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La strana coppia: Meloni vede Sanchez per chiedere maggiori finanziamenti Ue per competitività, sicurezza ed energia

La premier a colloquio con il leader spagnolo di sinistra, protagonista nell'ultimo anno di molti distinguo soprattutto rispetto alle politiche di Trump

La strana coppia: Meloni vede Sanchez per chiedere maggiori finanziamenti Ue per competitività, sicurezza ed energia

Tra giovedì 18 e venerdì 19 giugno 2026, a Bruxelles, è in programma il Consiglio europeo che vede seduti attorno a un tavolo i 27 leader dei Paesi dell’Unione europea. Presente al vertice anche la nostra Premier Giorgia Meloni che, al termine della riunione informale degli Stati “Amici della Coesione”, ha avuto un colloquio bilaterale col Primo Ministro di un altro Paese, di vedute decisamente opposte rispetto alla nostra Presidente del Consiglio: stiamo parlando di Pedro Sanchez, Premier di sinistra della Spagna.

La strana coppia: Meloni vede Sanchez

Ma nonostante le posizioni politiche agli antipodi, l’incontro, nella sede della delegazione italiana all’Europa Building, ha rappresentato un’occasione importante per i due leader per delineare una convergenza tra Roma e Madrid.

Meloni e Sanchez – si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi – “hanno concordato sulla opportunità di una linea comune Italia-Spagna sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea (periodo 2028-2034), con l’obiettivo di introdurre finanziamenti per nuove priorità strategiche – competitività, innovazione, sicurezza, autonomia strategica ed energia – senza ridurre la politica di coesione, considerata essenziale per il Mercato unico, gli investimenti e la riduzione dei divari territoriali”.

A sancire l’allineamento Italia-Spagna è stato lo stesso Premier Sanchez, che ha pubblicato un post sui suoi canali social:

“Oggi ho incontrato Giorgia Meloni a Bruxelles. Spagna e Italia collaborano per un’Europa forte e ambiziosa, con un proprio peso sulla scena globale, di fronte alle grandi sfide del nostro tempo”.

Sulla politica migratoria posizioni divergenti

Tuttavia, se c’è intesa sulle parti riguardo il bilancio pluriennale dell’Ue, meno si può dire per quanto riguarda il tema dell’immigrazione. Come riferito da “Start Magazine“, infatti, durante il tavolo del Consiglio europeo, l’argomento è stato tirato fuori dalla Premier danese Mette Frederiksen, che ha applaudito al voto del Parlamento europeo sul regolamento rimpatri.

A quel punto, Sanchez si è detto in disaccordo, sostenendo che il nuovo regolamento sui rimpatri non produrrà risultati. Meloni ha quindi preso parola criticando la decisione del governo spagnolo di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari. Una misura che, a detta della nostra Premier, avrebbe avuto un impatto sui Paesi vicini della Spagna. A tagliare corto la discussione ci ha pensato il presidente del Consiglio europeo António Costa, che ha annunciato un dibattito più approfondito sul tema in un prossimo vertice.

L’opposizione a Trump

Nei mesi scorsi, soprattutto nei giorni che hanno seguito l’inizio della guerra in Medio Oriente tra USA e Iran, il nome di Sanchez era finito al centro della stampa internazionale per la sua netta opposizione al conflitto e al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

A incrinare i rapporti tra Madrid e Washington sarebbe stata una dichiarazione della Casa Bianca secondo cui la Spagna avrebbe accettato di collaborare con l’esercito americano nella guerra contro l’Iran. La replica spagnola è arrivata nel giro di poche ore: il Governo di Sanchez ha smentito in modo qualsiasi cambio di posizione. Nessun via libera all’uso delle basi militari sul territorio spagnolo da parte degli Stati Uniti, nessuna cooperazione operativa.

Dal Palazzo della Moncloa, Sanchez ha difeso la scelta con toni duri, evocando quanto accaduto nel 2003 con la guerra in Iraq. Un conflitto che, secondo il premier socialista, ha prodotto più insicurezza, terrorismo e instabilità economica invece delle promesse di ordine e democrazia. Senza mai citare Trump, il Premier spagnolo ha lasciato intendere che anche l’operazione contro Teheran avrebbe rischiato di aggravare il quadro internazionale e di favorire interessi ristretti. La Spagna, ha chiarito, rifiuta la logica dell’escalation: condanna il regime iraniano ma chiede una soluzione diplomatica, nel rispetto del diritto internazionale.