazione, lungo venticinque pagine, descrive un sistema criminale articolato e radicato nel potere statale venezuelano. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Maduro, i suoi familiari e il suo entourage avrebbero gestito il Venezuela come un’organizzazione criminale transnazionale, dedita alla produzione, al traffico e alla distribuzione di enormi quantità di cocaina, destinate in gran parte al mercato statunitense.

Le prime accuse contro Maduro risalgono al 2020, ma l’incriminazione attuale amplia in modo significativo il quadro: vengono aggiunti nuovi imputati e presentati dettagli raccolti in anni di indagini, testimonianze e cooperazione internazionale.

I protagonisti del presunto sistema criminale

Fra le figure di primo piano coinvolte compare Diosdado Cabello Rondón, attuale ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace, considerato la seconda figura più potente del regime venezuelano.

Diosdado Cabello Rondón

Incriminati anche Ramón Rodríguez Chacín, ex ministro e governatore, e Cilia Adela Flores de Maduro, moglie di Maduro ed ex presidente dell’Assemblea Nazionale.

Cilia Adela Flores insieme a Maduro

Le accuse coinvolgono anche il figlio della coppia, Nicolás Ernesto Maduro Guerra, deputato. L’elenco prosegue con Héctor Rusthenford Guerrero Flores, detto “Niño Guerrero”, leader del Tren de Aragua, una gang transnazionale violenta, classificata dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica, ritenuta responsabile dell’ingresso illegale negli Usa di migliaia di criminali venezuelani.

I capi d’accusa: narcoterrorismo, traffico di droga e armi

L’incriminazione si articola in quattro principali capi d’accusa.

Il primo riguarda una cospirazione narcoterroristica finalizzata a usare i proventi della cocaina per sostenere organizzazioni terroristiche designate.

Il secondo riguarda il tentativo di importare negli Stati Uniti migliaia di tonnellate di cocaina.
Gli altri capi riguardano il possesso di armi automatiche e ordigni distruttivi in relazione al traffico di droga.

Le accuse contro Maduro coprono anche il periodo precedente alla sua elezione del 2013. Quando era ministro degli Esteri (2006-2013), avrebbe venduto passaporti diplomatici venezuelani a narcotrafficanti e utilizzato voli diplomatici per trasportare i proventi della droga dal Messico al Venezuela.

I legami con gruppi armati e cartelli internazionali

Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero finanziato e armato diverse Organizzazioni Terroristiche Straniere, tra cui le FARC, l’ELN, il Cartello di Sinaloa e il Tren de Aragua. Queste alleanze avrebbero favorito la produzione, protezione e trasporto di enormi carichi di cocaina verso gli Stati Uniti.

I familiari di Maduro avrebbero avuto ruoli diretti: Cilia Flores avrebbe accettato tangenti per mediare incontri con funzionari antidroga; Maduro Guerra avrebbe usato aerei della compagnia petrolifera statale per spostare droga e incontrato comandanti delle FARC in Colombia per coordinare le spedizioni.

Il possibile testimone chiave: Hugo “El Pollo” Carvajal

Un elemento decisivo per l’accusa potrebbe essere Hugo Armando Carvajal Barrios, detto “El Pollo”, ex generale ed ex capo dell’intelligence militare venezuelana, già fedelissimo di Hugo Chávez. Arrestato negli Stati Uniti, si è dichiarato colpevole di narcotraffico e narcoterrorismo.

Hugo Armando Carvajal Barrios

Secondo Newsweek, Carvajal potrebbe diventare il supertestimone del processo contro Maduro. Il Dipartimento di Giustizia sostiene che lui e altri membri del Cartel de los Soles abbiano corrotto esercito, intelligence, parlamento e magistratura per facilitare l’ingresso di tonnellate di cocaina negli Usa.

Carvajal Barrios attende la sentenza, che ancora non arriva. L’ex pezzo grosso conosce i meccanismi dell”impresa criminale’ e può puntellare le accuse a carico di Maduro.

Il processo a Manhattan e il giudice Hellerstein

Il caso sarà presieduto dal giudice federale Alvin Hellerstein, 92 anni, in servizio alla corte di Manhattan da oltre 25 anni. Nato nel 1933, è noto per la gestione rigorosa dell’aula e per l’approccio metodico ai casi di terrorismo e sicurezza nazionale, inclusi procedimenti legati agli attacchi dell’11 settembre 2001.

Le reazioni del figlio e l’ipotesi del tradimento

Dopo l’arresto, Nicolás Maduro Guerra ha invitato i venezuelani a scendere in piazza, parlando di dignità e resistenza. Ha lasciato intendere che l’operazione sia stata possibile grazie a un tradimento interno, affermando che “la storia dirà chi erano i traditori”.

La linea degli Stati Uniti: fermezza e ambiguità

Il segretario di Stato Marco Rubio ha chiarito che gli Stati Uniti non governeranno direttamente il Venezuela, ma manterranno la “quarantena petrolifera” come leva politica. Dichiarazioni più caute rispetto a quelle del presidente Donald Trump, che ha affermato che Washington è pronta a un secondo attacco e che, temporaneamente, gli Stati Uniti sono di fatto “al comando”.

L’appello del governo ad interim

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha chiesto una relazione “equilibrata e rispettosa” con gli Stati Uniti, invitando a lavorare su un’agenda di cooperazione e sviluppo condiviso dopo l’arresto di Maduro e l’attacco a Caracas.

Il futuro del Venezuela resta così sospeso tra giustizia internazionale, instabilità politica e un delicato confronto con Washington, mentre il processo a New York potrebbe segnare una svolta storica per l’intera regione.