Domenica 9 agosto 2026, il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Mohammad Baqer Zolqadr ha condizionato la riapertura dello Stretto di Hormuz al cambio di condotta degli Stati Uniti.
Le clausole di Teheran esigono
- la cessazione delle minacce,
- il ritiro delle forze americane dalla regione,
- la revoca delle sanzioni
- e il risarcimento dei danni bellici.
La visione della presidenza sui negoziati
Nonostante la rigidità del vertice di sicurezza, il presidente Masoud Pezeshkian ha mostrato un forte ottimismo sulla trattativa. Il capo di Stato ha rivendicato la coesione interna del Paese, definendo la fase attuale il momento ideale per raggiungere un’intesa permanente.
Nel frattempo, è notizia di ieri, le condizioni della Guda suprema Mojtaba Khamenei tornano al centro delle tensioni che attraversano l’Iran. La Guida suprema, mai comparsa pubblicamente dalla sua elezione a marzo, sarebbe gravemente malata e potrebbe essere vicina alla morte secondo alcune fonti anonime citate da IranWire.
Incidenti alle strutture energetiche nel territorio saudita
L’instabilità dell’area registra un ulteriore peggioramento a causa dei roghi segnalati nel complesso industriale di Al-Jubail dai canali d’informazione d’Oriente. I vertici del settore energetico saudita hanno ratificato lo svolgimento di accertamenti sul grave incendio che ha travolto l’impianto Aramco situato a Jizan, sede di primario rilievo per la produzione di risorse petrolchimiche.