Il governo britannico affronta una tempesta che intreccia la politica interna di Westminster con i segreti più oscuri della cronaca internazionale. Mentre il premier cerca di arginare le dimissioni del suo staff, oltreoceano la complice del magnate pedofilo Ghislaine Maxwell cerca un patto legale che potrebbe cambiare tutto.
Cosa sono gli Epstein files
Per Epstein files si intende il materiale investigativo raccolto in vent’anni di indagini su Jeffrey Epstein, il finanziere miliardario al centro, tra gli anni 2000 e il 2019, di una rete di traffico sessuale di minorenni.
Materiale che scuote la scena internazionale perché tra i files ci sono riferimenti a politici, uomini di governo di varie nazioni, imprenditori. Donald Trump viene ad esempio citato più volte di Harry Potter nella sua omonima saga.
Nelle ultime ore è rimbalzata la notizia secondo cui nei file sarebbero censurati sei nomi “pesanti”: uno dei sei uomini ricoprirebbe una posizione di alto livello in un governo straniero, mentre un altro sarebbe una personalità di spicco.
Governo Starmer scosso dagli Epstein Files
Il governo di Keir Starmer sta attraversando il momento più buio dalla vittoria elettorale dell’estate 2024. Il fulcro della crisi è il caso Mandelson, scaturito dalla pubblicazione di documenti riservati da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense.

Gli atti rivelano flussi finanziari e scambi di informazioni sensibili avvenuti tra il 2009 e il 2010 tra l’ex ministro di Blair Peter Mandelson e il defunto finanziere Jeffrey Epstein, condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni.
Nonostante Starmer avesse nominato Mandelson ambasciatore negli Stati Uniti solo nel dicembre 2024, il legame pregresso con Epstein ha scatenato un’ondata di indignazione che ha travolto i vertici del partito.

Il primo ministro ha ammesso l’errore di valutazione, ma ha ribadito con forza la volontà di non rassegnare le dimissioni, dichiarandosi determinato a portare avanti il mandato ricevuto dagli elettori per cambiare il Paese.
Le dimissioni nell’esecutivo
Il contraccolpo istituzionale è stato fulmineo. Morgan McSweeney, capo di gabinetto e figura vicinissima a Starmer, ha lasciato l’incarico assumendosi la responsabilità di aver caldeggiato la nomina di Mandelson.
A poche ore di distanza, anche il responsabile della comunicazione Tim Allan ha rassegnato le dimissioni, segnando il quarto addio in quel ruolo dall’inizio della legislatura. La pressione interna al Partito Laburista cresce.
Anas Sarwar, leader della sezione scozzese, ha chiesto apertamente un cambio di leadership a Downing Street per porre fine a quelle che ha definito distrazioni inaccettabili.
Anche Chris Wormald, il più alto dirigente della pubblica amministrazione, sarebbe prossimo all’abbandono, aumentando il senso di instabilità che regna a Londra nonostante il sostegno pubblico ricevuto da Starmer da parte di alcuni ministri e della sua ex vice Angela Rayner.
Il ricatto di Maxwell dal carcere del Texas
Parallelamente al caos londinese, il caso Epstein continua a infiammare gli Stati Uniti. Ghislaine Maxwell, ex compagna del miliardario e attualmente detenuta in Texas con una condanna a 20 anni per traffico di esseri umani, è tornata a far parlare di sé.

Durante un’audizione in videoconferenza davanti a una commissione della Camera dei Rappresentanti, Maxwell si è avvalsa sistematicamente del Quinto Emendamento, rifiutandosi di rispondere ai parlamentari.
Tuttavia, attraverso il suo legale David Marks, la 64enne ha lanciato un segnale inequivocabile alla Casa Bianca. Maxwell si è detta pronta a rompere il silenzio e a collaborare pienamente se riceverà la grazia presidenziale da parte di Donald Trump.
La promessa di scagionare Trump e Clinton
L’offerta di Ghislaine Maxwell non riguarda solo la propria libertà, ma tocca i vertici del potere statunitense degli ultimi decenni.
Il suo avvocato ha dichiarato esplicitamente che l’ex compagna del finanziere sarebbe in grado di scagionare sia l’attuale presidente Donald Trump che l’ex presidente Bill Clinton da ogni accusa o sospetto di illecito legato alle attività di Epstein.
Entrambi i leader hanno ammesso contatti passati con il finanziere, pur sostenendo di aver interrotto i rapporti ben prima della sua morte e di essere stati all’oscuro dei suoi crimini.
La mossa della Maxwell è stata letta da diversi analisti, tra cui la deputata democratica Melanie Stansbury, come un tentativo diretto di vendere il proprio silenzio in cambio di un provvedimento di clemenza che le permetta di uscire di prigione.