La crisi internazionale legata alla guerra tra Israele e Iran continua ad allargarsi, con nuovi attacchi militari in Medio Oriente e tensioni che arrivano fino all’Europa. Nelle ultime ore si registrano raid su Beirut, attacchi contro l’Iran, missili sul Bahrein e un misterioso boato nei pressi dell’ambasciata americana a Oslo.
Esplosione vicino all’ambasciata Usa a Oslo
Un forte boato è stato avvertito nella notte nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo. Secondo quanto riferito dalla polizia norvegese e riportato da Reuters, l’esplosione è avvenuta intorno all’1.
Le autorità stanno indagando per capire cosa abbia causato il rumore e se si sia trattato di un’esplosione o di un altro tipo di incidente. La polizia ha fatto sapere di essere in contatto con l’ambasciata statunitense e ha precisato che al momento non risultano feriti.
🚨 JUST IN: Norway police CONFIRM that the US Embassy is Oslo was targeted by an EXPLOSIVE DEVICE, detonating around 1AM near the entrance
Minor injuries and damage reported
We’re facing Islamic TERROR CELLS worldwide. Keep Americans safe at all costs!pic.twitter.com/6jzHlu9Kmv
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) March 8, 2026
Raid israeliano su hotel a Beirut: almeno quattro morti
Nel frattempo il conflitto in Medio Oriente continua a intensificarsi. Un attacco aereo israeliano ha colpito un hotel nel centro di Beirut causando almeno quattro morti e dieci feriti, secondo il ministero della Salute libanese.
Il raid ha preso di mira l’hotel Ramada nel quartiere di Raouché, una zona turistica sul lungomare che fino ad ora era rimasta relativamente al riparo dagli attacchi.
🚨 JUST IN: Norway police CONFIRM that the US Embassy is Oslo was targeted by an EXPLOSIVE DEVICE, detonating around 1AM near the entrance
Minor injuries and damage reported
We’re facing Islamic TERROR CELLS worldwide. Keep Americans safe at all costs!pic.twitter.com/6jzHlu9Kmv
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) March 8, 2026
Secondo quanto riferito dalle forze armate israeliane, nell’operazione sarebbe stato ucciso un comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane.
Drone neutralizzato nel quartiere diplomatico di Riad
Anche l’Arabia Saudita è stata coinvolta nelle tensioni regionali. Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver sventato un attacco con drone diretto verso il quartiere diplomatico della capitale Riad.
Il velivolo è stato neutralizzato prima di raggiungere l’obiettivo e, secondo le autorità, non si registrano né vittime né danni materiali.
Missili su Bahrein e danni a un impianto di desalinizzazione
Il Bahrein ha denunciato una nuova ondata di attacchi missilistici provenienti dall’Iran. Il ministero degli Interni ha riferito che la caduta di frammenti di missili nella zona di Muharraq ha causato il ferimento di tre persone e danni a un edificio universitario.
Manama ha inoltre accusato Teheran di aver colpito un impianto di desalinizzazione dell’acqua, infrastruttura fondamentale per l’approvvigionamento idrico nel Golfo Persico, parlando di “attacchi indiscriminati contro obiettivi civili”.
Israele intensifica i raid in Iran
Israele nel frattempo ha annunciato una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture militari in Iran. Secondo l’esercito israeliano, l’operazione ha colpito diversi obiettivi strategici tra cui l’aeroporto di Isfahan.
Durante i bombardamenti sarebbero stati distrutti diversi caccia F-14 iraniani, aerei di fabbricazione statunitense forniti a Teheran prima della rivoluzione islamica del 1979.
L’Idf ha dichiarato che sono stati colpiti anche sistemi di rilevamento e difesa aerea considerati una minaccia per i velivoli israeliani. Nei raid su Isfahan sarebbero morte almeno 11 persone.
Secondo l’esercito israeliano, l’operazione rientra in una strategia più ampia per ottenere il controllo dei cieli iraniani, dopo che venerdì scorso altri attacchi avevano distrutto 16 velivoli utilizzati dalla Forza Quds all’aeroporto Mehrabad di Teheran.
Usa e Israele valutano forze speciali per mettere in sicurezza l’uranio iraniano
Sul fronte strategico, Stati Uniti e Israele avrebbero discusso l’ipotesi di utilizzare forze speciali in Iran per mettere in sicurezza le riserve di uranio altamente arricchito. Lo riporta Axios citando quattro fonti informate sui colloqui.
Tra le opzioni allo studio ci sarebbero la rimozione dell’uranio dal Paese o la sua diluizione direttamente sul posto con il supporto di esperti nucleari, possibilmente dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Secondo le stesse fonti, nei colloqui sarebbe stata discussa anche l’eventuale presa dell’isola di Kharg, terminale petrolifero da cui transita circa il 90% delle esportazioni di greggio iraniano.
Iran verso una nuova Guida Suprema
Intanto l’Iran si prepara a un passaggio politico cruciale dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio 2026 in un attacco statunitense a Teheran.

L’Assemblea degli Esperti, l’organo costituzionale incaricato di nominare il leader della Repubblica islamica, avrebbe raggiunto un accordo sulla figura da eleggere. Lo ha dichiarato all’agenzia Fars l’ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri.
Secondo un altro membro dell’assemblea, Hojjatoleslam Jafari, l’annuncio potrebbe arrivare a breve. L’organismo è composto da 88 membri e ha il compito di designare il successore dopo i quasi 37 anni di leadership di Khamenei.
L’avvertimento del presidente iraniano
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intanto ha avvertito che Teheran risponderà a qualsiasi attacco o tentativo di invasione.

In un intervento alla televisione di Stato, il capo dello Stato ha dichiarato che se i nemici dell’Iran utilizzeranno Paesi vicini per colpire il territorio iraniano, la Repubblica islamica sarà “costretta a rispondere”.
Pezeshkian ha tuttavia precisato che una risposta militare non significherebbe necessariamente voler danneggiare i Paesi coinvolti, ma sarebbe dettata dalla necessità di difendere il territorio nazionale.