Nuova escalation diplomatica tra Iran e Unione europea. Teheran ha annunciato la designazione delle forze navali e aeree degli Stati membri europei come “organizzazioni terroristiche”, una decisione definita dalle autorità iraniane una risposta diretta alla recente scelta europea di inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista nera del terrorismo.
La misura rappresenta uno dei passaggi più duri degli ultimi anni nei rapporti tra la Repubblica islamica e Bruxelles, mentre sullo sfondo restano le tensioni regionali e i negoziati sul nucleare.
La risposta di Teheran alla decisione europea
Secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano, la decisione arriva dopo quella adottata dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie islamiche tra le organizzazioni terroristiche in seguito all’accordo raggiunto dal Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea il 29 gennaio 2026.
Teheran ha definito la scelta europea “illegale e ingiustificata”, sostenendo che violerebbe i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
La posizione iraniana si basa su una legge approvata nel 2019, dopo che gli Stati Uniti avevano designato i Pasdaran come organizzazione terroristica. La normativa stabilisce che tutti i Paesi che sostengono o applicano quella decisione possano essere soggetti a misure reciproche.
Già il primo febbraio il Parlamento iraniano aveva compiuto un primo passo simbolico, classificando gli “eserciti europei” come entità terroristiche.
Tensioni internazionali e dialogo sul nucleare
L’annuncio arriva mentre resta alta la tensione anche nei rapporti con Washington. Secondo fonti diplomatiche, gli Stati Uniti starebbero valutando diverse opzioni strategiche nella regione.
Parallelamente, proseguono i tentativi di mantenere aperto il dialogo diplomatico. Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, ha avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana IRNA, i due hanno discusso degli sviluppi nei colloqui tra Teheran e Washington, sottolineando l’importanza di un’interazione costruttiva e del dialogo come strumento per raggiungere un’intesa sostenibile.
Riprendono le proteste nelle università iraniane
Nel frattempo cresce anche la tensione interna. Nuove manifestazioni contro il governo sono state segnalate in diversi atenei, tra cui università della capitale e della città di Mashhad.
Secondo quanto riferito dall’emittente Iran International, cortei e sit-in studenteschi sarebbero stati dispersi dalle forze di sicurezza con numerosi arresti, il cui numero non è ancora stato confermato ufficialmente.
Relatives of Hamidreza Hosseinipour placed flowers at the location in Shiraz, southern Iran, where he was shot dead during protests. pic.twitter.com/2ZWME00hJe
— Iran International English (@IranIntl_En) February 18, 2026
Alle proteste si sono uniti anche familiari delle vittime delle recenti manifestazioni antigovernative. Molti hanno commemorato il quarantesimo giorno dalla morte dei propri cari, una ricorrenza particolarmente significativa nella tradizione iraniana, celebrata con visite alle tombe, preghiere e momenti collettivi di ricordo.
In diverse città gruppi di cittadini hanno deposto fiori nei luoghi dove i manifestanti sarebbero stati uccisi, sfidando le restrizioni delle autorità.
Scenario sempre più fragile
La decisione di classificare le forze europee come organizzazioni terroristiche segna dunque un ulteriore deterioramento delle relazioni tra Iran e Unione europea, mentre diplomazia, sicurezza regionale e proteste interne continuano a intrecciarsi in uno scenario sempre più complesso.
Nei prossimi giorni l’attenzione della comunità internazionale resterà concentrata sull’evoluzione dei negoziati nucleari e sulle possibili conseguenze politiche e militari della crisi diplomatica in corso.