Gli Stati Uniti sono determinati a proseguire la loro offensiva contro l’Iran, nonostante i rischi strategici che essa comporta. Secondo il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, gli Stati Uniti stanno “vincendo in maniera devastante e senza pietà” contro un regime iraniano che appare, nella sua visione, “spacciato e senza speranze”.
Nel tentativo di aumentare la pressione sul regime iraniano, le forze curde irachene sarebbero entrate in scena con una “avanzata di terra” contro le posizioni iraniane. La notizia, diffusasi nelle scorse ore, è stata però smentita dal governo curdo.
Guerra in Iran: gli Usa “arruolano” anche i curdi per un’azione di terra
Le forze americane, in cooperazione con Israele, sono ormai entrate nella fase due dell’operazione, mirata a fiaccare le difese aeree dell’Iran e a indebolire le riserve di missili balistici. In questo contesto, Hegseth ha definito la guerra come una “vittoria a lungo termine” per gli Stati Uniti, anche se alcuni esperti mettono in evidenza i rischi di escalation e i potenziali effetti collaterali sul piano geopolitico.
Questa fase dell’offensiva segue un periodo di intensa attività militare e diplomatica, con l’obiettivo di esercitare una forte pressione sul regime iraniano.
Curdi e l’avanzata di terra contro l’Iran
Secondo un funzionario statunitense intervistato da Fox News, migliaia di combattenti curdi avrebbero lanciato un attacco contro le forze iraniane, con l’obiettivo di colpire le posizioni strategiche nel nord dell’Iran. Nonostante il ministro della Difesa statunitense, Pete Hegseth, abbia smentito ufficialmente che gli Stati Uniti stiano direttamente armando o sostenendo un’insurrezione all’interno dell’Iran, la possibilità che altri attori all’interno del governo statunitense siano coinvolti non è stata esclusa.
Hegseth ha fatto notare che alcuni gruppi curdi potrebbero essere autonomi nel portare avanti le loro azioni militari contro l’Iran, anche senza un diretto coinvolgimento degli Stati Uniti.
La strategia di destabilizzazione dell’Iran tramite il coinvolgimento di gruppi etnici e sociali interni ha attirato l’attenzione del governo di Donald Trump, che potrebbe vedere in questo approccio un modo per provocare disordini interni e mettere pressione sul regime di Teheran.
Secondo alcuni analisti, l’impiego delle minoranze curde rappresenterebbe un tentativo degli Stati Uniti di favorire il cambiamento di regime in Iran, senza un coinvolgimento diretto delle truppe americane.
Le smentite curde
Tuttavia, la notizia dell’offensiva curda è stata immediatamente smentita dal governo curdo. Aziz Ahmad, vicecapo di gabinetto del primo ministro della regione del Kurdistan iracheno, ha categoricamente negato che i curdi abbiano lanciato un attacco contro l’Iran.

In un messaggio pubblicato su social media, ha dichiarato che “nessun curdo ha attraversato il confine”.
La smentita è stata netta: “Questa notizia è palesemente falsa”. Le autorità curde hanno chiarito che non c’è stato alcun coinvolgimento diretto nei conflitti al confine con l’Iran. Questo ha sollevato dubbi sulla veridicità delle informazioni diffuse da Fox News, che aveva citato fonti governative statunitensi.
Al contempo, però, sono emerse dichiarazioni di Jennifer Griffin, giornalista di Fox News, che aveva inizialmente rilanciato la notizia, che ha fornito ulteriori dettagli sulla possibile identità dei combattenti curdi coinvolti.
Secondo Griffin, l’attacco sarebbe stato lanciato da curdi iraniani che, in passato, erano fuggiti in Iraq per sfuggire alla repressione iraniana. Questi combattenti, secondo la giornalista, stavano cercando di incitare una rivolta popolare contro il regime di Teheran, con l’obiettivo di incoraggiare il popolo iraniano a sollevarsi contro il governo di Ali Khamenei. La giornalista ha ribadito che la notizia proveniva da fonti statunitensi, ma ha anche aggiunto una nota di cautela, dichiarando che ci erano “notizie contrastanti” riguardo l’identità e l’entità dell’attacco.
La questione è tutt’altro che chiara, e le smentite governative hanno alimentato la confusione.

L’intervento della Cia
Un altro aspetto che ha destato preoccupazione riguarda il presunto coinvolgimento della CIA nel supportare le forze curde. Secondo fonti riportate da CNN, l’intelligence americana starebbe collaborando con i gruppi curdi per incitare una rivolta popolare contro il regime iraniano. La CIA, quindi, potrebbe avere un ruolo nell’organizzare o almeno nel supportare i movimenti di resistenza in Iran, sebbene non siano state fornite prove concrete di un supporto diretto alle azioni dei curdi al confine.
Secondo altre fonti, il governo degli Stati Uniti starebbe anche trattando con i leader curdi nel nord dell’Iraq, nella regione del Kurdistan e nel nord-ovest dell’Iran, per determinare modalità di armamento e supporto ai gruppi contrari al regime iraniano.
Tuttavia non vi sono ancora conferme ufficiali da parte delle autorità americane e le informazioni sull’offensiva curda contro l’Iran rimangono contraddittorie e incomplete. Se da un lato le fonti ufficiali negano qualsiasi coinvolgimento diretto, dall’altro continuano a emergere rivelazioni che suggeriscono un possibile sostegno indiretto da parte degli Stati Uniti ai gruppi curdi.