L’attacco militare in corso in Iran sta destando preoccupazioni internazionali per la sicurezza globale. Il Ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha sottolineato l’urgenza di fermare i conflitti in corso e ha fatto appello a un intervento dell’ONU, criticando la mancanza di discussione preventiva riguardo all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele.

In una conferenza stampa tenutasi a Parigi oggi, 2 marzo 2026, Barrot ha esplicitamente affermato che l’operazione militare avrebbe dovuto essere discussa preventivamente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, un passo necessario per legittimare l’uso della forza a livello internazionale.
Le critiche all’operazione USA-Israele e il richiamo all’ONU
Il Ministro degli Esteri francese ha espresso preoccupazione per l’operazione militare messa in atto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio 2026. Secondo Barrot, l’attacco andava “discusso preventivamente” all’interno del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, come richiesto dalle normative internazionali che regolano l’uso della forza. L’assenza di una discussione internazionale prima dell’operazione ha sollevato interrogativi sulla legittimità di un’azione militare così ampia, che ha avuto gravi ripercussioni geopolitiche.
Barrot ha sottolineato che l’uso della forza, per ottenere la legittimazione internazionale, deve passare attraverso una discussione e una risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Solo attraverso un’azione collettiva e trasparente in ambito ONU, ha spiegato, sarebbe possibile assumersi pienamente la responsabilità di un conflitto di tale portata.
Escalation mondiale
Gli attacchi missilistici e con droni lanciati dall’Iran hanno colpito diversi Paesi del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Iraq, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania. Tali azioni sono state interpretate da Parigi come provocazioni militari che hanno aggravato la situazione geopolitica della regione e minacciato la sicurezza dei Paesi alleati.
La Francia in particolare esprime la sua ”condanna inequivocabile, la piena solidarietà e il totale sostegno” ai ” Paesi del Medio Oriente sono stati presi di mira da attacchi massicci e ingiustificati da parte dell’Iran”, dice il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in un post su ‘X’. ”Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania vengono trascinati in una guerra che non hanno scelto”.
L’escalade militaire doit cesser au plus vite. pic.twitter.com/06FOolRdx2
— Jean-Noël Barrot (@jnbarrot) March 2, 2026
Barrot ha ribadito che il suo Paese è pronto a partecipare alla difesa di questi Stati, esprimendo pieno sostegno e solidarietà a chi è stato deliberatamente preso di mira dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane.
Le parole di Macron
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha preso posizione riguardo alla crescente tensione. Sabato 28 febbraio, Macron ha espresso la sua preoccupazione per l’escalation della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, avvertendo che questo conflitto avrebbe “gravi conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale”.
L’Eliseo ha ribadito che la violenza deve cessare immediatamente, con l’obiettivo di spingere il regime iraniano a impegnarsi in negoziati seri per fermare i suoi programmi nucleari e balistici. Macron ha inoltre insistito sul fatto che l’Iran deve fermare le sue attività di destabilizzazione nella regione.
Francia, Germania e Regno Unito: una posizione comune
Le dichiarazioni di Barrot arrivano a seguito di una presa di posizione congiunta tra Francia, Germania e Regno Unito, che hanno condannato fermamente gli attacchi missilistici iraniani contro i Paesi del Golfo.
In una dichiarazione congiunta, i tre Paesi europei hanno espresso il loro sdegno per l’“indiscriminata” e “sproporzionata” risposta dell’Iran, sottolineando che questi attacchi hanno colpito i loro alleati più stretti e minacciato direttamente il personale militare e i civili nella regione.

Nella stessa dichiarazione, i tre Paesi hanno ribadito di essere pronti a difendere i propri interessi e quelli dei loro alleati nel Golfo, intraprendendo “azioni difensive” se necessario. La dichiarazione ha anche sottolineato la collaborazione in corso con gli Stati Uniti e gli altri alleati della regione per affrontare la minaccia in modo coordinato.
L’appello alla diplomazia
In tutto questo scenario, la Francia ha ribadito la sua volontà di promuovere una soluzione diplomatica alla crisi, pur facendo chiaramente intendere che non esiterà a difendere i propri alleati e a proteggere i propri interessi. L’appello della Francia al Consiglio di Sicurezza dell’ONU si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la stabilità regionale e mondiale, con il timore che il conflitto tra Iran e le forze occidentali possa sfociare in una guerra a più ampio raggio.