ULTIMATUM IN SCADENZA

Il presidente dell’Iran Pezeshkian contro i Pasdaran: “Portano il Paese al disastro”

Scontro intestino a Teheran, fra la prima carica politica e le "Guardie della rivoluzione". Intanto l'attacco a obiettivi civili è già iniziato: Israele e Usa centrano un ponte ferroviario vicino alla capitale

Il presidente dell’Iran Pezeshkian contro i Pasdaran: “Portano il Paese al disastro”

Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”.

Non usa mezzi termini Donald Trump, che sul suo social Truth ha pubblicato un nuovo post per ribadire l’imminente e massiccio attacco sull’Iran, previsto per le 20 (ora americana) di martedì sera, 7 aprile 2026 (in Italia saranno le due di notte di mercoledì 8 aprile 2026).

Poche ore, infatti, mancano alla fine dell’ultimatum lanciato dal Presidente degli Stati Uniti, che ha chiesto con toni minacciosi la riapertura dello Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il passaggio delle navi petroliere, scontrandosi però con il netto rifiuto di Teheran.

“Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di rivoluzionariamente meraviglioso – continua Trump su Truth – CHI LO SA? Lo scopriremo stanotte, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsione, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!”.

Trump su Truth

Ma proprio mentre siamo sempre più vicini all’offensiva statunitense, le autorità iraniane hanno deciso di mobilitare direttamente la popolazione, in particolare i giovani, per difendere obiettivi strategici per lo Stato.

Alireza Rahimi, segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti, ha infatti lanciato in diretta tv un appello a formare “catene umane” attorno alle centrali elettriche del Paese per proteggerle da possibili attacchi.

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Pezeshkian contro i Pasdaran: "Portano il Paese al disastro"

Ma mentre il governo centrale dell'Iran chiama a raccolta la cittadinanza, la Repubblica islamica sta continuando a vivere una spaccatura sempre più profonda ai vertici.

Secondo l'Iran International, il Presidente Masoud Pezeshkian, infatti, ha accusato i Pasdaran, cioè gli alti comandanti delle Guardie Rivoluzionarie, di azioni unilaterali che hanno compromesso il cessate il fuoco e spinto l'Iran verso il disastro.

Come riportato da SkyTg24, due fonti vicine alla presidenza fanno sapere di un acceso scambio di battute avvenuto sabato 4 aprile 2026 tra Pezeshkian e Hossein Taeb, figura influente vicina alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

Il presidente iraniano si è scagliato contro Ahmad Vahidi, comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, e Ali Abdollahi, comandante del Quartier Generale Centrale di Khatam al-Anbiya, sostenendo la loro volontà di agire unilateralmente e di fomentare l'escalation attraverso attacchi contro i Paesi della regione, in particolare contro le loro infrastrutture.

Pezeshkian ha infine avvertito che, sulla base di sue valutazioni precise, l'economia iraniana non sarebbe in grado di resistere a una guerra prolungata e che, nelle condizioni attuali, un collasso economico totale sarebbe inevitabile.

In ogni caso, in un ultimo post pubblicato su X, il presidente iraniano ha comunque dichiarato:

"Finora, oltre 14 milioni di fieri iraniani si sono registrati per sacrificare la propria vita in difesa dell'Iran. Anch'io sono stato, sono e rimarrò dedito a dare la mia vita per l'Iran".

Il post di Pezeshkian

Iniziati attacchi su obiettivi civili

Nel frattempo, in attesa del termine dell'ultimatum, Stati Uniti e Israele hanno già cominciato ad attaccare obiettivi civili in Iran.

Sempre SkyTg24 aggiunge che la tv di Stato iraniana, citando il vice governatore della provincia Morteza Heydari, ha riferito che attacchi aerei israelo-americani hanno colpito un ponte vicino alla città di Qom, a sud di Teheran.

Benyamin Netanyahu, in una dichiarazione video, ha riferito:

"I nostri piloti hanno attaccato oggi ferrovie e ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie per trasportare materie prime per armi, armamenti e i loro operativi che attaccano noi, gli Stati Uniti e altri Paesi della regione. Queste operazioni non sono mirate contro la popolazione iraniana, hanno l'obiettivo di continuare a indebolire e a colpire il regime sanguinario che lo reprime da 47 anni. Stiamo cambiando radicalmente gli equilibri dei poteri".

L'agenzia iraniana Mehr, invece, riporta che anche l'aeroporto iraniano di Khorramabad è stato colpito dagli attacchi di Israele e Stati Uniti.