Mentre Trump annuncia la vittoria della guerra avviata, insieme a Israele, contro Iran, continuano i raid e agli attacchi navali e sullo sfondo cresce la preoccupazione internazionale.
Attacchi israeliani a Beirut e Teheran, otto morti
Un attacco con drone attribuito a Israele ha colpito un’auto sul lungomare di Ramlet al-Baida, a Beirut, provocando la morte di otto persone. Secondo quanto riferito da media arabi, il veicolo apparterrebbe a un membro di Hezbollah.
L’esplosione, però, ha avuto conseguenze tragiche anche per chi si trovava nelle vicinanze. Alcuni rifugiati che dormivano nelle tende montate lungo la banchina sono stati investiti dall’onda d’urto e hanno perso la vita. L’episodio conferma come il Libano sia sempre più coinvolto nel conflitto regionale.
Nel frattempo l’aviazione israeliana ha lanciato una nuova serie di attacchi su vasta scala contro Teheran. L’esercito israeliano ha spiegato che l’operazione prende di mira strutture legate al regime iraniano.
Iran colpisce petroliere nel Golfo, un morto
Quasi in contemporanea l’Iran ha risposto con nuovi lanci di missili verso Israele. Le sirene d’allarme sono risuonate nell’area di Gerusalemme e in alcune zone della Cisgiordania. Le difese aeree israeliane hanno intercettato i vettori e i detriti sono caduti nei pressi della città. Al momento non risultano feriti.
Ma anche il fronte marittimo resta delicato. Due petroliere che trasportavano carburante iracheno sono state colpite da imbarcazioni iraniane cariche di esplosivo al largo delle coste dell’Iraq.
Una petroliera distrutta dall’Iran:
BREAKING: Just hours after Trump told Oil Tankers to enter the Strait of Hormuz, regardless of Iran’s threats, an oil tanker is reportedly targeted and decimated by Iran in the Persian Gulf, just past the Strait of Hormuz.
Le navi sono state avvolte dalle fiamme e almeno un membro dell’equipaggio è morto. Le squadre di soccorso hanno evacuato 25 persone mentre continuano le ricerche dei dispersi e l’incendio a bordo non è ancora completamente sotto controllo.
Raid iraniani anche in Bahrein e Oman
Gli attacchi di Teheran non si sono limitati alle petroliere. Nelle ultime ore sono stati segnalati incendi in diversi paesi del Golfo. In Bahrein un raid contro serbatoi di petrolio e carburante nei pressi dell’aeroporto internazionale ha provocato un enorme incendio, con colonne di fumo così dense che le autorità hanno invitato la popolazione a tenere le finestre chiuse.
Situazione tesa anche in Oman, dove i vigili del fuoco stanno ancora cercando di domare le fiamme scoppiate nei serbatoi di carburante del porto di Salalah dopo un attacco avvenuto il giorno precedente. Per precauzione il governo ha ordinato l’evacuazione delle navi dal terminal petrolifero.
Trump nel frattempo: “Abbiamo vinto”
Nonostante il conflitto continui, Donald Trump – che già ieri aveva avvisato che la guerra sarebbe finita presto perché non c’è più niente da colpire – insiste nel descrivere la situazione come una vittoria americana. Durante un comizio in Kentucky il presidente statunitense ha parlato dell’operazione militare contro l’Iran con toni trionfalistici.
“Abbiamo vinto, abbiamo vinto. Non bisognerebbe dirlo troppo presto, ma era tutto finito dopo un’ora. Non è rimasto niente, abbiamo distrutto tutto”, ha detto davanti ai sostenitori, citando l’operazione Epic Fury che per lui ha un nome bellissimo.
Trump sostiene che in undici giorni siano state demolite gran parte delle capacità militari iraniane, ma avverte che il conflitto non è ancora chiuso.
“Dobbiamo finire il lavoro. Abbiamo praticamente distrutto l’Iran, ma abbiamo lasciato qualche obiettivo. Potremmo eliminarlo in un’ora”, ha dichiarato.
Donald Trump
Teheran replica: “Ora possiamo colpire ovunque”
La versione americana contrasta con quanto accade sul terreno. L’Iran continua a colpire nel Golfo e a lanciare missili contro Israele, mentre minaccia nuove azioni contro porti e infrastrutture energetiche della regione.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha respinto le dichiarazioni di Washington: “Gli Stati Uniti dicono di aver distrutto le nostre capacità missilistiche. Le prime ondate servivano a neutralizzare radar e difese. Ora possiamo colpire qualsiasi luogo con meno missili”.
Secondo indiscrezioni diplomatiche, Teheran sarebbe disposta a discutere un cessate il fuoco solo in cambio di una garanzia formale che Stati Uniti e Israele non attaccheranno più la Repubblica islamica. Una proposta che, per ora, appare destinata a rimanere senza risposta.
Hezbollah e i 150 razzi contro Israele
Nella notte anche Hezbollah ha intensificato le operazioni contro Israele. Il movimento sciita libanese ha lanciato razzi e droni per oltre cinque ore contro il nord del Paese.
Una prima salva di circa cento razzi è partita in serata, mentre contemporaneamente un missile iraniano ha colpito la regione centrale israeliana in quello che le Guardie della Rivoluzione hanno definito un attacco coordinato.
Secondo le Forze di difesa israeliane, nel complesso sono stati sparati almeno 150 razzi. Molti sono stati intercettati dalle difese aeree, ma alcuni hanno raggiunto il suolo provocando incendi e ferendo leggermente due persone.