nuovo scambio

Israele-Hamas, riprendono gli scambi: 4 corpi in cambio di 602 palestinesi. Vicepresidente Knesset: "A Gaza subumani, uccidere tutti gli uomini"

Trump annulla le restrizioni sulle vendite di armi a Israele confermando il suo appoggio indiscriminato. Sei neonati morti di freddo nella Striscia

Israele-Hamas, riprendono gli scambi: 4 corpi in cambio di 602 palestinesi. Vicepresidente Knesset: "A Gaza subumani, uccidere tutti gli uomini"
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Dopo il recente stop imposto da Israele, potrebbero riprendere giovedì 27 febbraio 2025 gli scambi di ostaggi con Hamas.

Si starebbe concretizzando un accordo in base al quale Hamas trasferirà i corpi di quattro ostaggi morti, mentre Israele rilascerà 301 dei 602 detenuti che avrebbe dovuto scarcerare sabato scorso, prima che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu stoppasse gli scambi affermato che Israele non avrebbe rilasciato i prigionieri finché Hamas non avesse fornito garanzie che avrebbe posto fine alle cerimonie "umilianti".

Il gruppo terroristico si è detto pronto a trattare. Intanto fanno discutere le dichiarazioni del vice presidente della Knesset, Nissim Vaturi, contro i civili palestinesi a Gaza:

"Sono feccia, subumani, nessuno al mondo li vuole. I bambini e le donne vanno separati, e gli adulti eliminati."

La protezione civile di Gaza ha dichiarato che sei neonati sono morti la scorsa settimana, nella Striscia, a causa dell'ondata di freddo che ha colpito il territorio palestinese devastato dalla guerra.

Gli sfollati in cammino verso il Nord di Gaza

Israele e Hamas verso un nuovo accordo per il rilascio di ostaggi e prigionieri

Secondo quanto riportato dall'emittente israeliana Channel 12, starebbe prendendo forma un'intesa tra Israele e Hamas che prevede il trasferimento in Egitto dei corpi di due ostaggi israeliani deceduti. In cambio, Israele procederà alla scarcerazione di 301 detenuti palestinesi, circa la metà dei 602 prigionieri la cui liberazione era prevista per sabato scorso.

Se questa operazione si concluderà con successo, la stessa modalità potrebbe essere adottata per altri due ostaggi uccisi, portando al rilascio della restante metà dei detenuti in una seconda fase. Il passaggio dei corpi attraverso l'Egitto fa ritenere che non si ripeteranno cerimonie funebri pubbliche come quella della scorsa settimana.

Israele ha fissato la scadenza per la consegna dei corpi entro il 27 febbraio 2025, giorno originariamente stabilito per il loro rilascio, ma sta cercando di anticiparne la restituzione. La prima fase dell'accordo, che include l'attuale cessate il fuoco, dovrebbe concludersi sabato.

La consegna dei corpi dei fratellini Bibas

Netanyahu: no al rilascio senza garanzie di Hamas

Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha dichiarato che il rilascio dei prigionieri palestinesi avverrà solo a condizione che Hamas garantisca la cessazione delle cerimonie di celebrazione per la liberazione degli ostaggi israeliani, considerate "umilianti" da parte di Israele.

Ostaggio israeliano costretto a baciare un terrorista

Dal canto suo, Hamas, attraverso il portavoce Hazem Qassem, ha manifestato la disponibilità ad accettare le richieste avanzate dai mediatori internazionali, dichiarandosi favorevole a una soluzione che possa favorire la liberazione dei prigionieri palestinesi e porre fine alla crisi in corso.

Israele: "A Gaza solo subumani, ucciderli"

Nel frattempo, in Israele stanno facendo discutere le parole di Nissim Vaturi, vicepresidente della Knesset e deputato del Likud, il partito del premier Netanyahu. In un'intervista alla radio ultraortodossa Kol BaRama, Vaturi ha definito i civili palestinesi di Gaza "feccia, subumani che nessuno al mondo vuole", aggiungendo che donne e bambini dovrebbero essere separati dagli uomini, destinati invece all'eliminazione.

Nissim Vaturi

Il deputato ha inoltre affermato che la città di Jenin, in Cisgiordania, potrebbe diventare la prossima Gaza e ha suggerito che i prigionieri palestinesi rilasciati dovrebbero essere trasferiti lì, lasciando intendere che verrebbero poi eliminati. Le sue parole hanno suscitato un acceso dibattito, con dure reazioni da parte della comunità internazionale.

Emergenza umanitaria a Gaza

Intanto, nella Striscia di Gaza la situazione umanitaria continua a peggiorare. La protezione civile locale ha denunciato la morte di sei neonati nell'ultima settimana a causa del freddo intenso e della mancanza di riscaldamento. Secondo il portavoce Mahmoud Bassal, cinque di loro sono deceduti nel nord della Striscia, mentre il sesto è morto a Khan Younis, nel sud del territorio palestinese.

Macerie a Gaza

Nonostante il cessate il fuoco in vigore dal 19 gennaio abbia permesso un maggiore afflusso di aiuti umanitari, centinaia di migliaia di palestinesi continuano a vivere in condizioni drammatiche, rifugiandosi in tende o tra le macerie delle proprie case. Con temperature scese fino a zero gradi, la popolazione affronta l'inverno senza risorse adeguate.

Trump annulla le restrizioni sulle vendite di armi a Israele

Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti hanno preso una decisione che potrebbe avere ripercussioni significative sul conflitto. Secondo il Washington Post, il presidente Donald Trump ha annullato una delle poche misure introdotte dal suo predecessore, Joe Biden, per limitare le vendite di armi a Israele.

Il presidente Trump con Benjamin Netanyahu

Il memorandum sulla sicurezza nazionale di Biden prevedeva che le esportazioni militari statunitensi non potessero supportare violazioni dei diritti umani all'estero. La sua revoca rappresenta un chiaro segnale di sostegno incondizionato allo Stato ebraico, nonostante le preoccupazioni sulla crisi umanitaria a Gaza.

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