Venezuela

Maduro in tribunale con le catene ai piedi: “Sono prigioniero di guerra, sono io il presidente”

Dura reazione della Russia: "Aggressione armata da parte degli Stati Uniti"

Maduro in tribunale con le catene ai piedi: “Sono prigioniero di guerra, sono io il presidente”

Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, è comparso insieme alla moglie Cilia Flores davanti al tribunale federale di New York per rispondere alle accuse di narcoterrorismo e cospirazione per traffico di droga mosse dagli Stati Uniti. Durante la prima udienza, Maduro si è proclamato innocente, definendosi un “prigioniero di guerra” e sostenendo di essere stato rapito a Caracas e trasferito forzatamente negli Usa.

Maduro: “Sono stato rapito, sono innocente”

Secondo quanto riportato dai media statunitensi, Maduro ha parlato in spagnolo davanti al giudice, confermando la propria identità e ribadendo di essere il presidente in carica del Venezuela. All’uscita dall’aula avrebbe dichiarato:

“Sono un prigioniero di guerra”.

Il leader venezuelano è apparso con i piedi incatenati, indossando una tuta arancione da detenuto e una camicia blu a maniche corte, un’immagine che ha rapidamente fatto il giro del mondo. I suoi legali hanno inoltre riferito che Maduro soffre di problemi di salute che richiedono particolare attenzione medica.

Anche Cilia Flores si dichiara non colpevole

Anche la moglie di Maduro, Cilia Flores, ha respinto tutte le accuse. Dopo essersi presentata come “first lady della Repubblica del Venezuela”, ha dichiarato di essere “non colpevole, completamente innocente” rispetto all’accusa di cospirazione per traffico di droga.

Il suo avvocato, Mark Donnelly, ha riferito al giudice che Flores avrebbe riportato lesioni significative durante il rapimento, elemento che la difesa intende far valere nel corso del procedimento.

Maduro e la moglie arrestati

Chi sono il giudice e gli avvocati del processo Maduro

A presiedere il processo è Alvin K. Hellerstein, giudice federale di 92 anni, figura di grande esperienza nel sistema giudiziario statunitense. Maduro è assistito da Barry Pollack, noto per essere stato il legale di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks.

Gli avvocati di Maduro e Flores hanno comunicato che non chiederanno la libertà su cauzione in questa fase, riservandosi di presentare l’istanza in un secondo momento.

La prossima udienza è stata fissata per il 17 marzo 2026, alle ore 17 italiane, sempre presso il tribunale federale di New York.

Venezuela: Delcy Rodríguez presidente ad interim

Sul fronte interno, la Camera costituzionale della Corte Suprema venezuelana ha assegnato a Delcy Rodríguez un mandato presidenziale ad interim di 90 giorni, in base all’articolo 234 della Costituzione.

La Corte ha definito l’arresto di Maduro come “assenza forzata”, ritenendola non sufficiente per dichiarare la “vacanza assoluta” della presidenza e avviare nuove elezioni. L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità amministrativa dello Stato e la difesa della Nazione.

Alla scadenza dei tre mesi, il mandato di Rodríguez potrà essere prorogato per altri 90 giorni previa approvazione dell’Assemblea nazionale. Solo in caso di mancato rientro di Maduro, il Parlamento potrebbe imporre il ritorno alle urne entro 30 giorni.

Aperture agli Stati Uniti e il caso Alberto Trentini

Nel frattempo, Delcy Rodríguez ha adottato toni distensivi verso Washington, invitando il presidente Donald Trump a “lavorare insieme” e auspicando un rapporto rispettoso tra Venezuela e Stati Uniti.

Resta alta anche l’attenzione sul caso di Alberto Trentini, cittadino italiano coinvolto nella crisi venezuelana. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che l’Italia sta facendo “il possibile e l’impossibile” per ottenerne la liberazione.

La reazione della Russia all’Onu

Durissima la presa di posizione della Russia. Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, l’ambasciatore Vassily Nebenzia ha condannato quella che ha definito un’“aggressione armata degli Stati Uniti”, accusando Washington di aver violato il diritto internazionale.

“Chiediamo il rilascio immediato del presidente legittimamente eletto Nicolas Maduro e di sua moglie. Qualsiasi conflitto tra Usa e Venezuela deve essere risolto attraverso il dialogo”, ha dichiarato Nebenzia.

Uno scenario aperto e ad alta tensione internazionale

Il processo a New York contro Nicolas Maduro e Cilia Flores segna un punto di svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Venezuela e apre uno scenario di forte instabilità politica e diplomatica. Le prossime settimane, a partire dall’udienza del 17 marzo, saranno decisive per comprendere non solo il destino giudiziario del leader venezuelano, ma anche il futuro istituzionale del Paese e gli equilibri geopolitici nella regione.