La nomina

L’Iran sfida Trump: Mojtaba Khamenei nuova guida suprema

Il presidente Usa aveva dichiarato che una guida scelta senza la sua approvazione non sarebbe durata. Ma Teheran ha ignorato il suo ultimatum

L’Iran sfida Trump: Mojtaba Khamenei nuova guida suprema

Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema dell’Iran. L’Assemblea degli esperti, l’organo religioso incaricato dalla Costituzione iraniana di scegliere il leader del Paese, ha ufficializzato la nomina del figlio dell’ayatollah Ali Khamenei come terzo leader della Repubblica Islamica.

La decisione arriva dopo giorni di indiscrezioni e nel pieno della crisi regionale scoppiata con gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele del 28 febbraio 2026. Secondo l’annuncio diffuso dalla televisione di Stato iraniana, la scelta è stata approvata nel corso di una sessione straordinaria dell’Assemblea.

La nomina ufficiale dell’Assemblea degli esperti

Nel comunicato diffuso dai media iraniani, l’Assemblea ha spiegato di aver nominato Mojtaba Khamenei in base ai poteri previsti dalla Costituzione.

Secondo la dichiarazione ufficiale, l’ayatollah Mojtaba Hosseini Khamenei è stato designato come “terza guida del sacro sistema della Repubblica Islamica dell’Iran”, invitando il popolo iraniano e le élite religiose e accademiche a giurare fedeltà alla nuova leadership e a mantenere l’unità nazionale.

Il passaggio di consegne è stato simbolicamente celebrato anche sui social: sull’account X storico della guida suprema è stata pubblicata un’immagine che mostra il passaggio della bandiera iraniana dal padre Ali Khamenei al figlio Mojtaba.

Chi è Mojtaba Khamenei

Mojtaba Khamenei ha 56 anni ed è da tempo considerato una figura influente all’interno del sistema di potere iraniano, nonostante abbia mantenuto un profilo pubblico relativamente discreto.

Per anni analisti e osservatori internazionali lo hanno descritto come uno degli uomini più potenti dietro le quinte dell’ufficio della Guida Suprema, il centro nevralgico del potere politico e religioso in Iran.

Secondo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, che nel 2019 ha imposto sanzioni nei suoi confronti, Mojtaba Khamenei avrebbe rappresentato di fatto il padre nella gestione di alcune attività strategiche.

Washington sostiene che Ali Khamenei gli avesse delegato parte delle responsabilità di leadership e che il figlio collaborasse strettamente con i Pasdaran e con la milizia Basij per rafforzare il controllo interno e sostenere le ambizioni regionali dell’Iran.

Un’inchiesta di Bloomberg ha inoltre ipotizzato che Mojtaba Khamenei avrebbe accumulato una notevole ricchezza tramite una rete di società offshore all’estero.

Il sostegno delle Guardie Rivoluzionarie

Uno dei fattori decisivi nella sua nomina sarebbe stato il forte sostegno delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, uno dei pilastri militari e politici del sistema della Repubblica Islamica.

Le forze armate iraniane hanno definito Mojtaba Khamenei un leader “giusto, competente, pio e intraprendente”, affermando che l’Assemblea degli esperti ha dimostrato “grande saggezza” scegliendolo come guida del Paese.

La sfida agli Stati Uniti e a Donald Trump

La scelta di Mojtaba Khamenei viene letta anche come un segnale politico nei confronti degli Stati Uniti.

Il presidente americano Donald Trump aveva infatti criticato apertamente la possibilità che il figlio di Ali Khamenei diventasse guida suprema, arrivando a definirlo un “peso piuma”.

Trump aveva inoltre lanciato un avvertimento molto duro: secondo il leader statunitense, una guida scelta senza il consenso di Washington “non durerà a lungo”.

Nonostante le pressioni internazionali, Teheran ha comunque confermato la nomina.

Le reazioni dell’Iran e degli alleati

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è congratulato con Mojtaba Khamenei, sostenendo che la sua elezione segna “una nuova era di onore e autorità” per la Repubblica Islamica.

Nel messaggio diffuso dai media statali, Pezeshkian ha definito la nomina l’espressione della volontà della comunità musulmana di rafforzare l’unità nazionale e la resilienza del Paese contro i suoi avversari.

Anche i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno salutato la designazione della nuova guida suprema definendola “un duro colpo per i nemici della Repubblica Islamica”.

Guerra in Iran: missili verso Israele dopo la nomina

Secondo l’emittente statale IRIB, l’elezione di Mojtaba Khamenei è stata seguita da un lancio di missili iraniani verso Israele, presentato dai media come una risposta militare nel nome della nuova guida.

Sulla fusoliera di uno dei missili sarebbe stata scritta la frase: “Sotto il tuo comando, Sayyid Mojtaba”.

Nel frattempo il conflitto continua ad allargarsi nella regione: si registrano attacchi contro infrastrutture militari e petrolifere, scontri in Libano e nuove tensioni nel Golfo Persico.

Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato che potrebbero esserci “altre vittime tra i militari americani”, mentre Teheran ha ribadito di essere pronta a difendersi da un’eventuale invasione terrestre.