Nuovi aggiornamenti in Medio Oriente sul fronte della crisi del Mar Rosso.
Le forze del governo yemenita, sostenute dall’Arabia Saudita, hanno lanciato l’operazione militare denominata “Alba dello Yemen“, con cui hanno riconquistato il controllo di fatto dello stretto di Bab el-Mandeb. L’area rappresenta uno dei passaggi strategici per il traffico marittimo internazionale e per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.
L’offensiva ha permesso alle forze governative di avanzare rapidamente lungo la costa, sostenute dalla copertura di circa un centinaio di caccia sauditi. Le truppe hanno conquistato posizioni chiave nell’area di Dhubab, nel punto più stretto dello specchio d’acqua, e hanno ripreso anche la pista di atterraggio della località.
Houthi isolati sulla costa
Le forze Houthi presenti nell’area sarebbero state isolate, anche se i combattimenti proseguono nei pressi di una base militare situata vicino allo stretto, secondo una fonte governativa.
La perdita delle posizioni a Bab el-Mandeb rende più difficile per i ribelli interrompere direttamente il traffico marittimo nella zona. Gli Houthi potrebbero tuttavia continuare a minacciare le navi attraverso l’impiego di droni e missili da postazioni più a nord lungo la costa o dall’entroterra.
Parallelamente, i combattenti yemeniti hanno registrato avanzamenti nei pressi di Taiz, dove hanno conquistato alcuni tratti di una strada di montagna, mettendo sotto pressione le forze governative presenti nell’area.
Attacchi contro Riad
Mentre sul terreno le forze governative avanzano, gli Houthi hanno rivendicato una serie di attacchi contro l’Arabia Saudita. Secondo il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, l’operazione ha preso di mira l’aeroporto internazionale di Riad, una raffineria di Saudi Aramco a Rabigh e diversi siti militari e aeroporti nel sud del Regno.
Gli attacchi sarebbero stati condotti principalmente attraverso droni, missili balistici e missili da crociera.
Testimoni citati da diverse fonti sui social network hanno riferito di forti esplosioni nell’area dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. Secondo le testimonianze, gli episodi avrebbero portato alla sospensione degli atterraggi dei voli in arrivo e alla chiusura di alcuni gate dei terminal.
L’agenzia iraniana Tasnim ha inoltre riferito di nuovi avvisi rivolti ad alcuni aerei, ai quali sarebbe stato comunicato di non atterrare nello scalo della capitale saudita. La stessa agenzia ha pubblicato immagini che, secondo quanto riportato, proverrebbero dall’interno di uno degli aerei interessati dall’avviso.
Riad amplia il fronte
L’Arabia Saudita sostiene militarmente le forze governative yemenite, fornendo armamenti, addestramento e supporto aereo. Riad punta a respingere gli Houthi, ripristinare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e fermare gli attacchi contro il proprio territorio.
La controffensiva governativa era stata annunciata domenica dal governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. Il presidente Rashad al-Alimi ha promesso di combattere “fino a quando il Paese non sarà liberato dalla morsa della milizia terroristica“.
I contrattacchi sono stati lanciati su diversi fronti, compresa la provincia di Sanaa, dove i bombardamenti sauditi avrebbero provocato due vittime, tra cui una studentessa, e sette feriti.
Turchia e Pakistan intervengono
Sul piano internazionale, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno deciso di attivare il meccanismo di difesa previsto dal Patto della Mecca. Ankara e Islamabad hanno annunciato l’invio di forze militari nel Regno, in risposta agli attacchi degli Houthi.

La decisione è arrivata al termine di una riunione d’emergenza a Riad tra i rappresentanti dei tre Paesi. Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha parlato di “solidarietà e unità” nell’affrontare quelli che ha definito “vili attacchi” degli Houthi contro il Regno e i luoghi santi.
Attivata la deterrenza
I tre Paesi hanno concordato di “attivare misure di deterrenza collettiva” nell’ambito dell’alleanza, in risposta agli attacchi e ai loro responsabili.
Il comitato del Patto di difesa della Mecca ha quindi deciso di adottare le misure necessarie per fornire rapidamente le forze e le capacità militari concordate e procedere al loro dispiegamento in Arabia Saudita.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare “la prontezza operativa, l’integrazione militare e la capacità collettiva” di fronte alle minacce. La dichiarazione congiunta ha inoltre condannato il tentativo di colpire La Mecca e Medina, ribadendo il rifiuto di qualsiasi attacco alla sicurezza e all’integrità territoriale dell’Arabia Saudita.