Ancora guerra

Il video di un deposito di munizioni distrutto in Iran postato da Trump

Colpita anche una petroliera a Dubai e sirene a Gerusalemme. Il presidente Usa continua a ripetere: “Accordo o distruggiamo tutto. Ma grandi progressi diplomatici, comunque”. Nel sud del Libano uccisi tre soldati della forza internazionale Unifil

Il video di un deposito di munizioni distrutto in Iran postato da Trump

La crisi in Medio Oriente entra in una fase ancora più critica dopo una serie di attacchi incrociati tra Stati Uniti, Iran e Israele. Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti avrebbero colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan utilizzando bombe bunker da 2.000 libbre.

Il presidente americano Donald Trump ha pubblicato un video sulla piattaforma Truth Social che mostrerebbe una serie di esplosioni illuminate nel cielo notturno. Secondo fonti ufficiali statunitensi, le immagini documenterebbero proprio l’attacco.

Qui il video postato da Trump:

 

Attacco iraniano a Dubai e impatto sui mercati energetici

In risposta, l’Iran avrebbe colpito una petroliera nel porto di Dubai, provocando un incendio senza vittime ma con forti ripercussioni sui mercati globali.

Il prezzo del petrolio ha registrato un immediato rialzo:

  • Il Brent è salito del 2,4%, sfiorando i 115,49 dollari al barile
  • Il WTI ha guadagnato fino al 3,9%, raggiungendo quota 106,86 dollari

L’instabilità nella regione, in particolare nello Stretto di Hormuz, continua a rappresentare un rischio significativo per le forniture energetiche globali.

Strategia USA: priorità militare prima della riapertura dello Stretto

Secondo fonti dell’amministrazione americana, Donald Trump sarebbe disposto a concludere la campagna militare contro l’Iran anche senza una riapertura immediata dello Stretto di Hormuz.

La strategia prevederebbe:

  • indebolire la marina iraniana
  • colpire le capacità missilistiche di Teheran
  • rinviare la riapertura delle rotte marittime

Washington potrebbe inoltre coinvolgere partner europei e Paesi del Golfo per garantire la libertà di navigazione in una fase successiva.

Nel frattempo, il tycoon, continua nel suo duplice atteggiamento: da un lato sostiene che la pace sia vicina, dall’altro minaccia di distruggere tutto in caso di mancato accordo.

Scontri tra Israele, Iran e Libano: cresce il rischio regionale

Nel frattempo, il conflitto si estende anche ad altri fronti. L’esercito israeliano ha confermato la morte di quattro soldati nel sud del Libano, oltre al ferimento di altri tre, uno dei quali in condizioni gravi.

Nelle stesse ore, almeno dieci esplosioni sono state udite sopra Gerusalemme, dopo che Forze di Difesa Israeliane avevano segnalato il lancio di missili dall’Iran e l’attivazione dei sistemi di difesa aerea.

Israele ha inoltre dichiarato di aver completato una nuova ondata di raid su Teheran, colpendo infrastrutture strategiche del regime. Media iraniani riportano blackout elettrici in diverse aree della capitale.

Italia e Francia: preoccupazione per la sicurezza in Libano

Sul piano diplomatico, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto e la ministra francese Catherine Vautrin hanno avuto un colloquio urgente sulla crisi libanese.

I due Governi hanno espresso forte preoccupazione per gli attacchi contro la missione UNIFIL, in cui sono morti tre peacekeeper e altri sono rimasti feriti.

Italia e Francia hanno ribadito:

  • l’importanza strategica della stabilità del Libano
  • la necessità di proteggere il personale internazionale
  • il coordinamento per sostenere la sicurezza nel Mediterraneo

Tensioni globali e mercati sotto pressione

L’escalation tra Stati Uniti, Iran e Israele sta trasformando il Medio Oriente in uno scenario ad altissimo rischio geopolitico. Tra attacchi militari, crisi energetica e instabilità regionale, cresce la preoccupazione della comunità internazionale.

Con lo Stretto di Hormuz ancora al centro delle tensioni e i mercati petroliferi in forte oscillazione, le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la via diplomatica o quella militare.