“Noi siamo contrari alle escalation. Siamo per la distensione dei toni e lo strumento anti coercizione non va in questo senso”.
Procaccini: “No a strumento anti-coercizione”
Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento Europeo, rispondendo a una domanda dell’Ansa riguardo alla posizione di Ecr sull’uso dello strumento anti-coercizione e su un possibile stop dell’accordo Usa-Ue sui dazi.
“L’accordo sui dazi Usa-Ue è in vigore da agosto e, contrariamente alle preoccupazioni di molti, è stato fruttuoso per entrambe le parti”, precisa Procaccini, cercando di smorzare i toni della polemica Ue-Usa.
Una posizione che ricalca quella della premier Giorgia Meloni, che domenica 18 gennaio 2026 ha sentito direttamente Trump e che – pur criticandone la mossa dei dazi – ha cercato la via della diplomazia.
“Credo che in questa fase sia molto importante parlarsi”, ha ribadito Meloni, respingendo l’idea di uno scontro frontale tra Europa e Stati Uniti.
Cosa prevede lo strumento anti-coercizione
Pensato inizialmente per rispondere alle pressioni della Cina, il meccanismo di anti-coercizione consentirebbe all’Ue di adottare misure drastiche:
- esclusione delle aziende americane dagli appalti pubblici europei;
- restrizioni agli investimenti Usa nell’Unione;
- limiti all’export di beni strategici;
- restrizioni sui servizi delle Big Tech;
- sospensione di alcuni diritti di proprietà intellettuale;
- fino all’ipotesi estrema di interventi sui mercati finanziari.
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