Esteri
Misure rigidissime

C'è un positivo all'Ikea a Shanghai: il video dalla folla in fuga per evitare il lockdown nel negozio

Prima che le porte del centro commerciale si chiudessero, le persone hanno accalcato le porte per evitare di incappare nel complicato sistema di quarantena cinese.

Esteri 16 Agosto 2022 ore 16:27

La politica di prevenzione cinese parla chiaro e non ammette esenzioni: qualora qualcuno venisse a contatto con un positivo scattano due giorni di quarantena a cui ne fanno seguito altri cinque di monitoraggio sanitario. Una strategia molto severa, definita "Zero Covid", che ha l’obiettivo di bloccare sul nascere la diffusione nella popolazione del virus. Il certosino sistema di controllo cinese, a cui è difficile sottrarsi, tuttavia, arriva spesso a casi limite: lo scorso sabato, 13 agosto 2022, una folla è fuggita da un'Ikea di Shangai per evitare di incappare nei rigidi controlli sanitari per Covid-19. Sui social sta spopolando il video dell'esasperazione collettiva.

Panico all'Ikea di Shangai: folla scappa dai controlli Covid-19

Le immagini che seguono mostrano la reazione dei clienti del centro commerciale Ikea di Shangai quando sono hanno scoperto che sarebbero stati sottoposti al cosiddetto "lockdown lampo", la misura prevista per chi viene a contatto con un positivo. In pochissimo tempo centinaia di persone si sono dirette verso le porte di uscita, bloccate dagli organi di sicurezza, nel tentativo di sfuggire ai controlli Covid. Una vera e propria fuga poiché, come ben consapevoli, le misure di contenimento del virus in Cina sono particolarmente rigide.

IL VIDEO:

La fuga dall'Ikea del distretto di Xuhui a Shangai è avvenuta sabato 13 marzo 2022. La clientela era stata informata della presenza di una persona che aveva avuto un contatto stretto con un bambino di 6 anni, positivo al Covid, ma asintomatico, dopo averlo contratto di ritorno da Lhasa, in Tibet. Per tutti i clienti dell'Ikea, quindi, sarebbero scattati due giorni di quarantena come stabilito dalla normativa sanitaria cinese. Nessuno, tuttavia, considerati i continui lockdown che per due mesi hanno completamente bloccato la metropoli da 25 milioni di persone, aveva alcuna intenzione di finire di nuovo in isolamento. Risultato: mentre le forze di Polizia cercavano di bloccare gli ingressi, la gente all'interno spingeva a più non posso per trovare una via di fuga.

La strategia "zero-Covid"

Secondo la politica di prevenzione cinese, definita strategia "zero-Covid", volta a bloccare fin da subito eventuali contagi da Covid-19, sono previsti, qualora ci fossero contatti con positivi, due giorni di quarantena, seguiti da cinque di monitoraggio sanitario. Una misura che spesso viene applicata indistintamente a piccoli centri come ad immensi quartieri, fino ad arrivare a città intere: test di massa e estese quarantene per eliminare qualsiasi recrudescenza del virus ed evitare che si espanda considerevolmente.

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