FRONTE EST

La Cia smentisce la Russia sull’attacco alla residenza di Putin, e Trump parla di “fanfaronate”

Il presidente Usa condivide sui social un editoriale del New York Post che attacca Mosca. Il Cremlino: "Forniremo prove agli Usa"

La Cia smentisce la Russia sull’attacco alla residenza di Putin, e Trump parla di “fanfaronate”

La Cia ha smentito la versione fornita dal Cremlino su un presunto attacco ucraino alla residenza del presidente russo Vladimir Putin nella regione di Novgorod.

Secondo l’intelligence statunitense, l’Ucraina non stava prendendo di mira la casa del capo del Cremlino, contrariamente a quanto riferito da Mosca e dallo stesso Putin al presidente americano Donald Trump.

Mosca: “Obiettivo struttura protetta”

La vicenda riguarda la notte tra domenica 28 e lunedì 29 dicembre 2025, quando il ministero degli Esteri russo e quello della Difesa hanno diffuso su Telegram video, mappe e dichiarazioni su un presunto massiccio attacco di droni ucraini diretto alla residenza presidenziale di Valdai.

In uno dei filmati, girato in un bosco innevato, un militare russo mostra i rottami di quello che viene definito un drone ucraino “Chaklun-V”, sostenendo che trasportasse sei chili di esplosivo e componenti “per arrecare danno”. Nel video vengono inquadrati il chip di comando e una scheda Sim per il pilotaggio a distanza. Secondo il militare, il velivolo sarebbe stato colpito alla coda, circostanza che avrebbe lasciato intatta la testata.

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Un drone

In un altro video, pubblicato dal ministero della Difesa, un comandante della difesa aerea descrive le operazioni che avrebbero permesso di respingere l’attacco, il cui obiettivo sarebbe stato “una struttura protetta nel distretto di Valdai, nella regione di Novgorod”.

Mosca ha inoltre diffuso una mappa che mostra le rotte e i luoghi di abbattimento di 91 droni che, secondo le autorità russe, sarebbero stati diretti verso la residenza di Putin attraversando le regioni di Bryansk, Smolensk, Tver e Novgorod. La mappa indica che 49 droni sarebbero stati abbattuti nella regione di Bryansk e uno in quella di Smolensk, con oltre la metà intercettata nella fase iniziale della rotta.

Kallas: “Manipolazone”. Trump prende le distanze

Le versioni russe, tuttavia, sono state contestate da più parti. L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito su X l’accusa di Mosca una “deliberata distrazione” e una “manipolazione”, sostenendo che la Russia miri a ostacolare i progressi verso la pace. Anche il servizio di intelligence estero ucraino (Szru) ha parlato di un’operazione di disinformazione per interrompere i negoziati.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dalla Cnn, il 31 dicembre il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha informato Donald Trump che l’obiettivo dei droni non era la residenza di Putin, ma alcune installazioni militari nella regione di Novgorod. Una valutazione che smentisce direttamente quanto Putin aveva riferito al presidente americano durante una telefonata. In un primo momento Trump si era detto turbato, dichiarando: Non mi piace, non va bene, sono molto arrabbiato.

Ma, spiegano fonti della Cnn, già durante il colloquio con Ratcliffe il presidente Usa sarebbe apparso scettico.

Il 31 dicembre Trump ha poi condiviso su Truth un editoriale del New York Post dal titolo che parla di “fanfaronate” sull’attacco, un gesto interpretato come una presa di distanza dalla versione russa. Secondo funzionari europei citati nelle ricostruzioni, l’accusa mossa da Mosca sarebbe arrivata in un momento delicato, nel mezzo di intensi colloqui guidati da Trump e dai suoi inviati per cercare di porre fine alla guerra in Ucraina, e il giorno dopo un incontro a Mar-a-Lago in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si era detto ottimista sui progressi verso la pace.

Mosca: “Forniremo prove agli Stati Uniti”

Mosca continua a sostenere la propria versione. Il ministero della Difesa russo, inizialmente, aveva parlato di 89 droni intercettati in tutto il Paese, di cui 18 nella regione di Novgorod. In una seconda dichiarazione ha poi corretto il numero a 91, affermando che tutti erano diretti alla residenza di Putin, con 41 abbattuti su Novgorod. Il capo dell’intelligence militare russa, l’ammiraglio Igor Kostyukov, ha dichiarato che l’analisi dei dati di navigazione dei droni avrebbe “confermato in modo affidabile” che il complesso presidenziale era l’obiettivo dell’attacco, annunciando che le prove saranno trasmesse agli Stati Uniti “attraverso canali consolidati”.

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Donald Trump e Vladimir Putin

I dubbi, però, restano. Nelle immagini diffuse dal Cremlino si vede soltanto la carcassa di un drone danneggiato, senza indicazioni verificabili su luogo e data. Intanto, secondo la Cnn, la Cia mantiene la propria valutazione: l’Ucraina non ha preso di mira una residenza utilizzata da Vladimir Putin. Una conclusione che ha contribuito a raffreddare la reazione iniziale di Trump e che si inserisce in un clima di accuse incrociate, attacchi con droni su entrambi i fronti e negoziati di pace ancora fragili.