Esteri
un paese in ginocchio

L'Olanda nella morsa del Covid: pazienti trasferiti in Germania per liberare gli ospedali

Negli ospedali si ipotizza il passaggio al Codice nero.

L'Olanda nella morsa del Covid: pazienti trasferiti in Germania per liberare gli ospedali
Esteri 24 Novembre 2021 ore 12:14

L'agenzia di stampa olandese Nos ha dato notizia dei primi due pazienti trasferiti dal Franciscus Gasthuis & Vlietland di Rotterdam all'ospedale Bgu di Bochum, in Germania. I Paesi Bassi hanno iniziato a trasportare alcuni pazienti affetti dal Covid-19 all'estero per alleviare la pressione sulle terapie intensive in difficoltà, nonostante anche il sistema sanitario tedesco si trovi in seria difficoltà a causa della quarta ondata.

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L'Olanda trasferisce in Germania i pazienti Covid

Una mossa   finalizzata allo scopo di continuare a garantire cure adeguate anche per i pazienti non Covid, come spiegato dalla portavoce del centro di coordinamento nazionale per la distribuzione dei pazienti (Lcps), Monique Jacobs:

"Trasferendo i pazienti intendiamo creare spazio in modo che le capacità di terapia intensiva rimangano disponibili sia per i pazienti Covid che per le cure regolari".

I Paesi Bassi sono fra gli Stati europei in cui l'epidemia di Coronavirus, nelle ultime settimane, dilaga senza sosta. Il National Institute for Health (RIVM) ha registrato  giovedì 18 novembre 2021 il record di oltre 23mila nuovi casi nelle 24 ore precedenti, in aumento rispetto al precedente massimo giornaliero di circa 13mila contagi raggiunto nel dicembre 2020. Il tasso di vaccinazione della popolazione adulta è pari 68,7% in tutti i Paesi Bassi.

Il governo all'inizio di novembre ha reintrodotto l'uso della mascherina obbligatorio nei negozi e lo scorso fine settimana un lockdown parziale, compresa la chiusura di bar e ristoranti dopo le 20, che ha provocato una serie proteste.

Una situazione drammatica al punto che, dopo l'aumento del numero di contagi e ricoveri, gli ospedali si stanno preparando ad adottare il cosiddetto codice nero.

Il codice nero

E' così denominato il recente protocollo di massima emergenza, realizzato nel  2020 dalla federazione dei medici KNMG e dalla Federation of Medical Specialists (FMS), al quale si rischia di dover ricorrere nel caso la situazione peggiorasse. A questo scenario si arriverebbe nel caso in cui non fossero più disponibili posti letto in terapia intensiva e i medici sarebbero costretti a decidere chi salvare. Al momento, come chiariscono i media locali, non c'è ancora questa possibilità, ma non vi è garanzia che non venga adottato nel caso di ulteriori peggioramenti.

Quali sono quindi i parametri stabiliti per prendere decisioni tanto delicate? I medici devono agire secondo il protocollo basato su tre principi etici: uguaglianza, giustizia e volontà di salvare quante più vite possibili. Ma, nel caso di codice nero, le cose cambiano. Lo stato medico di un paziente non è più il fattore più importante; i medici continueranno a fornire aiuto ai pazienti in base all'ordine di arrivo, ma se ciò diventasse difficile verrà data priorità alle persone che devono rimanere in terapia intensiva solo per un breve periodo. Priorità verrà data nell'assegnazione dei posti letto in terapia intensiva agli operatori sanitari che abbiano avuto contatti a rischio con positivi al Covid e che non siano stati in grado di proteggersi adeguatamente a causa della mancanza di dispositivi di protezione. I medici dovrebbero tener conto anche dell'età dei pazienti. I più giovani dovrebbero avere la precedenza sui più anziani.