Esteri
Preoccupati anche per febbre emorragica

Intanto in Cina torna il lockdown rigido...

Non soltanto i tredici milioni di abitanti della città cinese di Xi'ian sono blindati in casa, ma anche i cittadini di Dongxing, al confine con il Vietnam.

Intanto in Cina torna il lockdown rigido...
Esteri 23 Dicembre 2021 ore 12:17

Anche la Cina torna a fare i conti con l'incubo del lockdown. A Xi' an, una città di 13 milioni di abitanti, capoluogo della provincia di Shaanxi, nella Cina centrale, a causa di un focolaio di Covid si è passati alle misure estreme per contenere la pandemia.

In Cina torna il lockdown

I tredici milioni di abitanti della città cinese di Xi'ian sono in lockdown: costretti a stare in casa, con poche eccezioni. Ogni famiglia può designare una persona incaricata di andare a fare la spesa ogni due giorni. Le autorità locali hanno riferito di 63 casi di contagio in un solo giorno, un focolaio che si è sviluppato a partire da "casi importati".

Al momento non ci sono notizie circa la variante responsabile delle infezioni. Per contribuire a controllare il diffondersi del virus sono anche pronti milioni di test. Le scuole sono state chiuse e così i negozi che non riforniscono di beni di prima necessità. Interrotti molti servizi nei trasporti. Chiuse le stazioni degli autobus a lunga percorrenza e le uscite dalla città che sono presidiate da posti di blocco. Oltre l'85% dei voli da e per l'aeroporto principale della città è stato cancellato. Le misure sono molto rigide.

"Doppia minaccia"

Le autorità locali hanno detto che la città è alle prese con una "doppia minaccia": da un lato, i nuovi casi di coronavirus, dall’altro un focolaio di febbre emorragica, una malattia provocata dagli hantavirus, presenti nei roditori in tutto il mondo, che è potenzialmente mortale ma relativamente comune nelle aree rurali del nord della Cina.

Dopo avere riscontrato un singolo caso di contagio, le autorità cinesi hanno imposto un lockdown anche a Dongxing, una città di circa 200mila abitanti nel sud del paese. Anche qui le autorità hanno avviato una campagna di test di massa e disposto la chiusura delle scuole e delle attività non essenziali, sospendendo la circolazione dei trasporti pubblici.

Al momento sono sospese anche le attività doganali al confine col Vietnam, dove da tempo sono state rafforzate le misure di controllo per impedire la circolazione dei contagi. Secondo il giornale vietnamita Hanoi Times, controllato dallo stato, più di 6mila camion che trasportano frutta e verdura sono bloccati al confine con la Cina.