La morte in diretta ha sfiorato ieri, 19 marzo 2026, una troupe televisiva russa nel sud del Libano, nei pressi della città di Tiro, durante un reportage sugli attacchi israeliani alle infrastrutture locali. Il corrispondente di guerra Steve Sweeney e il cameraman Ali Reda Sbeiti, entrambi della rete satellitare Russia Today, hanno riportato ferite lievi da schegge dopo che un missile è esploso a pochi metri da loro.
Libano, il video del missile israeliano che ha sfiorato il reporter russo
Un video, diventato rapidamente virale sui social e diffuso anche dall’agenzia russa Tass, mostra Sweeney in giubbotto antiproiettile con la scritta “Press” mentre parla alla telecamera, poco prima che l’esplosione si verificasse nelle sue immediate vicinanze. Il messaggio che accompagna il filmato sottolinea che il missile israeliano ha colpito vicino ai giornalisti di RT, ferendoli. Nel video si sente Sweeney esclamare un “f*ck!” ancora stordito dall’onda d’urto. Trasportato in ospedale a Tiro, il giornalista ha riportato schegge alla mano, mentre il cameraman ha subito ferite simili.
L’incidente avviene in un contesto di raid israeliani mirati ai ponti sul fiume Litani, con l’obiettivo di interrompere il trasferimento di uomini e armi da parte di Hezbollah e tagliare le vie di rifornimento del gruppo sciita filo-iraniano.
Accuse della Russia: “Non si è trattato di un incidente”
Secondo l’agenzia di stampa russa, l’attacco sarebbe opera delle Forze di Difesa Israeliane e non un episodio accidentale. Mosca ha fatto sapere che “non si è trattato di un incidente”, sottolineando come i due giornalisti fossero chiaramente identificabili grazie ai giubbotti con la scritta “Press”. Sbeiti ha confermato che altre troupe stavano lavorando nella stessa area, vicino ai ponti già presi di mira, al momento dell’esplosione.
L’episodio ha innescato un acceso scontro diplomatico tra Russia e Israele. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha annunciato che l’ambasciatore israeliano sarà convocato.
Zakharova ha dichiarato:
“Le circostanze indicano che l’attacco contro i giornalisti è stato condotto deliberatamente e con precisione, come confermato anche dalle immagini dell’esplosione del missile riprese dalle telecamere”.
La portavoce ha aggiunto su Telegram:
“Considerata la morte di duecento giornalisti a Gaza, gli eventi odierni non possono essere definiti accidentali. Soprattutto perché il razzo non ha colpito una struttura militare strategica di importanza cruciale, bensì il luogo in cui si stava svolgendo un reportage”.
Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito l’episodio “inaccettabile”, sottolineando la gravità della situazione e la vulnerabilità dei giornalisti in zone di conflitto.