Oltre cento persone decedute e più di mille disperse lungo il confine tra il versante nepalese e la regione autonoma del Tibet. È questo il bilancio provvisorio della catastrofe idrogeologica scatenata da un catastrofico crollo glaciale precipitato nel corso d’acqua Lhende Khola, affluente del Bhote Koshi, che ha provocato una devastante colata di fango e detriti.
L’origine del disastro glaciale e i rilievi sismici
Le prime analisi condotte dall’US Geological Survey hanno chiarito la natura del fenomeno idrogeologico. L’evento, inizialmente rilevato dalle stazioni di monitoraggio come una scossa sismica di magnitudo 4.4, è stato successivamente riclassificato a seguito delle rilevazioni satellitari. Nessun sisma ha originato la tragedia: l’impulso registrato dai sensori è stato generato direttamente dall’impatto della massa glaciale precipitata a valle, che ha provocato una violenta colata detritica con effetti distruttivi lungo i bacini dei fiumi Bhotekoshi e Trishuli.
Scienziati dell’International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod) e glaciologi dell’Università di Dundee, tra cui lo specialista Simon Cook, hanno evidenziato come il riscaldamento globale stia progressivamente degradando il permafrost di alta quota, destabilizzando i versanti montuosi dell’Himalaya e aumentando il rischio di valanghe di ghiaccio ed esondazioni improvvise.
Il bilancio delle vittime e le ricerche dei dispersi
Le autorità della Protezione civile nepalese (NDRRMA) riferiscono di 165 decessi confermati sul territorio nazionale e di 826 persone attualmente introvabili, cifra che include sia le forze di sicurezza locali sia 529 turisti. Tra le persone di cui si sono perse le tracce figurano anche quattro cittadini spagnoli, come confermato dal ministro degli Esteri di Madrid, José Manuel Albares, che ha attivato la rete diplomatica a Nuova Delhi e Pechino per le operazioni di ricerca.
Sul versante tibetano, l’emittente statale cinese CCTV ha segnalato tre vittime accertate e 558 individui irreperibili nella contea di Gyirong, dei quali 260 stranieri. Non è ancora stato chiarito se i conteggi forniti dalle due nazioni presentino sovrapposizioni logistiche per quanto riguarda i viaggiatori internazionali.
Mobilitazione dell’esercito e operazioni nel porto di Gyirong
Per far fronte all’emergenza, il portavoce dell’esercito nepalese, il generale di brigata Rajaram Basnet, ha annunciato il dispiegamento di 2.000 militari impegnati in missioni di soccorso aeree e terrestri nei distretti di Rasuwa e Nuwakot. Le truppe hanno tratto in salvo 97 persone, tra cui sette operai bloccati all’interno di una galleria del progetto idroelettrico Trishuli A presso Haku e 21 turisti indiani rintracciati nella zona di Timure.
In territorio tibetano, le operazioni dei soccorritori cinesi procedono con estrema difficoltà a causa di una striscia di fango alta un metro e mezzo che blocca gli accessi stradali a circa due chilometri e mezzo dal valico di Gyirong. Oltre cento tecnici specializzati provenienti da Pechino e dal Sichuan, supportati da droni di ricognizione, stanno cercando di sgomberare i detriti con l’ausilio di mezzi pesanti.
Il rischio di un secondo evento alluvionale a monte
La principale criticità tattica affrontata dalle squadre d’intervento riguarda la formazione di laghi di sbarramento creati dai detriti rocciosi e dal fango che hanno ostruito l’alveo del fiume Trishuli. A Galchchi il livello idrico è aumentato di nove metri in soli trenta minuti, mentre a Malekhu l’innalzamento è stato di sette metri nel medesimo intervallo temporale.
L’eventuale cedimento improvviso di queste dighe naturali rischia di generare un pericolo secondario per tutte le comunità insediate a valle. Sul fronte della cooperazione internazionale, il Dipartimento di Stato americano ha annunciato lo stanziamento di 500.000 dollari in aiuti di emergenza, canalizzati tramite l’organizzazione Catholic Relief Services per la fornitura di riparo, acqua potabile e beni di prima necessità alle popolazioni colpite. Anche la guida spirituale buddhista Dalai Lama ha rilasciato una nota ufficiale per esprimere il proprio cordoglio ai familiari delle vittime.