Il viaggio di Leone XIV in Spagna si chiude davanti al mare, nei luoghi dove l’Europa vede arrivare chi ha attraversato il deserto, la notte e l’Atlantico su barche fragili. Le Isole Canarie, ultima tappa della visita apostolica iniziata il 6 giugno 2026, sono diventate per il Papa il punto più simbolico del viaggio: una frontiera, un approdo, ma anche una ferita aperta.
Pope Leo XIV drops a wreath of flowers into the sea of the Port of Arguineguín in Las Palmas de Gran Canaria, in tribute to the African migrants who died attempting the dangerous Atlantic route into the European Union. pic.twitter.com/yncLD6ZX8N
— Catholic Sat (@CatholicSat) June 11, 2026
Dopo la giornata dell’11 giugno a Gran Canaria, al porto di Arguineguín, Leone XIV è arrivato il 12 giugno 2026 a Tenerife per incontrare i migranti del centro di accoglienza Las Raíces e le realtà che lavorano per l’integrazione. Nel pomeriggio è prevista la cerimonia di congedo e poi il volo verso Roma. L’arrivo a Fiumicino è in programma alle 20.10.
La tappa canaria è stata costruita come un messaggio all’Europa. Le Canarie sono infatti una delle principali porte d’ingresso della rotta atlantica: nel 2024, secondo i dati del ministero dell’Interno spagnolo, sulle isole sono arrivate 46.843 persone, un record. Nel 2025 gli arrivi sono diminuiti, ma la rotta è rimasta tra le più pericolose: secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel 2025 almeno 1.214 migranti sono morti o dispersi lungo la rotta dell’Africa occidentale verso le Canarie.
Arguineguín, il molo della vergogna
Il momento più forte è arrivato l’11 giugno 2026 al porto di Arguineguín, a Gran Canaria. Quel molo era stato chiamato nel 2020 “molo della vergogna”, dopo l’arrivo di migliaia di migranti trattenuti in condizioni durissime durante la crisi degli sbarchi. Oggi la Chiesa locale prova a chiamarlo “molo della speranza”, ma la memoria resta pesante.
Il Papa ha incontrato migranti, operatori umanitari, volontari, realtà di accoglienza e organizzazioni impegnate nei soccorsi. Ha ascoltato testimonianze di viaggi nel deserto, di traversate in mare, di famiglie spezzate, di tratta, sfruttamento e violenze.
Poi ha pronunciato uno dei passaggi più netti del suo viaggio: “Non siete numeri, né fascicoli”. E ancora: “Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare”.
“Dear migrants, before saying anything else to you, I want to bow before your dignity. You are not just numbers or files,” Pope Leo XIV said in a meeting with organizations working with migrants at the Port of Arguineguína in Las Palmas de Gran Canaria, Spain.
In his address the… pic.twitter.com/HQcw12quvl
— Vatican News (@VaticanNews) June 11, 2026
Leone XIV ha insistito su un punto: la migrazione non può essere ridotta a una questione di ordine pubblico o di gestione degli arrivi. “La dignità umana non ha passaporto”, ha detto davanti al mare, chiedendo vie legali e sicure, soccorso, protezione delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione.
La corona di fiori in mare
Al porto di Arguineguín, il Papa ha anche compiuto un gesto molto simile a quello di Francesco a Lampedusa nel 2013: ha gettato in mare una corona di fiori in memoria dei migranti morti sulla rotta atlantica.
“Non possiamo abituarci a contare i morti”, ha detto il Pontefice, denunciando l’indifferenza verso le persone scomparse in mare.
Nel suo discorso, Leone XIV ha collegato il dramma delle partenze alle cause che spingono migliaia di persone a lasciare il proprio Paese: guerre, fame, persecuzioni, violenze, crisi climatiche, corruzione, traffico di esseri umani. “Ogni barca che arriva non porta solo migranti”, ha detto. “Porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?”.
Il centro Las Raíces a Tenerife
Il 12 giugno, ultima giornata del viaggio, il Papa ha lasciato Gran Canaria alle 8.30 ed è atterrato all’aeroporto di Tenerife Nord-Los Rodeos alle 9.10. Alle 9.30 il programma ufficiale prevedeva l’incontro con i migranti del centro Las Raíces, una delle strutture più importanti del sistema di accoglienza temporanea nelle Canarie.
I volti dei migranti, la maggior parte originari del Gambia, che attendono di incontrare #LeoneXIV al centro “Las Raíces” di Tenerife.#ViaggioApostolico #Spagna pic.twitter.com/ENVHqCNrxl
— Vatican News (@vaticannews_it) June 12, 2026
Il centro, gestito dall’organizzazione Accem, è nato come risposta all’aumento degli arrivi sulle isole. Nei momenti di maggiore pressione ha ospitato oltre 2.500 persone in condizioni di forte sovraffollamento. Oggi accoglie circa 500 residenti.
La visita a Las Raíces è stata pensata come un incontro più diretto e raccolto rispetto alla giornata precedente. Alcuni migranti hanno potuto rivolgere brevi parole al Pontefice, raccontando il proprio percorso e l’attesa di una nuova vita dopo l’arrivo nell’arcipelago.
Dopo Las Raíces, Leone XIV ha raggiunto la Plaza del Cristo de La Laguna, dove alle 10.10 ha incontrato le organizzazioni impegnate nell’integrazione dei migranti. Anche qui il centro del messaggio è stato lo stesso: accoglienza, accompagnamento, percorsi reali di inclusione.
Alle 12.15 il Papa ha celebrato la messa al porto di Santa Cruz de Tenerife, prima dell’ultimo passaggio istituzionale del viaggio. La cerimonia di congedo all’aeroporto di Tenerife Nord è prevista alle 14.30, con la presenza del re Felipe VI. Alle 15.00 il Pontefice deve decollare per Roma.
Un viaggio iniziato a Madrid
La tappa alle Canarie chiude una visita apostolica di una settimana, dal 6 al 12 giugno 2026, che ha portato Leone XIV a Madrid, Barcellona, Montserrat, Gran Canaria e Tenerife.

A Madrid il Papa ha incontrato le autorità, i giovani, il Parlamento e i vescovi spagnoli. A Barcellona ha celebrato la messa nella Sagrada Família e inaugurato la torre di Gesù Cristo. Ma la conclusione alle Canarie ha dato al viaggio una chiave precisa: la Spagna come Paese europeo di frontiera, e l’Europa chiamata a misurarsi con il proprio rapporto con i migranti.

Oggi, 12 giugno 2026, la visita spagnola si conclude quindi dove molti viaggi finiscono e molti altri iniziano: su un molo, davanti al mare.