La morte di Ali Larijani, potente segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, insieme a suo figlio Morteza e al capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani, uccisi nelle scorse ore in raid aerei israeliani, ha scatenato la violenta reazione iraniana, che giura vendetta.
Due vittime a Tel Aviv, uccise da un attacco missilistico di Teheran.

La vendetta iraniana è dichiarata
Il capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato oggi che la morte di Larijani sarà “vendicata”, secondo quanto riportano i media di Teheran. “Il sangue puro di Larijani e degli altri amati martiri sarà vendicato”, ha affermato Hatami in una dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa Tasnim.

Parallelamente, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato che gli attacchi missilistici condotti stanotte contro Tel Aviv, che hanno provocato almeno due morti, sono stati lanciati “per vendicare” Larijani e gli altri funzionari uccisi negli attacchi israeliani.
Tragedia a Ramat Gan
La città di Ramat Gan, alle porte di Tel Aviv, è stata teatro di una tragedia. Una coppia israeliana di settantenni è rimasta uccisa durante l’attacco missilistico. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l’edificio residenziale in cui vivevano.
“Le bombe hanno fatto crollare il tetto su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza. Sfortunatamente, questa coppia non si era rifugiata nella stanza sicura quando è suonato l’allarme”, ha spiegato il portavoce delle forze dell’ordine, Dean Elsdunne.
🚨 UPDATE: IRANIAN MISSILE ATTACK ON CENTRAL ISRAEL
Initial reports from emergency services indicate 4 people were injured in the latest Iranian missile strike.
• Ramat Gan: A man in his 70s lightly injured
• Petah Tikva: Two women (46 and 18) suffered ringing in the ears… pic.twitter.com/1v3lVq1s1O— Mossad Commentary (@MOSSADil) March 15, 2026
Con questi nuovi attacchi, il bilancio delle vittime israeliane nella guerra contro la Repubblica Islamica sale a 14 morti, mentre due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv. Frammenti di missile hanno colpito persino il cortile di una scuola a Gerusalemme, come riportano i soccorritori.
Funerali e unità nazionale a Teheran
Oggi, 18 marzo, a Teheran si terranno i funerali di Ali Larijani, del figlio Morteza e di Gholamreza Soleimani. L’emittente Al Mayadeen sottolinea la portata simbolica della cerimonia, che rappresenta un momento di unità nazionale e di mobilitazione popolare.

Nonostante la gravità degli attacchi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito che l’uccisione di Larijani “non infliggerà un colpo fatale alla Repubblica Islamica”. In un’intervista ad Al Jazeera, Araghchi ha dichiarato:
“Non capisco perché americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell’Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate. La presenza o l’assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura. Certo, gli individui sono influenti e ognuno svolge il proprio ruolo, ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran è una struttura molto solida.”
La Guida Suprema Mojtaba Khamenei e la stabilità interna
Per quanto riguarda la guida suprema Mojtaba Khamenei, ferito nello stesso raid che ha ucciso suo padre, Araghchi ha assicurato che:
“È in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali.”
L’assenza pubblica della nuova Guida Suprema continua però a generare speculazioni sulla stabilità interna del Paese.

Escalation anche in Libano
Sul fronte libanese, l’esercito israeliano ha emesso nuovamente un avviso di evacuazione per l’intera area a sud del fiume Zahrani.
“I raid continuano e l’esercito sta conducendo operazioni su larga scala nella regione. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ancora una volta ad evacuare le vostre case e a dirigervi immediatamente a nord del fiume”, ha scritto su X Avichay Adraee, portavoce dell’IDF in lingua araba.
Secondo quanto riportato da L’Orient le Jour, un drone israeliano ha colpito un’auto a Sidone, ferendo gravemente il conducente e un membro della Protezione Civile. Altri raid aerei israeliani hanno colpito Sohmor e la periferia di Yohmor, nella valle della Bekaa.
Verso un conflitto regionale
Questa serie di eventi segna una fase di escalation senza precedenti tra Israele e Iran, con ricadute che coinvolgono anche il Libano e che minacciano di allargarsi ulteriormente. La vendetta iraniana, annunciata apertamente dai vertici militari, sembra destinata a proseguire, confermando che la guerra non si limita più a singoli raid mirati, ma si sta trasformando in un conflitto regionale a tutto campo.