Rapita in Iraq dalla milizia filo-iraniana Kataib Hezbollah lo scorso 31 marzo 2026, la giornalista statunitense Shelly Kittleson è stata liberata nella serata di martedì 7 aprile 2026.
Le condizioni del rilascio
Sette giorni di prigionia che sono terminati con il rilascio e la condizione che la reporter lasci subito il Paese. In cambio della sua liberazione, sono stati riconsegnati alla milizia dei prigionieri del gruppo.
Come riporta l’Ansa, questo è il comunicato diffuso da Kataib Hezbollah:
“In segno di apprezzamento delle posizioni nazionali del primo ministro uscente, abbiamo deciso di rilasciare l’imputata americana Shelly Kittleson, a condizione che lasci immediatamente il Paese – a cui poi si aggiunge – Non si ripeterà nei prossimi giorni, poiché ci troviamo in uno stato di guerra scatenato dal nemico sionista-americano contro l’Islam, e in casi come questo molte considerazioni vengono accantonate”.
Chi è Shelly Kittleson
Ma il gruppo paramilitare sciita non si era mai esposto prima del 7 aprile riguardo al rapimento di Shelly Kittleson (avvenuto di giorno in una via centrale di Baghdad), senza nemmeno fornire prove della sua sopravvivenza.
La reporter statunitense, 49 anni, collabora con media americani e italiani, tra cui Il Foglio e l’Ansa. Nel suo lavoro da giornalista si è sempre distinta come conoscitrice dell’Iraq e del Medio Oriente, senza mai manifestare timore nell’andare in luoghi travagliati da contesti geopolitici complessi per raccontare storie.