GOLFO PERSICO

Iran, Trump: “Abbiamo scherzato, siamo di nuovo in guerra”

L'accordo di pace con Teheran era solo un test per il presidente Usa: ancora bombe e Hormuz chiuso (ma dietrofront sul pedaggio)

Iran, Trump: “Abbiamo scherzato, siamo di nuovo in guerra”

La tregua tra Stati Uniti e Iran è ufficialmente terminata. Donald Trump ha annunciato la ripresa delle operazioni militari contro Teheran, dichiarando conclusa l’intesa raggiunta nelle scorse settimane e dando il via a una nuova fase del conflitto che spaventa e preoccupa il mondo intero.

Al centro dello scontro resta il controllo dello Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il commercio mondiale di petrolio, mentre sul terreno si susseguono raid, attacchi missilistici e crescono i timori per un’ulteriore escalation.

Trump dichiara finita la tregua con l’Iran

L’annuncio della ripresa della guerra è arrivato direttamente dal presidente americano, che ha comunicato al Congresso la fine del cessate il fuoco con Teheran. Trump ha sostenuto che l’accordo di pace rappresentava soltanto una possibilità concessa alla Repubblica Islamica, accusandola di aver violato gli impegni.

“Siamo di nuovo in guerra. L’accordo era un test. Non sapevamo come sarebbe andata. Quando si ha a che fare con dei farabutti, i memorandum d’intesa valgono ben poco. Era una sorta di prova e loro non l’hanno superata”, ha affermato il presidente Usa durante un’intervista radiofonica con Hugh Hewitt, annunciando una terza ondata di bombardamenti e promettendo un’offensiva destinata a colpire le capacità militari iraniane legate allo Stretto di Hormuz.

Secondo il Mossad, l'Iran ha un piano per uccidere Trump
Trump

Tra gli obiettivi indicati dalla Casa Bianca figura anche Pickaxe Mountain, il complesso sotterraneo vicino a Natanz ritenuto uno dei siti nucleari più protetti dell’Iran. Trump ha invitato Teheran a prepararsi.

Nuovi raid Usa e la risposta militare di Teheran

Le operazioni militari statunitensi sono riprese nella notte con una nuova serie di bombardamenti. L’Iran ha reagito lanciando missili da crociera contro una nave americana e contro installazioni militari statunitensi in Kuwait, Giordania e Bahrein.

Nel frattempo, la tensione nello Stretto di Hormuz è ulteriormente salita dopo l’attacco contro due petroliere degli Emirati Arabi Uniti, che ha provocato una vittima e otto feriti tra gli equipaggi.

L’episodio rafforza i timori per la sicurezza della navigazione in una delle rotte energetiche più importanti del pianeta.

Hormuz aperto o chiuso?

Il controllo dello Stretto di Hormuz continua a rappresentare il principale terreno di confronto tra Washington e Teheran. Trump ha sostenuto che il traffico marittimo prosegue regolarmente e che il blocco riguarderebbe esclusivamente l’Iran, assicurando che il flusso di petrolio non si è interrotto.

“Grazie alla straordinaria potenza delle Forze Armate degli Stati Uniti, il petrolio scorre come mai prima d’ora. Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale ad eccezione di quello iraniano”, dichiara il tycoon in un post su Truth.

Da Teheran è arrivata però una versione completamente diversa: il governo iraniano conferma la chiusura dello Stretto e avverte che il blocco resterà in vigore fino alla cessazione della nuova aggressione americana. Le autorità iraniane hanno inoltre minacciato conseguenze per le navi che tenteranno di attraversare l’area.

Dietrofront di Trump sul pedaggio

A sorpresa, ma neanche così tanto considerando i suoi bruschi cambi di idea, il presidente americano ha modificato la propria posizione sull’ipotesi di introdurre un pedaggio del 20% per il transito nello Stretto di Hormuz.

Dopo aver avanzato la proposta appena 24 ore prima, Trump ha dichiarato che “nessuno dovrebbe poter imporre un compenso per lo Stretto di Hormuz o per qualsiasi altro stretto”, spiegando che la richiesta di fare marcia indietro sarebbe arrivata dagli Emirati e dagli altri Paesi del Golfo.

Secondo il presidente Usa, il passo indietro sarà compensato da nuovi investimenti miliardari negli Stati Uniti e da futuri accordi commerciali con le monarchie dell’area.

Teheran denuncia vittime civili

Secondo un portavoce del governo iraniano, oltre trenta civili sono morti nei recenti attacchi americani al sud del Paese Nuovi raid hanno interessato anche Bushehr, città che ospita l’unica centrale nucleare iraniana. Le autorità locali hanno confermato gli attacchi, precisando tuttavia che non si registrano vittime nell’ultimo bombardamento.

Gli attacchi USA a Bushehr:

Secondo indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, la Casa Bianca starebbe valutando anche un ampliamento delle operazioni militari contro l’Iran.

Trump e l’allargamento dell’offensiva

Nel corso di una riunione con i principali vertici dell’amministrazione, Trump avrebbe discusso la possibilità di un’offensiva molto più ampia rispetto agli attuali attacchi concentrati nell’area dello Stretto di Hormuz.

All’incontro avrebbero preso parte, tra gli altri, il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il direttore della Cia John Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff.

L’obiettivo, secondo le indiscrezioni, sarebbe quello di infliggere danni tali da costringere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz (che stando al suo post su Truth dovrebbe essere già aperto) e ad accettare le richieste americane sul programma nucleare.