Finalmente a casa

Guerra, già arrivati tre aerei da Abu Dhabi e Oman con 500 nostri connazionali

Rientrati anche i duecento studenti rimasti bloccati a Dubai: "Un'esperienza che mai ci saremmo aspettati di vivere"

Guerra, già arrivati tre aerei da Abu Dhabi e Oman con 500 nostri connazionali

È atterrato alle 19:25 di martedì 3 marzo 2026 all’Aeroporto di Milano Malpensa il volo partito da Abu Dhabi che ha riportato in Italia 200 studenti rimasti bloccati a Dubai nei giorni scorsi, dopo l’inizio delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva risposta di Teheran verso alcuni Paesi del Golfo.

Ad attendere i ragazzi, al Terminal 1, genitori e familiari tra lacrime, abbracci e un lungo applauso liberatorio. Due giorni di apprensione si sono sciolti in pochi minuti, al loro arrivo dal gate B degli arrivi, scortati dalla polizia.

Altri voli commerciali e speciali sono decollati da Muscat, la capitale dell’Oman verso Roma Fiumicino, con a bordo circa 350 persone, ed altri due voli Etihad da Abu Dhabi, uno per Milano e l’altro per Roma. Nelle prossime ore inoltre è già stato programmato un ulteriore volo da Muscat.

Bloccati a Dubai dopo l’escalation tra Usa, Israele e Iran

Gli studenti italiani si trovavano a Dubai per un’attività extrascolastica organizzata da WSC Italia – World Student Connection Global Leaders, nell’ambito di un progetto di simulazione delle assemblee ONU.

Un viaggio formativo trasformato improvvisamente in un’esperienza drammatica: proprio mentre i ragazzi partecipavano a una simulazione di negoziato internazionale, nella regione è esploso un vero conflitto.

Il racconto degli studenti: “In un attimo in territorio di guerra”

“È un’esperienza che rimarrà indelebile perché, da ragazzi, ci siamo trovati in un attimo, come mai avremmo immaginato, in territorio di guerra”, hanno raccontato i giovani.

“È stata un’esperienza molto forte. Ci siamo sempre fatti coraggio tra noi, ma con il passare del tempo la preoccupazione aumentava: sentivamo nel cielo il rombo degli aerei e le esplosioni”.

I ragazzi parlano di allarmi sui telefoni, sirene d’emergenza nell’albergo, notti insonni. Una delle insegnanti che li accompagnava ha definito quei momenti “due notti d’inferno”.

Secondo quanto raccontato dalle famiglie, i ragazzi avrebbero trascorso almeno due ore in un bunker durante le fasi più critiche dei bombardamenti.

“Sull’aereo abbiamo cantato l’Inno di Mameli”

Nonostante la paura, i giovani hanno dimostrato grande maturità. Sul volo di ritorno a un certo punto i ragazzi hanno intonato l’inno di Mameli.

“Eravamo felici di tornare finalmente a casa. Ma pensiamo alle persone rimaste là e a chi in Iran è sotto le bombe”.

Un momento di unità e sollievo, condiviso dopo ore di tensione e incertezza per i ragazzi, provenienti da varie zone d’Italia, dal Veneto, da Pavia.

Le famiglie: “Giorni di apprensione, ma i ragazzi sono stati fantastici”

“Sono stati giorni di apprensione. I ragazzi hanno sentito le esplosioni ma non hanno mai ceduto al panico. Sono stati fantastici”, raccontano alcune mamme di studenti.

“Non siamo mai stati soli – aggiungono – ci sono sempre stati vicini tutti, e questo ci ha aiutato”.

Dai genitori ringraziamenti anche al ministro degli Esteri Antonio Tajani e alle istituzioni, che non hanno mai fatto mancare la propria vicinanza.

Un’esperienza che segnerà questi ragazzi

Il rientro dei 200 studenti italiani da Dubai segna la fine di un’esperienza che difficilmente dimenticheranno. Partiti per vivere una simulazione diplomatica internazionale, si sono trovati improvvisamente a sperimentare la realtà della guerra: sirene, esplosioni, bunker e paura.

Il lungo applauso che li ha accolti a Malpensa non è stato solo un gesto di gioia, ma il simbolo di un ritorno alla normalità dopo giorni di tensione, in un contesto internazionale ancora segnato dall’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran.