Escalation

Iran: 12esima notte consecutiva di bombardamenti, la guerra si intensifica (e si spara anche nel Mar Rosso)

Washington rafforza la campagna militare con i bombardieri B-1 mentre Teheran avverte: stop al petrolio se colpite infrastrutture iraniane

Iran: 12esima notte consecutiva di bombardamenti, la guerra si intensifica (e si spara anche nel Mar Rosso)

La guerra tra Stati Uniti e Iran si allarga anche al Mar Rosso, dove tornano a muoversi gli Houthi con nuove azioni contro il traffico marittimo internazionale. Il gruppo yemenita, vicino a Teheran, avrebbe ripreso a colpire alcune navi nella regione, alimentando i timori di un nuovo fronte di tensione dopo l’escalation nel Golfo Persico.

Guerra, si intensificano i raid americani contro l’Iran

La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase di escalation.

Le forze armate americane hanno condotto per la dodicesima notte consecutiva una serie di attacchi contro obiettivi iraniani, colpendo strutture militari, infrastrutture marittime, depositi di missili e droni, sistemi di sorveglianza costiera e batterie di difesa aerea.

A confermare le operazioni è stato il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) secondo cui gli attacchi hanno l’obiettivo di ridurre la capacità di Teheran di minacciare la navigazione commerciale e le imbarcazioni civili nell’area dello Stretto di Hormuz.

Nel comunicato diffuso dagli americani si legge che sono stati presi di mira “centri di operazioni militari iraniani, capacità marittime, hangar per aerei, depositi di droni e infrastrutture logistiche militari”.

Gli ultimi attacchi:

Il CENTCOM ha inoltre dichiarato di aver deviato nove navi mercantili e di averne resa inutilizzabile una per impedire l’ingresso o l’uscita dai porti iraniani.

Teheran minaccia il blocco del petrolio 

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Il quartier generale centrale di Khatam al-Anbia ha avvertito che, in caso di attacchi americani alle infrastrutture iraniane, le forze armate della Repubblica islamica impediranno l’esportazione di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.

“Non sarà consentita l’esportazione nemmeno di una goccia di petrolio”, è il messaggio riportato dai media iraniani.

Teheran ha inoltre minacciato possibili attacchi contro infrastrutture energetiche, del gas, elettriche ed economiche dei Paesi della regione alleati degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti schierano i bombardieri B-1

L’elemento che segna una nuova accelerazione nella campagna americana è l’impiego dei bombardieri strategici B-1, utilizzati per la prima volta dall’inizio della nuova fase di combattimenti.

Secondo funzionari statunitensi citati dai media americani, un B-1 ha partecipato a una missione contro obiettivi legati al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniana. Il velivolo sarebbe partito da una base aerea nel Regno Unito e sarebbe stato individuato dai sistemi di tracciamento dei voli.

Il bombardiere B-1 è in grado di trasportare un carico bellico molto elevato, con la possibilità di impiegare numerose bombe di grande potenza o missili da crociera. La sua presenza viene interpretata come un chiaro segnale dell’ampliamento delle operazioni militari statunitensi nella regione.

Droni iraniani contro tre basi Usa in Kuwait

Parallelamente agli attacchi americani, l’Iran ha rivendicato nuove operazioni contro installazioni militari statunitensi nella regione.

Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, tre basi americane in Kuwait sarebbero state colpite da droni dell’esercito di Teheran. Gli obiettivi indicati sarebbero stati depositi di munizioni e materiali logistici nella base di Al-Doha, serbatoi di carburante nella base di Ali Al-Salem e strutture di stoccaggio nel campo di Arifjan.

L’esercito iraniano ha definito l’operazione una risposta alle aggressioni americane contro il Paese.

La crisi si allarga: rischio tensioni nel Mar Rosso

Il gruppo armato yemenita degli Houthi, infatti, ha attaccato due petroliere saudite nel mar Rosso (Encelia e Layla) con missili e droni. La situazione potrebbe coinvolgere anche altri fronti. Secondo fonti della difesa americana, gli attacchi degli Houthi potrebbero essere collegati all’Iran.

Gli attacchi alle petroliere

Dopo mesi di relativa inattività, il gruppo yemenita avrebbe aperto una nuova fase di pressione sulle rotte commerciali internazionali, con l’obiettivo di aggiungere un ulteriore punto di crisi oltre al Golfo Persico.

Alcune navi mercantili hanno già modificato le proprie rotte per evitare il passaggio nello Stretto di Bab el-Mandeb, che congiunge il Mar Rosso con l’Oceano Indiano, considerato a rischio per possibili attacchi.

Trump valuta nuove operazioni 

Il presidente americano Donald Trump continua a valutare un possibile ampliamento delle operazioni militari contro l’Iran. Secondo fonti statunitensi e israeliane, nuove azioni su larga scala potrebbero arrivare nei prossimi giorni.

Iran, Trump: "Abbiamo scherzato, siamo di nuovo in guerra"
Donald Trump

Mercoledì il presidente ha minacciato di colpire ponti e centrali elettriche iraniane, compresi obiettivi nella capitale Teheran, nel caso in cui l’Iran dovesse attaccare altre navi nello Stretto di Hormuz.

Proseguono gli sforzi diplomatici

Parallelamente proseguono i tentativi diplomatici. I mediatori del Qatar stanno mantenendo contatti con rappresentanti americani, iraniani e omaniti per cercare un’intesa che permetta la riapertura dello Stretto e una sospensione delle ostilità.

Tuttavia, secondo fonti regionali, la leadership iraniana non avrebbe ancora accettato l’ultima proposta sul tavolo. Trump ha dichiarato che Teheran “vuole un accordo”, ma non sarebbe ancora pronta a raggiungerlo.